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BLOG: GIORNALARISINASCE>>
Webbando    
      
 

I blog? Sono 20 milioni

E' il motore di ricerca dei blog più importante e registra la nascita dei diari online. Il 23 ottobre il contatore di Technorati segnava 20 milioni. Ad aggiudicarsi il record la classe di una scuola media francese che ha deciso di aprire un diario per pubblicare le foto della maratona alla quale i suoi 18 alunni hanno partecipato ( http://anquetil.canalblog.com/). Crescita record per i blog: basta pensare che Techonorati segnava 10 milioni di blog il 14 maggio 2005. Il sistema registra 70 mila nuovi blog ogni giorno. Ogni giorno vengono scritti da 700 mila a 1.3 milioni di messaggi, circa 9.2 ogni secondo. Tra le novità la crescita dei blog cinesi.

Censura Reale

La casa reale spagnola ha bloccato gli indirizzi di siti con il nome "Leonor", la figlia appena nata del principe ereditario Filippo di Borbone e della principessa Letizia Ortiz.
Ma la censura nulla può contro i blog. Eì già nato leonordeborbon.blogspot.com.

GLI U2 A ROMA
Il bagarinaggio? E' online



Quasi 200 euro per un biglietto per il settore prato. Si arriva fino a 250 per un posto in tribuna d'onore. Il bagarinaggio virtuale esplode con il concerto degli U2. Scatenati gli offerenti, ma anche i fan che pagano cifre astronomiche pur di esserci. Tantissime le proposte sul sito di aste www.ebay.com. E' sufficiente inserire le parole u2 roma sul motore di ricerca del sito per scoprire decine di aste che lievitano sempre di più con l'avvicinarsi dell'evento. L'offerta per due biglietti settore prato è di 200 euro e in poche ore arriva a 252. . Si parte, invece, da 106 euro per la tribuna Monte Mario. Qualcuno avverte :. Il contatto avviene, quasi sempre, tramite cellulare pubblicato sulle pagine web. Si vendono anche pacchetti 'completi': <200 euro per una foto del gruppo e un biglietto omaggio>. Tante le proposte anche sul sito di annunci gratuiti Vivastreet.virgilio.it. (240 euro per due biglietti in curva nord e 400 per la Monte Mario). Navigatissimi anche i forum di Rockon.it (Tribuna Tevere a 150 euro ), Yeaah.com (Monte Mario a 150) e Studenti.it (280 per due biglietti settore prato).

BLOGGER A 90 ANNI



L'ALGEBRA è arte, la letteratura è vita e Internet è l'ultimo approdo scoperto per stare in compagnia. La musica online è una rivelazione. L'e-mail quel piacevole mistero che gli consente di comunicare ogni giorno con la cugina che vive a Los Angeles. Non si trova bene con quelli della sua età perché «odiano il computer e sprecano tempo giocando a carte». Ma non sempre riesce a capire i giovanissimi che amano il web, quelli che scrivono “cosa” con la “k” e “baci” usando la “x” che per lui altro non è che la parte di un'equazione. Ha combattuto in Jugoslavia nella divisione Sassari, incontrato Italo Balbo, il principe Umberto di Savoia e sorseggiato con sospetto nel '43 quel liquido nero chiamato Coca Cola. Sebastiano Spadaro la vigilia di Natale del prossimo anno compirà novant'anni ed è un blogger. In Diario di un gentiluomo (www.diario-diario.splinder.com) e poi in Viva la matematica! (www.wlamatematica.splinder.com) propone e risolve equazioni, racconta del suo passato e spiega con ironia il suo presente. «Sono un ottuagenario - scrive - così come lo era Ippolito Nievo. Però non voglio fare la fine che gli toccò». In comune con lo scrittore nessun mare in burrasca e la sciagura del piroscafo Ercole, ma solo Le confessioni di un italiano specialissimo. «Le sei del mattino, è il momento d'ogni giorno in cui abbandono il letto e mi caccio nel mio studiolo. Accendo il computer e clicco su un sito americano che trasmette bellissima musica classica. E subito inforco la mia cyclette collocata proprio davanti al computer, e compio da 500 a 1.000 pedalate ascoltando con vero piacere». Pensionato bancario, nato a Messina, residente a Cogoleto (Genova), ha iniziato per gioco con il Commodore 64 ed ora ama i blog e quelle incognite chiamate e-mail. «Capisco la radio e la televisione che si risolve con le onde hertziane e le antenne che le captano, ma questo mio computer non ha nessuna antenna». Mandare una mail negli Usa «è semplice: scrivo il nome e aggiungo la conchiglietta. Ai miei tempi tutto ciò era inimmaginabile e si guardava Marconi come un grande sognatore». E poi un umano attimo di malinconia per l'età. «Mi ritengo come quei prigionieri nelle carceri americane che sono in attesa della sedia elettrica. Con questo blog vivo nella speranza di incontrare filosofi e matematici che mi sollevino il morale». Sebastiano ha tanti amici, ma nessuno di loro ama il computer. «Purtroppo devo confessare che i vecchi non mi piacciono. Barbe e chiome candide mi deprimono. Amo studiare matematica, divertirmi col computer». Con la sorella che vive a Napoli comunica così: «Stampo quello che scrivo sul blog e poi glielo spedisco per posta». Tra le ultime scoperte la musica online, i siti che ama definire “una specie di juke-box”. Sebastiano scopre il futuro, ma non dimentica il passato. «Porto i capelli neri perché tinti, i colleghi di banca che incontro per strada a Milano rimangono sorpresi affermando che sono mutato ben poco, mentre io stento a riconoscerli per le loro barbe e capelli candidi. E chiedo notizie degli altri che non incontro più e la risposta è sempre quella: infarto». Sebastiano usa Internet anche per sapere come sta la sua città. «C'è tra i lettori qualcuno di Messina che mi possa aggiornare? Penso che ci sarebbe Maria Grazia Cucinotta, se davvero mi leggesse». E poi quasi un appello: «Sono nato nei locali dell'Osservatorio Astronomico e il mio sogno è riuscire a visitarlo ancora una volta». Chissà se il web potrà aiutare un blogger e gentiluomo di quasi 90 anni. Anche solo con una webcam.

Terrore a Londra: i blog raccontano

''Non volevo crederci e invece è successo''. Parlano i blog, i diari online di chi vive a Londra o di chi ha parenti nella City e lascia sul web tracce della propria ansia e angoscia per le stragi del 7 luglio, quando in 3 stazioni metro e su un bus esplodono bombe. Come quella del blogger http://eustonstation.blogspot.com/, che ha raccontato minuto per minuto le esplosioni di Londra. ‘’Per amici e parenti: io sto bene – spiega la blogger - sono arrivata ora in ufficio. 11.08: non si riesce a chiamare. Gli sms invece funzionano. Ne approfitto per far sapere ai familiari del blogger http://hoxtonsquare.blogspot.com' nel caso leggessero qui che lui sta bene, mi ha appena inviato un sms, ma non riesce a chiamare l'Italia’’. La blogger diventa il punto di riferimento per raccogliere testimonianze di altri italiani che si trovano a Londra: ‘’Stavo prendendo la metropolitana alle 9 a sud di Londra - racconta un collega dell'autrice - si sente un avviso: il servizio è sospeso fino a 3 stazioni a nord per un incidente’’. Molte le testimonianze di londinesi. Gareth Potter scrive dall'ufficio Livejournal.com). Ha comprato un biglietto della Tube a Kings Cross, una delle stazioni metropolitane colpite, appena prima che esplodesse l'inferno.

Michael Jackson assolto. Ed è festa (o quasi) sul web

Innocente. Dieci accuse, un anno e mezzo di processo e 32 ore e mezzo di camera di consiglio non sono bastati a sostenere il ‘’ragionevole dubbio’’ che avrebbe condannato Michael Jackson a 20 anni di carcere. E i fan sono quasi impazziti di gioia. Sul web i jackomaniaci hanno aggiornato i loro siti inserendo musiche della vittoria, slogan liberatori e immagini del cantante. NOT GUILTY, non colpevole, ma noi lo abbiamo sempre saputo. Fine dell’incubo per il Peter Pan della musica. Il Re è tornato. La sentenza è arrivata in tempo reale sul forum di www.michaelmania.com. Dark Arin lascia una parola (grido) liberatoria: ‘’FINITAAAAAAAAAAA!!’’. Ranma è contenta. Ha appena finito di distribuire nella sua città (Firenze) volantini bianchi con un’immensa scritta nera che dice: "Michael Jackson Innocente - Giugno 2005 Riconosciuto non colpevole da una giuria imparziale - Basta con i pregiudizi!". Il sito www.jacksonland.it lascia spazio solo ad una frase: 13 giugno giustizia è fatta, il Re è tornato “Justice is done. Anche www.mjj.it non perde tempo e chiarisce: Michael Jackson non ha mai molestato, ne ora ne mai, alcun bambino. Secondo i fedelissimi di mjirda.altervista.org/ Michael Jackson è addirittura il Re degli Angeli. Il grido di gioia dei fans non dovrebbe stupire, visto la festa che lo stesso Michael ha organizzato sul suo sito (http://mjjsource.com). Le pagine web si aprono solennemente con la parola "Innocente" in bianco e nero mentre si sente una musica trionfale. Poi una mano con il segno di "V" di vittoria e una serie di date: la nascita di Martin Luther King, la caduta del muro di Berlino, e il rilascio di Nelson Mandela dalla prigione. Jackson come Mandela? A Qualcuno il paragone non è affatto piaciuto. Si parla dei navigatori americani (due americani su tre pensano che Jacko sia colpevole) ma anche di quelli italiani. Moltissimi hanno associato il processo a Jackson a quello subito a Enzo Tortora. Su www.tvblog.it si legge:’’il padre di un programma di successo come Portobello, da cui derivano molti format e generi della televisione di intrattenimento moderna, non ha certo avuto il trattamento privilegiato di Michael Jackson, anche se, dopo che già si era ammalato di cancro ebbe la meritata riabilitazione e il riconoscimento della sua innocenza. Ma, come sempre, ci sono innocenti e innocenti…’’.

Blog da scoop sul caso Calipari
''Copia e incolla, così ho beffato i segreti''

Gianluca Neri, giornalista, dove ha preso il rapporto Usa su Calipari che ha poi pubblicato sul suo blog www.macchianera.net? «La mattina del primo maggio ho navigato come faccio di solito nei vari siti di informazione online. Ho visto che era stato pubblicato il rapporto Calipari e allora sono risalito alla fonte, ossia al sito del Multi-National Corps of Iraq, raggiungibile all'indirizzo www.mnf-iraq.com/. Ho scaricato il documento e mi sono accorto che si potevano rendere leggibili le parti omissis con estrema semplicità». Ossia come ha fatto? «Si tratta di un documento con estensione “Pdf”. E' stato sufficiente cliccare su “Seleziona Testo”, copiare il contenuto del documento e incollarlo su un file Word, il programma di videoscrittura più conosciuto. O più semplicemente si può salvare il documento “Pdf” in Doc con “salva come”». Operazione semplicissima, non da hacker quindi? «Si è trattato da parte americana di un errore da segretaria alle prime armi. Sarebbe stato sufficiente mettere delle password per impedire l'accesso al documento online, oppure per rendere inagibile la funzione che consente di copiare il testo. Le parti omissis non erano cancellate, ma semplicemente coperte da un evidenziatore di colore nero». Appena venuto a conoscenza della scoperta cosa ha fatto? «Ho cercato di avvertire varie testate giornalistiche, ma il primo maggio non rispondeva nessuno. Non volevo sprecare una notizia del genere sul mio blog. Ho quindi provato prima a contattare giornali e agenzie stampa. Poi ho pubblicato tutto sul mio blog, ossia www.macchianera.net». Le autorità italiane o americane l'hanno contattata? «Mi ha chiamato la Farnesina che ha voluto che spiegassi nei dettagli come si fa a trasformare in “chiaro”, ossia a rendere leggibili, gli omissis. Credo volessero accertarsi che non si trattava di un'opera di hackeraggio, cosa che non è». Per lei che valore ha la scoperta? «Mi piace aver scombinato le carte. Mi rende felice aver dato giustizia alla vicenda Calipari».

Il naso al posto del mouse

Basta un tocco di naso e il pc va. E’ questa l’ultima frontiera del Web, ossia far spostare il cursore sullo schermo col solo movimento del naso. A 35 anni dalla sua nascita (il ‘compleanno’ di internet è stato il 2 settembre) il World Wide Web continua la sua scalata verso nuovi modi e sistemi per navigare. L’idea e la progettazione del ’mouse nouse’ è di Dmitry Gorodnichy, ricercatore dell'istituto di tecnologia informatica di Ottawa, un canadese che potrebbe presto liberarci dai dolori della sindrome del tunnel carpale, della quale soffrono i più accaniti utenti del mouse, e permettere (ed è questa la cosa più importante) di aiutare molti disabili. L’applicazione infatti consentirebbe a persone con handicap di usare con maggior precisione programmi di grafica e addirittura divertirsi con i videogiochi di azione che prevedono un uso intensivo del mouse con il suo cursore e i sui pulsanti. Il ricercatore, secondo quanto riferisce la rivista New Scientist, ha utilizzato una normale ed economica webcam collegata a una delle porte Usb del Pc. La webcam, puntata sul naso dell'utente, ne segue gli spostamenti e li trasmette al sistema operativo che, a sua volta, fa spostare il cursore sullo schermo. E per cliccare uno dei due tasti del mouse? Semplice. Dmitry ha la soluzione: basta strizzare l’occhio. L’esperimento del ricercatore canadese è documentato. E il video e le immagini dell’invenzione possono essere visionate sul sito http://synapse.vit.iit.nrc.ca/Nouse/index2.html .

L’era degli spot falsi

Pubblicità taroccate. E’ l’ultima moda del web. Da mesi circolano su Internet spot politicamente scorretti di grandi aziende. Ma in realtà si tratta di falsi. Ha fatto il giro del web (e quindi del mondo) la pubblicità della VolksWagen dove un terrorista guida l’utilitaria, fa esplodere una cintura esplosiva davanti a un bar, ma l’auto trattiene l’esplosione. Sembra che gli autori siano dei pubblicitari disoccupati che hanno tentato di ‘’farsi pubblicità’’ creando spot falsi pubblicati sul proprio sito: http://leeanddan.com/index.html. Colpite dalla creatività ‘’ironica’’ degli internauti anche altre grandi marche, come la Ericsson. Si è diffusa alla velocità della luce l’immagine del presunto nuovo cellulare dotato di vibracall, l’apparecchio multiuso che unirebbe le funzioni di un normale telefonino a quelle di un vibratore. Altro scherzo (macabro) quello che ha coinvolto la Nike con la falsa pubblicità in cui appariva un suicida che avrebbe interpretato a modo suo lo slogan ‘’ Just do it!’’ (fallo! Ucciditi!). Colpita ancora la Nike con un video che mostrava le scarpe in primo piano insanguinate. Ma si tratta realmente di spot falsi? Qualcuno in rete (affezionato forse alla dietrologia) crede che i ‘’finti spot’’ siano comunque opera delle grandi aziende che avrebbero trovato il modo di farsi pubblicità gratis su internet. Molti dei video incriminati possono essere visti sul sito www.boreme.com.

Arriva Skype e il cellulare è gratis (o quasi)

Telefonare gratis (o quasi) con il proprio cellulare. Smettetela di sognare, di rubare la carta pre-pagata a mamma e papà o, ancor peggio, di scroccare telefonate a casa dell'amico di fiducia. Presto le telefonate con il cellulare si pagheranno molto meno. La strana alchimia che potrebbe semplificare la vita e i portafogli si chiama IPdrum, un software creato da una società svedese che promette agli utenti di telefonare con i cellulari e fare chiamate a lunga distanza attraverso il sistema Skype su Internet, al prezzo di una telefonata locale. Tutto chiaro? Un passo indietro. Che cos'è Skype? Si tratta di un software gratuito usato da 42 milioni di utenti che può essere scaricato dal web su www.skype.com e che consente di parlare con tutto il mondo (si usa un microfono collegato al computer) pagando semplicemente la connessione a Internet. Skype è una software house europea che vanta 113 milioni di copie del suo software di telefonia over IP. Si tratta di uno strumento gratuito di audio conferenza P2P per gli utenti di Windows, Mac OS X, Linux e Pocket PC, creato dagli stessi autori di Kazaa, il famoso software per condividere musica ed archivi. Nella sua versione gratuita, Skype permette di telefonare da un computer verso un altro computer, attraverso un collegamento a Internet. L'invenzione svedese consentirebbe agli utenti di fare chiamate telefonando al proprio personal computer da un cellulare, accedendo così al sistema di Skype di telefonia su Internet. Anche le chiamate in arrivo attraverso Skype potranno essere ricevute al cellulare. Ci penserà un secondo telefonino collegato al pc con piccoli cavi Usb a fare il resto. Il prodotto sarà disponibile a metà agosto per un prezzo tra i 50 e i 66 euro.

 
  QUANDO IL BLOG NON BASTA
''Sono un drogato e voglio smettere, mi hanno detto che il blog provoca dipendenza: magari smetto di farmi e inizio solo a bloggare. Nel frattempo, cerco nuovi clienti vendendo online robba''. Si descrive così 'il drogato'' nel blog creato il 7 giugno. ''Giocare'' sulla dipenza da blog e su quella da stupefacenti puo' essere un'idea originale. Ma fa riflettere, in negativo. Perche' basta leggere i post pieni di ''cazzzzz..'', ''trooooi..'' e arrapamenti vari. Sindrome da ''bacchettona''? Non lo so, forse. Ma credo che la questione ''droga'' vada affrontata in modo diverso, perche' distrugge vite, perche' in questo momento c'è una persona disperata che cede e si fà per la prima volta, anche se l'affare droga sembra non interessare piu' il mondo dell'informazione. Drogato, hai sollevato un grande problema, sfrutta il blog per far capire. Anche se la tua è solo una presa in giro o uno scherzetto di mezza estate.
IL BLOG ''DROGATO'' >>
 
 

GUERRA E PACE SUI BLOG

Il mondo diviso in due anche nei diari online. I pacifisti e i favorevoli alla guerra. Cronache dall'Iraq. I blog di Saddam Hussein e di Osama bin laden

Blog, diari online per condividere passioni e pensieri. Accesi i riflettori sulla guerra i bloggers italiani e di tutto il mondo non hanno perso neanche un secondo. Grazie a Splinder o a Blogspot hanno inventato pagine personali per comunicare la voglia di pace o quella di guerra.

 
  Salam Pax esiste
Salam è stato scovato dal quotidiano Guardian, per il quale, da mercoledì prossimo, terrà una rubrica ogni due settimane. Salam Pax (http://dear_raed.blogspot.com ) era proprio chi diceva di essere: un giovane di Baghdad che, attraverso Internet, ha raccontato con occhi spassionati la guerra, eludendo la censura e lo spionaggio elettronico del Mukhabarat, i servizi segreti iracheni. Ha 29 anni, è architetto, vive in una villetta a due piani in un quartiere residenziale di Baghdad, scrive il suo diario web da una camera da letto dove regna il disordine: un poster del film Matrix appeso a un muro, una jungla di cavi, monitor, dischi e libri per terra. Di nome si chiama davvero Salam, anche se tuttora preferisce non rivelare il cognome, ha apertamente criticato Saddam prima che il governo cadesse, accusato gli americani di essersi lavati le mani del caos che si è creato a Baghdad e ammesso di essere gay.


E' tornato Salam Pax
Il blogger iracheno divenuto famoso durante la guerra ha ricominciato ad aggiornare il suo sito.
La traduzione del primo post su Granboal >>

 
  Iraq: chi li ha visti?
TESORI IRACHENI
Un gruppo di scienziati dell'Università di Chicago ha creato un sito per elencare tutti i tesori iracheni scomparsi.
Iraqlostheritage >>

SADDAM HUSSEIN
Saddam Hussein è vivo e tra tre giorni apparirà in televisione. Lo sostiene un sinora sconosciuto gruppo politico iracheno contrario all'occupazione Usa citato dal quotidiano arabo pubblicato a Londra al-Quds al-Arabi. Il gruppo ha mandato una lettera al quotidiano dicendo che Saddam "è ancora vivo e che si prepara a rivolgere un messaggio agli iracheni e alla nazione araba entro le prossime 72 ore". Nella lettera, manoscritta firmata Saddam Hussein, il Rais invita gli iracheni a resistere all'esercito americano.

HANS BLIX
"I governi di Usa e Gran Bretagna hanno giustificato la guerra in Iraq con documenti falsi". E' l'accusa lanciata dal capo degli ispettori dell'Onu, Hans Blix, in un'intervista alla 'Bbc'.
(22 aprile >>)
Blix chiede il ritorno degli ispettori Onu >>
 
  "Dov'è Salam Pax?"
Mentre il mondo si chiede dove sia finito Saddam Hussein, il Web e i suoi protagonisti sono angosciati da un'altra domanda: dov'è ''Salam Pax'', lo studente di 29 anni che curava da sei mesi il diario online (blog) ''Salam Pax'' (http://dear_raed.blogspot.com/) direttamente dall'Iraq? Il suo nickname (pseudonimo) confermava in modo duplice il desiderio di pace in due lingue: arabo e latino. Il suo blog era diventato uno dei piu' cliccati al mondo e raccontava la cronaca dei bombardamenti a Bagdad. Ma l'ultimo messaggio è del 24 marzo. Da quella data nessun altro aggiornamento è stato fatto. La parola d'ordine dei blog è raccontare. E quando la cronaca viene fatta direttamente dall'Iraq, diventano cliccatissimi. Il tam tam sulla nascita di questo blog è stato velocissimo. Così come velocemente si sono diffusi i dubbi sulla reale identità del proprietario del blog nel quale vengono espresse opinioni contrarie sia alla guerra che a Saddam. Il perfetto inglese con cui i messaggi venivano scritti avevano fatto insospettire. Da parte sua ''Salam Pax'' raccontava di aver imparato l'inglese all'estero dove aveva trascorso 15 anni. Ma i dubbi restavano tanto che dalla piazza virtuale della newsletter Buongiorno.it qualcuno aveva lanciato il sasso chiedendosi se dietro a quella cronaca così dettagliata dei bombardamenti ci fossero la Cia e il Mossad israeliano. Le pagine di Salam Pax restano immobili. Nessun aggiornamento. Nessuna voce anche dalla casella di posta di ''Salm Pax'' (salampax@nme.com). Abbiamo provato ad inviare una e-mail. Il messaggio è tornato indietro. Questa la scritta:'' This message could not be delivered to the following recipients:salampax@nme.com: This mailbox has exceeded their disk quota. (#5.2.2)''. Tradotto: ''Salam Pax'' non c'è. La sua casella di posta ha raggiunto il livello massimo di ricezione. E' stracolma di e-mail. Ma a casa ''Salam'' non c'è piu' nessuno.
Archivio: MISTERO SU SALAM PAX, leggi l'articolo >>
 
 

BLOG E GUERRA

Kevin Sites
Corrispondente della CNN in Iraq ha creato un proprio sito di commenti sul conflitto in corso. Ma la Cnn ha fermato l'attività online un suo corrispondente dall'Iraq Leggi l'articolo >>

Giornalisti in guerra

Diario da Baghdad
Diario online di Pino Scaccia, inviato del Tg1 a Baghdad
http://baghdadcafe.splinder.it

Christopher Allbritton
Christopher Allbritton di Manhattan, ex-reporter del New York Daily News, ora giornalista indipendente, si trova in Iraq e racconta la guerra in diretta
www.back-to-iraq.com/

Diario da Kabul
Diario online di Pino Scaccia, inviato del Tg1 in Afghanistan
http://kabul.splinder.it

Il link sul'Afghanistan >>

SOLDATI IN GUERRA
Soldato americano scrive dal fronte >>


Dall'Iraq
Salam Pax
http://dear_raed.blogspot.com
MISTERO SU SALAM PAX, leggi l'articolo >>

Il grido dell'Iraq: ''So Bush has delivered his ultimatum. Now let him enforce it. We Iraqis are a proud people and shall not surrender so easil''.
http://saddamhussein.blogspot.com/

Saddamblog

Un solo messaggio:''Saddam goes into action!''
http://saddam.blogspot.com

Dagli Usa
Electronic Iraq (new!)
Blog di veterani di guerra americani che discutono sulla crisi irakena.
http://electroniciraq.net

Osamablog
Un solo messaggio:''I hade Osama!''
http://osama.blogspot.com

OsamabinladenBlog
Ironico
http://osamabinladen.blogspot.com


Paferrobyday (new!)
Commenti di giornalisti e rassegna stampa sulla guerra in Iraq.
http://homepage.mac.com/paferro/iblog/paferrobyday/

Dalla Spagna
http://senhordaguerra.blogspot.com/

Alaguerrecommealaguerre
Notizie ed editoriali dai principali giornali del mondo. per capire e per informarsi.
http://alaguerrecommealaguerre.blogspot.com

Dall'Italia
NoWarInIraq
News e dossier sulla guerra che verrà. Quello che gli altri non dicono
http://guerrairaq.blogspot.com

Giornalari si nasce
http://giornalarisinasce.splinder.it

Bloggerdiguerra
Blog collettivo per parlare di guerra
http://bloggerdiguerra.splinder.it/

I conti della guerra
http://www.radioitaliana.it/
http://alfiererosso.splinder.it

Radio Progreso
Le interviste impossibili: Radio Progreso di Miami intervista George W. Bush di Jesús Arboleya
http://www.rprogreso.com/

Solo pace
http://pace.splinder.it
http://peaceblog.splinder.it/

Poesie di pace e di guerra
http://live.splinder.it/

DidestraBlogspot
Dopo tanti blog di sinistra, perché non fare anche un blog di destra?
http://didestra.blogspot.com

http://meeting.splinder.it/

http://warbloggerwatch.blogspot.com/

http://osservatorioguerra.splinder.it/

http://www.blogsofwar.com/

http://bloggerdiguerra.splinder.it

A FAVORE DELLA GUERRA
I love America
http://iloveamerica.splinder.it

http://dlb.splinder.it/

http://members.xoom.virgilio.it/blessamerica/index.htm

Guerra prima l'Iraq poi la Francia
http://www.silflayhraka.blogspot.com

Poeti della guerra
http://www.poetsforthewar.org/

Pro-bush
http://probush.com

FuckFrance
http://www.fuckfrance.com

 
 



BLOG DI GUERRA: FUORI UNO


Libertà non fa rima con blog. Soprattutto se a gestire il diario online è un giornalista della Cnn inviato in Iraq. Kevin Sites raccontava la guerra sul suo blog (
www.kevinsites.net) e contemporaneamente preparava servizi per la Cnn. Ma la cronaca online, parallela a quella via etere, non è stata apprezzata dall'emittente americana che ha chiesto a Kevin di sospendere l'aggiornamento del suo blog. ''Pausing the warblog, for now''. E' la frase con cui Kevin annuncia la pausa non volontaria del suo diario online, e aggiunge: ''Spero di trovare un accordo con la Cnn molto presto''. La pausa è iniziata il 23 marzo, data dell'ultimo post. Ad oggi nessuna novità.

 
  MISTERO SUL BLOG SALAM PAX: opera dei servizi segreti americani? Lo scopriremo solo cliccando.

Si diffondono come funghi. La parola d'ordine è raccontare. E quando la cronaca viene fatta direttamente dall'Iraq, diventano cliccatissimi. E' il caso del warblog Salam Pax, diario di guerra anonimo, redatto direttamente da Baghdad. Il tam tam sulla nascita di questo blog è stato velocissimo. Ne parlano tutti, addirittura il Tg1, notoriamente poco attento al mondo Internet. E nasce una domanda: questo diario di guerra è realmente aggiornato da Baghdad? Come mai solo questo warblog ha avuto così successo? Il dubbio resta. Intanto dalla piazza virtuale della newsletter Buongiorno.it qualcuno lancia il sasso: in questo blog, c'è forse lo zampino dei servizi americani? Lo scopriremo solo cliccando.
Salam Pax >>
 
  BLOG inVISIBILI
Ereditiera in fuga
o scrittrice in erba?

«Mi chiamo Isabella V. Ho vent'anni e sono una latitante internazionale». E' l'inizio del primo post del blog www.aflightrisk.blogspot.com. E' la storia raccontata in prima persona da una giovane ereditiera europea fuggita dalla sua ricca famiglia per evitare un matrimonio combinato. Nel blog si parla di una ricca famiglia d'Europa, di una fuga inseguita da orde di detective privati che i genitori le avrebbero messo alle calcagna della ragazza. Molti credono sia una storia falsa, forse, solo il lancio di un nuovo romanzo. Wired ha cercato di intervistare la ragazza via mail, ma Isabella V. si è rifiutata. La rivista americana ha anche indagato: la connessione avverrebbe dalle Bahamas, proprio come viene descritto nel blog.
 
  AMNESTY CONTRO LA GUERRA?

Continuo a ricevere
comunicati stampa di Amnesty International che recitano così: - "OGNI ATTACCO DIRETTO NEI CONFRONTI DEI CIVILI COSTITUISCE UN CRIMINE DI GUERRA" - 'PRIGIONIERI DI GUERRA: NO AI DOPPI STANDARD' - ''Amnesty International ha dichiarato oggi che il bombardamento contro la sede della televisione di stato irachena potrebbe costituire una violazione delle Convenzioni di Ginevra''. Ebbene cara Amnesty, non pubblichero' nessuno dei tuoi comunicati. E sai perché? Perché mesi fa, ad una conferenza stampa, mi alzai in piedi e chiesi alla presidentessa italiana dell'organizzazione umanitaria: ''Quale è la posizione che Amnesty assume nei confronti della probabile guerra in Iraq?''. Risposta: ''no comment, non rilasciamo dichiarazioni. Non abbiamo ancora preso una decisione''.
La decisione poi l'hai presa, cara Amnesty. Due giorni dopo hai diffuso un comunicato stampa. Ti ricordo quale fu la tua posizione ufficiale.
Ecco il titolo:
IRAQ: "USARE LA FORZA SOLO COME ULTIMA RISORSA".

Ma dopo tutto avrei fatto bene a credere
al mio amico profugo palestinese in Giordania, Mousa, al quale ingenuamente consigliavo di rivolgersi alla sezione locale di Amnesty per farsi aiutare. La sua risposta fu:''Amnesty is a friend on Usa, not a friend of Palestina''.
 
 

BLOG: GUERRA PER DARE PACE
Ho trovato dei blog a favore della guerra in Iraq. La loro bandiera è un banner la cui url è: www.giaiotto.it/pace_it.swf. La loro catena è un pensiero: Saddam è un dittatore, che ha trucidato migliaia di persone. Chi vuole la pace vuole che continuino ad accadere le stragi. Mi viene da scrivere. Di fatti. Voi che mettete il banner bandiera (bellissimo, peccato sia usato per propagandare una guerra e quindi altri morti, altri bambini morti. Un consiglio: cedetelo a qualche organizzazione umanitaria) cercate di rispondermi:

PRIMO FATTO: nel mondo ci sono decine di paesi governati da dittatori, decine di stragi e morti ''per Stato''. Solo un esempio, l'Afghanistan: i Talebani dominavano il paese da diversi anni prima dell'11 settembre. Sono stati armati dagli Usa, protetti, aiutati e usati per contrastare l'invasione dell'Urss.
DOMANDA: perché gli Usa decidono di fare guerra solo all'Iraq? Il loro ''buonismo'', la loro missione di spazzare via dal mondo ''i cattivi'', riguarda solo l'Iraq? E perché?

SECONDO FATTO: domani il Giappone decide di indossare la stessa maglietta della suqadra ''buona''. si guarda intorno e vede che in Cina non c'è democrazia, i diritti fondamentali non sono rispettati. Decide quindi di fargli guerra. Perché è giusto spazzare via i dittatori.
DOMANDA: chi potrebbe fermare il Giappone dal decidere di fare una guerra ''buona''? E se poi lo stesso pensiero venisse alla Germania?


Ecco una foto di Shatia, una bambina afghana, malata, maltrattata, erede dei Talebani, amici degli Usa ai tempi dell'occupazione sovietica. Perché non mettete anche lei nel banner?





Ecco una foto di Rachel, 23 anni, uccisa da un BULLDOZER ISRAELIANO A GAZA. TENTAVA DI BLOCCARE LA DISTRUZIONE DI CASE DI PRESUNTI TERRORISTI PALESTINESI. Perché non mettete anche lei nel banner?

 
 

NET-SABOTATO SITO AMBASCIATA USA

Durante la giornata di ieri (20 marzo 2003) collegandosi al sito italiano di Greenpeace (www.greenpeace.it) si poteva raggiungere una pagina Web per la campagna NETSTRIKE: cliccando sulla url si aprivano in contemporanea 12 finestre del browser con il sito dell'amabasciata americana in Italia (www.usembassy.it). Le finestre si aggiornavano in continuazione. In questo modo, se la catena si espandeva, si rendeva difficile la fruibilità del sito dell'ambasciata.

Alle ore 22.00 di ieri il sit-in virtuale davanti
al sito dell'ambasciata Usa in Italia, indetto per protestare contro l'entrata in guerra di Usa e Gb contro l'Iraq, si è conlcuso. Dal sito di greenpeace leggiamo: ''Il sit-in non ha provocato danni fisici o perdita di dati del server dell'ambasciata, ma ne ha impedito l'accesso per alcune ore''.

 
 

TERRORE.COM
LA VOCE DI OSAMA SUL WEB

Il bar Torna Bin Laden. Stavolta anche sul Web. Sul sito islamico arabforum.net c'è la voce, attribuita al terrorista saudita, incita a prendere le armi contro gli infedeli. "La Jihad è oggi una necessità per i musulmani, dovete tutti combatere per sostenete la fede".''A proposito della guerra sionista e crociata contro la nazione islamica è dovere dei musulmani combattere per volonta' di Dio e di incitare i fedeli a combattere gli infedeli. E' dovere supremo combattere il nemico che sabota il mondo. La Jihad è oggi una necessità per i musulmani e dovete tutti combattere per tenere alta la verità''.

Inoltre il giornale arabo Al-Hayat cita un nuovo nastro sonoro attribuito ad Osama bin Laden nel quale il capo di Al-Quaeda afferma di voler proseguire il combattimento contro gli Stati Uniti e che alcuni paesi arabi sarebbero obbiettivi americani dopo l'Iraq.

DOSSIER:
TERRORE.COM: i siti del terrore >>

 
 

EGOSURFING ,L'IO ALLO SPECCHIO

A caccia delle tracce di se stessi sul Web. Si chiama Egosurfing ed è l'estensione in chip della vanità. Si digita il proprio cognome su un motore di ricerca e si aspetta. In attesa che la Rete ci dia la risposta giusta: ''ci sono anche io!''. Confessate: chi di voi non l'ha mai fatto? Potete fare uno scanner della vostra presenza sul Web con Wombat.dot , WordSpy, oppure utilizzando i meta-motori (Infohunter, Mamma.com, Dogphile.com, Ixquick).

Dal Web al reale. Potete scannerizzare anche la vostra presenza reale nella Bella Italia:
Gens.labo.net offre la mappa del vostro cognome, la regione dove è piu' diffuso ed anche il dizionario etimologico dei nomi.

Se invece volete tracciare la mappa regionale sul Web del vostro sito consultate
Touchgraph, il sito che mostra graficamente i collegamenti tra pagine Web.

Provate ad egosurfare. Con un avvertenza: il rischio è di non trovare nulla su sè stessi..

 
  UN DATA BASE SPIONE
Ibm annuncia la nascita del Grande Fratello del Web. La profezia di George Orwell potrebbe avverarsi grazie ad una banca dati ''intelligente'' in grado di comunicare con altre macchine e recepire informazioni ovunque esse siano state registrate Un Grande Fratello formato Web. Un database (Db) che comunica con altri applicativi in grado di stilare una sorta di ritratto degli utenti, incrociando le informazioni registrate su mail server, foglio di calcoli e altre macchine. E' la carta d'identità dell'ultima generazione di Db intelligenti. Una generazione definita ''virtuale'' o ''a rete'' che ha un chip in più di genialità rispetto ai rivoluzionari, ma già vecchi, data base ''relazionali''. Questi ultimi consentono ogni tipo di query, ma devono avere al loro interno tutte le informazioni necessarie. Il nuovo figlio spione dell'Ibm che verrà messo sul mercato a giugno con marchio Xperanto puo' invece ''comunicare'' con altre macchine e interrogarle. Il Deus ex machina alla base dei Db ''a rete'' è lo standard Xml che indicizza con un ''tag'' ogni tipo di informazione, indipendentemente dal software che le ha registrate. Quali potrebbero essere le conseguenze? Immaginate di compilare una scheda di registrazione per ottenere una casella di posta elettronica. Siete anche appassionati di Sport. Decidete quindi di iscrivervi alla newsletter di un quotidiano Web sportivo. Ma amate anche i libri: quindi acquistate su Amazon.com l'ultima opera di Camilleri. Non è finita. Il lavoro vi trattiene in ufficio. Non vorrete mica rischiare di non trovare i biglietti al cinema? Andate su un sito che consente l'acquisto di biglietti online. A questo punto avete lasciato una consistente traccia dei vostri gusti e preferenze sul Web. Un numero di informazioni che prima potevano essere ''lette'' solo separatamente, in base ai diversi data base utilizzati. Il Db ''a rete'', invece, potrà essere in grado di interrogare contemporaneamente le diverse macchine sulle quali avete lasciato informazioni su voi stessi, tirare le somme e tracciare un ritratto perfetto della vostra personalità. Le applicazioni, ovviamente, possono essere infinite (invio di e-mail pubblicitarie, a scopo politico o religioso..ecc). E il pericolo più evidente è la vendita ad aziende del vostro profilo su Internet. Da semplici navigatori potremmo quindi essere trasformati in appetitosi oggetti di studio e di vendita. Senza neanche saperlo.

Webolario
Data base
Archivio di risorse informative in formato digitale , che possono essere richiamate in modo funzionale consentendo di accedere più velocemente e facilmente ai contenuti e di compiere ricerche complesse sull'intero volume di informazioni registrate.

Xml (eXtensible Markup Language)
E' metalinguaggio per scrivere pagine Web, ossia un linguaggio per la definizione di altri linguaggi.

Tag
E' un elemento introdotto nel testo di una pagina Web per indicarne la struttura o la formattazione
 
  Vecchia lavagna addio, tutto da resettare
Gli studenti del Terzo Millennio dicono addio a lavagna, gessetto e diario

''Rossi, alla lavagna!''. Bastavano tre parole, dieci passi verso la cattedra e una formula matematica da tenere bene a mente. Le mani sporche di gesso, l'ansia da prestazione davanti alla platea dei compagni di classe e l'abilità nel raccogliere i suggerimenti sussurrati tra un banco e un altro. Così si consumava una giornata a scuola, tra l'ora della ricreazione, quella del compito in classe e dei compiti da trascrivere sul diario, amico-confidente di un anno di lezioni. Lo zainetto pieno di libri, penne ed evidenziatori pronti all'uso e il banco di legno intarsiato con frasi d'amore o messaggi contro il tanto odiato prof, quello dell'interrogazione a sorpresa e del compito in classe per file separate, vero killer del copia copia. Fotogrammi della scuola del passato prima dell'avvento dell'internet-mania e della sindrome da computer tutto fare. Gli studenti del terzo millennio dicono addio a lavagna, gessetto e diario. Tutto da resettare. Si digita sulla tastiera per prendere appunti e i compiti si memorizzano sul palmare regalato a Natale da mamma e papà. Addio anche al vecchio e pesante dizionario. Gli studenti preferiscono la Rete e il sito www.sapere.it, 10 tomi di enciclopedia modello Garzanti in un sol clic. Il libro cartaceo rimarrà negli scaffali di casa come cimelio old-economy da mostrare ai propri figli, per la gioia dell'editoria elettronica e un po' di malinconia per le serate passate a sfogliare le pagine tutte vere e per nulla virtuali del nostro autore preferito.
 
 

DOWNLOAD CON IL PASSAPORTO Australia: processo contro un sito Web americano

Non stupitevi se un giorno anche i siti Web avranno i loro indirizzi. Via…numero civico e cap. Lo spazio virtuale diventa reale con una sentenza emessa dall'Alta corte Federale a Canberra, Australia. Il tribunale ha accettato il ricorso del miliardario australiano Joseph Gutnick che ha denunciato per diffamazione il giornale finanziario online Barron's. La Dow Jones , proprietaria del giornale online, avrebbe voluto invece che il tribunale competente a dirimere la controversia fosse quello del New Jersey dove risiedono i web server del sito. La decisione modifica il concetto di ''pubblicazione'': se un articolo viene scaricato in Australia, è come se fosse disponibile nelle edicole. E ha delle conseguenze sulla liberta' di stampa. In Zimbawe hanno arrestato un giornalista britannico sulla base di un articolo che aveva pubblicato sul giornale online The Guardian.

 

REAL TRACKER, STATISTICA KILLER Le abbiamo viste tutte. Domini rubati, redirect non autorizzati ed ora il furto della ‘’pagina iniziale’’. Cliccando su Strumenti/opzioni Internet del browser e’ possibile scegliere la pagina iniziale da utilizzare non appena si apre il browser. Alcuni siti chiedono: '’impostare ‘’nomesito’’ come pagina iniziale? In questi casi, nonostante il fastidioso pop-up, si ha la possibilità di scegliere. Ai tranelli della Rete se ne aggiunge un altro. Dopo aver ciccato sul blog Blogger.com di Pino Scaccia (http://pinoscaccia.blogspot.com), in automatico la pagina iniziale diventa http://www.findthewebsiteyouneed.com/.
LA SOLUZIONE Il fastidioso problema viene provocato dal codice delle statistiche di Real Tracker (www.realtracker.com). Non digitate la url perché vi fa scaricare in automatico programmi a pagamento come Internetsex o Gamesandfun. Si tratta di capire ora se Real Tracker è l'autore della ''frode'' o se ne è vittima anch'esso. (si ringrazia Massimiliano Santarelli per la preziosa collaborazione)

 

L'ALTRA GUERRA IL SITO DELLA MECCA COLALa marcia dell'armata di Bush in Iraq prosegue (leggi le ultime news>), ma la guerra tra Occidente e paesi arabi si combatte anche con armi non convenzionali: e-mail, arcivescovi e bollicine. L'ALTRA GUERRA: LA PROPAGANDA_IN_IRAQ GUERRA VIA E-MAIL - Il governo americano ha inviato a siti iracheni migliaia di messaggi di posta elettronica: si cercano potenziali disertori Le forze armate americane si sono però cautelate: i messaggi elettronici non indicano la fonte di provenienza, sia per aggirare la possibile censura, sia per risultare non politicamente caratterizzati e avere così una maggiore presa sulle coscienze irachene. Un analogo tipo di messaggi è stato lanciato precedentemente attraverso trasmissioni radiofoniche che possono essere ascoltate dai cittadini iracheni. IL VESCOVO DI BAGDAD, BUSH NON AGISCE DA CRISTIANO - «Bush ha sbagliato a parlare di crociata subito dopo l'11 settembre, perchè i musulmani esistono anche in Occidente, come esistono i cristiani in Medio Oriente». Lo ha dichiarato il vescovo ausiliare della Chiesa caldea di Bagdad, monsignor Slamon Warduni, in un'intervista a «Il Corriere della Sera». L'ALTRA GUERRA: BOLLICINE ISLAMICHE BEVETE IMPEGNATO...BEVETE MECCA COLA” - Un musulmano francese ha prodotto una bibita chiamata Mecca Cola, critica verso la politica estera americana, per raccogliere fondi per sostenere la causa palestinese. Le etichette delle bottiglie, alla cui produzione ha dato inizio Tawfiq Mathluthi con l’avvio del mese santo di Ramadan, riportano “Bevete impegnato… Bevete Mecca Cola”. Ha affermato Mathluthi, di origine tunisina, che “questo è un rifiuto della politica americana… questa cola sostiene i palestinesi”. Il 10% dei proventi ottenuti dalla vendita della bibita sarà destinato alla causa palestinese, per esempio attraverso la costruzione di scuole, d’ospedali, ecc. La vendita di questa bibita è incominciata in Francia, Belgio e Germania con l’inizio di novembre. Mathluthi (46 anni) ha sostenuto che di aver ricevuto ordini d’acquisto per più di un milione di bottiglie, con alcuni ordini provenienti dagli Stati Uniti. Ha aggiunto: “Negli Stati Uniti, abbiamo ricevuto ordini per la Mecca Cola da americani che non hanno niente a che vedere con l’Islam”. ZAMZAMCOLA - Tawfiq ammette di essersi ispirato alla Cola iraniana, 'Zam Zam Cola', che ha grande successo in Iran e in diversi Paesi arabi. ''Se ti piacciono le bollicine ma odi lo zio Sam, boicottalo". In Iran, il concetto l'hanno capito benissimo. Quando nel 1979 la rivoluzione islamica dichiara la Coca Cola "verboten", gli iraniani, che adorano la bibita frizzante ma un po' meno gli americani, si sono messi a produrne una in proprio, la Zamzam Cola. Un successone. La "Zamzam", prodotta nei sobborghi di Teheran, sta registrando numeri straordinari (10 milioni di bottiglie negli ultimi quattro mesi in Arabia saudita e in altri Paesi del Golfo) e facendo la felicità del signor Firas Khawaja, general manager al-Majarrah Foodstuffs, la società che la distribuisce a Riad. Nel frattempo la storia delle bottiglie islamiche continua a turbare il sonno dei manager della marca di Atlanta. A fine luglio, Steve Leroy, responsabile della comunicazione di Coca-Cola per l'Europa e il Medio Oriente ammette un calo sensibile delle vendite, rifiutandosi però di fornire le cifre del disastro.

IL SITO DELLA MECCA COLA>>

 


L'Auditel ci prende per il naso?
Allora scegli Audiblog


Basta macchinette-truffa: ecco il primo sondaggio del Web sulle preferenze televisive. Vota anche tu, e confronta i risultati con i dati ufficiali. Morandi in mutande, il pianto di Bosé...chi butti dalla torre?

Tra le 10 e le 10.30 di ogni mattina gli inquilini della Casa di vetro aspettano il responso. Le coronarie diventano pesanti come una sbornia di Bukowski. Il fegato resiste come un pungiball ai pugni di Mike Tayson. L'equilibrio psicologico vacilla come il Mibtel dopo l'11 settembre. Grazie all'auditel si sa chi ha fatto ascolto e chi non

Metti un pitone in Rete. Lascialo libero e seguilo. Sulle tracce del pubblico televisivo. Quello senza guinzaglio, deciso a invadere la Casa di Vetro, territorio inespugnabile da quando l'Auditel, nato per dare un prezzo agli spot pubblicitari, diventa giudice sovrano dei palinsesti televisivi.
Morandi in mutande e il fiume di lacrime di Miguel Bosé. E' il risultato della battaglia degli ascolti. Ma il pitone inizia a strisciare in Rete. In silenzio per ora, comunque pronto a raccogliere in modo informale la voce dei navigatori. E' Audiblog, un blog in forma di sondaggio sulle preferenze televisive della prima serata. Un progetto di Claudio Sabelli Fioretti (penna storica de Il Corriere della sera, ''padre-direttore'' del mitico Cuore, ma anche di Abc, Panorama Mese, Sette, Gente Viaggi) e di altri due amici bloggisti, Melba e Ludik. Perché l'universo blog è questo: idee libere sul Web, amicizie virtuali, contatto diretto con il pubblico grazie ad una tecnologia semplicissima e senza costi.

L'IDEA - ''L'idea - ci racconta Claudio Sabelli Fioretti - nasce dalle polemiche sull'auditel ufficiale. I sospetti ventilati sono talmente tanti che io Melba e Ludik ci siamo detti: vediamo che cosa succede se lanciamo un sondaggio ufficialmente poco scientifico, del tutto casuale''.

VOTO E CONFRONTO - Su audiblog potete selezionare il programma visto la sera prima e dichiarare se vi è piaciuto o meno. I dati vengono poi confrontati con quelli ufficiali visibili sul sito dell’auditel. ''Dal confronto – continua Sabelli - emerge che i dati divergono tranne quello sul non ascolto. Sia auditel che il nostro sondaggio fai-da-te un po' pecoreccio dicono che metà degli italiani non guardano la televisione''. E in questa metà c'è anche Sabelli Fioretti che dichiara:''Io guardo molto poco la televisione, in questi giorni non ho visto nulla se non il Tg (preferisco il tg5 ma mi diverto molto anche a guardare il tg4). Vedo volentieri Chiambretti, Striscia, Blob (il più bel programma televisivo in assoluto). Non amavo Santoro, non amo Socci,vedo volentieri Costanzo. Disprezzo i varietà (mi piacevano quelli della tv di Bernabei) e i contenitori domenicali.''. Dai primi dati emerge, inoltre, che i bloggisti sovrastimano Rai 3, La7 e sottostimano Rai 1 e Canale 5. ''Quali siano i motivi - aggiunge Sabelli Fioretti - è troppo presto per dirlo anche perché il nostro campione oltre che casuale e spontaneo è anche piccolo, circa 200-300 bloggisti. Quattro spiegazioni possibili: a) i nostri bloggisti mentono, b) la7 è bistrattata dall’Auditel, c) i nostri bloggisti abitano in zone meglio coperte dalla 7, d) il campione dei nostri bloggisti è mediamente superiore''.

ADESIONI - Al progetto hanno già aderito più di 50 siti. Tra questi il blog dell'inviato del Tg1 Pino Scaccia. ''Perché ho aderito? – dichiara Scaccia -, perché sono per principio contro l'Auditel che troppo spesso condiziona, abbassando giocoforza la qualità dei programmi. Certo l'idea è solo una provocazione poiché in ogni caso i partecipanti al sondaggio sono selezionati, rappresentano cioè un mondo ancora ristretto di superfrequentatori del web e dunque poco frequentatori della televisione. Ma è comunque importante vedere i risultati, già ai primi approcci contrastanti con quelli del cosiddetto pubblico medio''.

BLOG E GIORNALISMO - Un progetto, quello dell'audiblog, nato quindi dalla passione per Internet di Sabelli Fioretti che gestisce dall'ottobre del 2001 il suo blog nato ''sull'esperienza di Prima Pagina e dal colloquio con gli ascoltatori di quella rassegna stampa di Radio 3. Poi si innesta sul filone di Caterpillar, la trasmissione di Radio 2 condotta da Cirri e Solibello''. ''L'utenza - continua Sabelli - è un pubblico abbastanza curioso, colto, interessato alla politica, generalmente ma non esclusivamente di sinistra. I dibattiti sono molto infuocati, temi quelli della giustizia, della crisi della sinistra, del regime berlusconiano''. Le preferenze. ''Vado a curiosare ogni giorno su wittgestein.it, pinoscaccia.blogspot.com, dagospia.com e non mi perdo una delle "lezioni" su filipposolibello.blogspot.com. Non posso evitare di andare a controllare ogni giorno quanti ascoltatori si sono iscritti al Pa.Po.Po (il partito popolar populista) che ho fondato dalle frequenze di Caterpillar (a tutt'oggi sembra che si siano tesserate 15 mila persone, roba da non crederci)''.

VOTA SU AUDIBLOG
IL BLOG DI CLAUDIO SABELLI FIORETTI
IL BLOG DI PINO SCACCIA


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Blogorroici sul Web                     
Diari digitali con un clic. Intervista a Pino Scaccia, inviato del Tg1 e bloggista per passione
Per fare un blog ci vuole un blogger. Gli alberi e i fiori della new economy diventano parole in libertà, voglia di esprimere fatti e pensieri in uno spazio autogestito su Internet, un canale di comunicazione personale. La procedura per creare un diario di bordo digitale è semplice: basta iscriversi al servizio gratuito su blogger.com e il gioco è fatto. Si scrive, si preme il tasto publish e il testo viene pubblicato all'istante su Internet, di fronte ad un universo di lettori. Si possono usare le pagine "preconfezionate" messe a disposizione dal sito e battezzare la nascita di un dominio del tipo nome.blogspot.com. Oppure inserire il proprio blog in una pagina tutta propria. Il risultato sarà ad esempio www.nomesito.it.
Nascita di una tribù che blogga
Cosa significa "blog"? E' la contrazione di "web log", un mezzo nato tre anni fa dall'idea geniale di due ragazzi negli Stati Uniti, stanchi di perdere tempo per aggiornare il proprio sito. Cinquanta esemplari nel '99, e decine di migliaia di siti personali all'alba del 2002.
Il weblog fa bene anche alla libertà
Alfred Hermida, giornalista iraniana che vive in Canada, racconta su Bbc News dei weblog iraniani al femminile, unico mezzo per consentire alle donne del paese di parlare di temi considerati tabù come sesso ed emancipazione femminile.
I bloggisti si incontrano
A Padova arrivano i blogorroici. Workshop sul fenomeno a Webb.it, il 6 luglio alle ore 12. Per informazioni cliccate qui
Morto un blog se ne fa un altro
Su Pioggiacida.com l'annuncio: '' Putroppo il mitico Newspro, lo script gratutito (in Perl) con il quale tanti blog, compreso questo, sono da sempre stati realizzati non è più supportato dai suoi autori. La buona notizia è che lo script verrà reso open source, cosa che da un lato potrà far sì che Newspro diventi sempre migliore, ma che, d'altro canto, allontanerà i meno specializzati, gli hobbysti, i bloggisti senza troppe conoscenze tecniche.'' Continua >>
Intervista a Pino Scaccia, inviato del Tg1 e bloggista per scelta Pinoscaccia.com, un sito che privilegia il ''filo diretto'' con gli utenti, che recupera il rapporto con il cittadino, consentendogli di raccontare le piccole e grandi storie vissute. Cosa ti ha fatto approdare al mondo Blog?
La possibilità di un dibattito quasi in tempo reale. Uno strumento veloce, facile da aggiornare in pochi minuti e dunque capace di lanciare proposte e provocazioni. Per uno che lavora in Tv, come me, è molto utile e importante capire cosa pensa la gente. E’ anche divertente uscire dall’ufficialità e dire quello che penso. Qualche volta mi spavento, quando chiedono consigli.
Che tipo di utenza blogga sul suo sito?
Di varia umanità. Giovane, prevalentemente e mi fa molto piacere, ma è scontato perché il mondo del web appartiene in gran parte ai giovani. Ci sono studenti e professionisti. Livello culturale piuttosto alto, mi sembra, vista la qualità delle discussioni. Ci sono di destra e di sinistra, con leggera prevalenza della sinistra ma in senso lato, intesa come cultura.
Quali sono i dibattiti che infuocano le tastiere della sua tribù?
Sicuramente il più infuocato è stato quello sull’eliminazione degli azzurri, ma il dibattito non è stato tanto tecnico-calcistico quanto sociale, per lo più. La storia di Erika e Omar, Cogne e anche la mafia dopo Falcone hanno avuto molta partecipazione.
Che tipo di preparazione tecnica è necessaria per realizzare un blog? Questione di chip o di cuore?
Non ho dubbi, per quanto mi riguarda. Cuore, soprattutto cuore. A livello tecnico basta poco, ormai se sei sveglio trovi tutti gli strumenti preconfezionati. Per conquistare l’attenzione è indispensabile il coinvolgimento. Perché uno, fra miliardi di pagine web, dovrebbe venire da te e addirittura scriverti? Gli deve piacere quello che proponi. Certo, una veste grafica accattivante fa il resto, ma non è decisiva.
Passiamo alla sua esperienza con Internet. Si parla tanto di crisi dei contenuti sul Web. Cosa ne pensa?
Beh, sapendo cercare c’è ancora buona roba. Idee talvolta addirittura geniali. Ma si è così diffuso che c’è pure tanta robaccia, gente che scrive per se stessa e magari senza molto da dire neppure davanti allo specchio. Basta scegliere. Sono onesto: se non avessi riscontro nelle visite smetterei subito. Significherebbe che non suscito interesse. Per ora non corro rischi, per fortuna. Trovo sempre nuovi amici. E allora hai voglia di andare avanti.
Un suo giudizio sul giornalismo online. Meglio o peggio di quello televisivo?
Che c’entra? Sono due strumenti assolutamente diversi. Il mondo televisivo, facendo un discorso generale, è arrivato a degenerazioni che combatto, ma il giornalismo online spesso è dilettantistico. Quello del giornalista resta un mestiere che naturalmente s’impara a bottega. Se in un sito informativo c’è un mastro artigiano la differenza si vede. E poi è una questione di tempi: è il rischio della televisione, figuriamoci del web. La frenesia di aggiornare spesso produce superficialità.
Segnalaci un sito ''cool'' e uno ''da urlo''
Per siti cool, personalmente, intendo quelli che visito squisitamente per informarmi. Ne visito molti: da quelli legati ai giornali, alle agenzie, al Nuovo, alla Cnn. Quelli da urlo sono, naturalmente, quelli folli: tipo Fuorissimo, Sballai, Clarence e anche Dagospia, per i pettegolezzi sulla Rai. Molti di noi lo hanno come pagina iniziale: sperano sempre di esserci.
Domanda che non posso non farle. E' stato inviato in Afghanistan. Ha visto e sentito cose che a noi arrivano spesso solo con il filtro dei media. Quale crede possa essere il futuro di questo paese al centro dei dibattiti internazionali?
Ci sono cose, appunto, che non si possono spiegare ma che vanno vissute. Come puoi spiegare la fame, la paura? Ho trovato l’Afghanistan in pieno Medioevo. La pace è finta. Ci vorrà ancora molto tempo prima che possa avvicinarsi a una condizione di vita decente.
E' uscito il suo ultimo libro, ''Kabul, la città che non c'è''. Quale crede possa essere la prima riflessione del lettore che ha finito di leggere l'ultima pagina?
S
pero di aver suscitato nei lettori qualche dubbio. Da certe parti non fanno molta differenza fra il bene e il male. Il popolo afghano è distante dai talebani, ne è anzi vittima. Ma cerco di far capire anche perché da quella parte del mondo c’è gente che odia talmente l’Occidente da averlo colpito così duramente. Per un cronista spesso è più importante porsi delle domande, piuttosto che darsi delle risposte.
La persona e il paese che l'hanno più colpita girando il mondo come inviato?
I
l posto, più che il paese, è sicuramente Chernobyl. Quel viaggio al centro dell’apocalisse, a cinque anni dal disastro nucleare, mi ha cambiato come uomo. Da allora, cioè da quando ho visto con i miei occhi la fine della terra, sono molto sensibile ai guasti prodotti dal nostro mondo. Ho tante persone nel cuore. Bambini e donne curde al confine fra Iraq e Kuwait, rifiutati da tutti. E poi anche Erika, quando ho incrociato i suoi occhi fuori la villa della strage. E poi la gente incontrata nei villaggi in Africa: non avevano mai visto un uomo bianco. Mi sono sentito a disagio.
Pino Scaccia: il sito, il weblog e il libro: Kabul, la città che non c'è.

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ESERCITO USA CERCA VOLONTARI CON UN VIDEOGAME
Quattro luglio in Usa: il primo dopo l'11 settembre 2001, il primo che verra' vissuto con la grande paura di un nuovo attentato. Il 4 luglio 2002 sara' anche il giorno del lancio di "America's Army" un sofisticato videogame in 3D che fa toccare con mano ai giocatori la vera vita del militare, dalla caserma ai momenti di battaglia. I primi 10 livelli di gioco si possono scaricare gratuitamente da www.americasarmy.com e da altri siti come www.goarmy.com, www.nvidia.com, www.fileplanet.com a partire da domani. I livelli seguenti si potranno scaricare ogni settimana. "America's Army" e' diviso in due parti: "Soldiers", un gioco di ruolo in cui i giocatori vivono in prima persona l! 'addestramento militare; "Operations", un action game che vede i soldati impegnati in una missione. A differenza di altri giochi simili, "America's Army" e' uno strumento ufficiale studiato per far arruolare volontari.

Arriva la tastiera invisibile


Immaginate una tastiera per computer palmare. Immaginatela soltanto perché, fisicamente, non c'è proprio.
Al suo posto, un visore portatile, pronipote degli ingombranti "caschetti" delle realtà virtuali, e due sensori collegati al palmo delle mani. Non occorre altro per digitare sulla tastiera virtuale e materializzare il testo – esercizio, diario o articolo di giornale – dentro al palmare. Senseboard è la società che ha inventato la tastiera virtuale e che conta di venderne milioni di esemplari nei prossimi anni. E non è l'unica a pensarlo: il colosso coreano Samsung (www.samsung.com) sta perfezionando un sistema analogo, chiamato "Scurry", che funzionera' senza fili grazie a Bluetooth.
www.senseboard.com

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Hacker di professione con due euro
Debutta il 15 maggio nelle edicole italiane la prima rivista dedicata al mondo degli hacker, i pirati informatici. "Hacker Journal", questo il nome de
lla testata, è un mensile e avrà una tiratura di partenza di 150mila copie. A editarla e' la 4ever srl, di proprietà al cento per cento di Luca e Marco Sprea. Lo stesso Luca Sprea figura anche come direttore responsabile della rivista, che consiste in 32 pagine confezionate da un service editoriale. Il prezzo al pubblico è di 2 euro. La copertina del primo numero presenta il caratteristico teschio con benda nera, simbolo dei pirati. Ma il messaggio e' tutt'altro che quello di incitare alla pirateria informatica. "Hacker Journal", che spera di arrivare a una diffusione di almeno 50mila copie, tenterà di svelare tutti i misteri legati agli hacker, in modo da rendere più sicuri i sistemi informatici.
La rivista ha anche una sua edizione online, ma a quanto pare anche gli hackers di professione vengono attaccati da loro simili. Digitando www.hackerjornal.it il risultato è l'antipaticissipa scritta ''Impossibile trovare pagina''. Colpiti dagli hackers?

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E la privacy?
La newsletter di Smau.it rende visibili le e-mail dei destinatari. Rivolta sul Web

Martedì 7 maggio una decina di mail con oggetto ''E la privacy?'' inondano le caselle di posta elettronica degli iscritti alla newsletter di Smau.it. Fabrizio Liverani è stato il primo ad accorgersi della gaffe del sito che ha inviato una newsletter con i nomi degli iscritti visibili. Ecco il testo della mail di Liverani ''Signori, vi sembra naturale che una newsletter di SMAU ( dovrebbe rappresentare l'evoluzione tecnologica ) venga spedita con così poco rispetto della privacy dei destinatari, tanto da permettere a uno qualsiasi, come sto facendo io ora a scopo solo conoscitivo, di sfruttare la conoscenza degli utenti registrati e mandare mail a tutti? Io annullo immediatamente la mia registrazione alla newsletter''. E' stato il caos. Il testimone della protesta è poi passato a Marco Turolla, Luigi Locatelli e Lina Fioratti, decisi a disdire l'annullamento all'iscrizione per il mancato rispetto della privacy. Pronta la risposta di Livia Angotta, responsabile marketing di ICT online, che invia una mail di scuse che recita così:''Le inviamo le nostre scuse per l'errore verificatosi. Siamo sempre molto attenti ad evitare inconvenienti del genere che siamo i primi a ritenere estremamente gravi''. Conclude la vicenda Ilaria, una saggia navigatrice che snervata dalla catena di mail prodotte dall'errore scrive:''Deve andare avanti ancora molto questa belin di catena o potete finirla?!??!??!??!?? E BASTA!!!!!!!!!!!!!!!! Hanno sbagliato, si sono scusati, ora bastaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Cancellatevi in silenzio e non rompete le palle!''.


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Internet parla in dialetto

«Si na palla 'e 'nzogn, miettete scuorno», grida la bilancia napoletana su Internet per dirvi che dovete mettervi a dieta (www.bengodi.org/umorismo/bilancia_napoletana.htm). «Come t'ntitoli?» sentenzia lo zingarelli online della periferia romana traducendo la  frase “Come ti chiami?” (http://mostacci.home.cern.ch/mostacci/espressioni.html).
Il dialetto è vivo e si alimenta sul Web. Nessuno stupore quindi se navigando nel portale della lingua friulana (www.friul.net) per tornare alla home page (la pagina d’accesso al sito) dovete cliccare sulla scritta “jentrade”. O se il termine “clicca” diventa “chiscia chichinscì” su www.elmilanes.com. I siti in dialetto sono tantissimi e toccano molte parti d’Italia. Volete imparare il sardo? Allora www.isolasarda.com è quello che fa per voi. In Liguria domina www.zeneize.net, il portale in genovese, mentre a Bologna il sito di riferimento è http://beam.to/bulgnais. Ci sono siti anche per gli stranieri. Su www.duesicilie.org troverete un corso in inglese del dialetto napoletano, e su http://members.tripod.com/~DeVecchi/vocabolari.html il vocabolario milanese-inglese. Se quello che desiderate è una totale immersione nella Padania allora non vi resta che scaricarvi il “quadernin padan” (www.prov-varese.leganord.org) ossia il notepad per Windows versione Bossi. Se invece dovete trasferirvi a Milano e volete adattarvi subito al linguaggio scaricatevi “Finester”, il sistema operativo Windows completamente nel dialetto della Madunina (http://digilander.iol.it/batkazzate/finester95.zip).


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Una mail per dirsi addio
''Lasciamoci da vigliacchi'', il sito per dare il benservito al partner senza guardarlo negli occhi


Dillo per tre volte, in fretta: 'ti lascio, ti lascio, ti lascio'. Guardati allo specchio. E riprova. Immagina il tuo partner davanti a te. Se il risultato è un volto imbarazzato tendente al rosso clandestino, le spalle striminzite come la capacità recitativa di Tom Cruise, lo sguardo perso nella visione di te colpito a più riprese da pugni e schiaffi, allora, corri ai ripari. Diciamocelo, dargli il benservito non è facile. E allora? 'Lasciamoci da vigliacchi', ossia, inviagli una e-mail. Arriva Wasniceknowingyou.com (www.wasniceknowingyou.com), il sito americano che 'fa il lavoro sporco per te'. Così recita la frase di benvenuto del sito. E' sufficiente registrarsi, indicare l'e-mail della 'vittima' e il gioco è fatto. E poi, di nuovo in corsa. Oltre a ' scaricare' il tuo partner il sito offre la possibilità di farti incontrare una nuova anima gemella, magari, questa volta, quella giusta. Si inseriscono le proprie preferenze (sesso, età, etc.), il numero di cellulare e si aspetta con pazienza l'arrivo di un Sms: 'abbiamo trovato il tuo partner ideale, collegati'. Se invece alle e-mail preferite il telefono, allora rivolgetevi a Rejectionline.com (www.rejectionline.com). Il sito consiglia di dare all'innamorato testardo, quello che proprio non vuole saperne di lasciarvi in pace, il numero di telefono di un servizio di lusso per dirsi addio con l'aiuto di 'specialisti nel rifiuto'. Dall'altra parte della barricata. Vi hanno lasciato e magari proprio con una e-mail. Cliccate su Dumpkit.com (www.dumpkit.com). L'offerta (11,95 dollari), questa volta, consiste in una bambolina vudu completa di spille per trafiggere il cuore dell'ex partner.
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Amore vero al primo bit
L’anima gemella è online: a Londra il primo ''ballo dei senza appuntamenti''

Avvertenza: chi ama la vita da single non potrà mai capire quello che segue. E se amate la vita da single vuol dire che non vi siete mai trovati davanti ad un specchio sabato sera per tenervi compagnia. Scena prima, atto primo. Le pagine della vostra rubrica sono così bianche da far impallidire anche la Luna. Atto secondo. Ascoltate i rumori provenienti dalla festa del piano di sotto. Inutile tentare di presentarvi con una cassa di Martini. George Clooney è già passato. Non resta che affidarsi alla scienza, non a quella chirurgica per una plastica facciale, ma a quella informatica per incontrare l'anima gemella. A combinare l'incontro con il partner più azzeccato ci pensa il computer. E' accaduto a Londra dove sabato si è inaugurata la prima edizione del 'ballo dei disperati per senza appuntamenti'. I dati forniti da ogni partecipante sono stati elaborati da un computer, che ha scelto le coppie. Ad Ashrina, 21 anni, è andata bene. La scelta del cervellone è caduta su David, 24 anni. 'Fantastico. Mi ha portato addirittura un mazzo di fiori', ha dichiarato lei in preda ad raptus amoroso tutto file e chip. Ha vinto il feeling umano su quello cybernetico nel caso di Will, abbandonato ancora prima di entrare nel locale dalla compagna scelta dal computer che a lui ha preferito un australiano. Insomma una rivoluzione degli approcci da far impallidire Casanova. Insomma una rivoluzione degli approcci da far impallidire Casanova. C'è chi scarica un programma per chattare e si ritrova con un anello al dito. E' il caso della chat Icq che ha fatto convolare a nozze centinaia di sconosciuti (www.icq.com/channels/life-and-love/events/wedding/gallery-2.html).
Mentre i convinti, ma non troppo del matrimonio possono sempre passare alla fase 2: la creazione di una seconda vita virtuale navigando su MatrimoniOnline il primo sito finalizzato alla celebrazione di matrimoni in Internet. Si sceglie l'abito da indossare, la città e il gioco è fatto.

LINK:
www.icq.com/channels/life-and-love/events/wedding/gallery-2.html
http://www.matrimonionline.it

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Url nel silenzio
Ghost Sites, il cimitero dei siti sul Web


Le Dot-bomb al microscopio. Un necrologio versione Web per dare l'ultimo saluto ai siti che non ce l'hanno fatta, quelli che hanno creduto nella bolla Internet e ci hanno lasciato il chip. Si chiama Ghost Sites il cimitero virtuale nel quale Steve Baldwin, 45 anni di New York, seppellisce dal 1996 tutti i siti che hanno fallito. Al posto delle lapidi una print screen dell'home page dei 639 defunti fino ad oggi archiviati. In qualche caso i webmaster dei siti danno l'estremo saluto e rimandano a tempi migliori per il rilancio del progetto. Qualcuno ce l'ha fatta. Wine.com defunto nel 1998 è poi resuscitato in perfetta forma. Niente da fare per arte e musica sul Web sepolti in Zivago.com o per gli acquisti di giocattoli online su E-toys. Fallisce anche l'idea di creare la moneta unica del Web. Il sito Floozy.com consentiva di inviare via mail una cartolina modello carta di credito che il ricevente poteva spendere online sui siti dell'e-commerce. C'è anche l'anticamera della morte, uno spazio dedicato ai siti moribondi. E' il caso di Botw.org che monitorizza la Rete per attribuire The Best of the Web Awards. Peccato che le recensioni dei siti siano ferme al 1997.
''Morte e Web'' sembra essere un accoppiata vincente. Si diffondono sulla Rete i cimiteri virtuali per gli animali: lapidi in formato gif per ricordare l'amico dal musetto umido degno di coccole e ricordi. Passando dai cip agli animali si arriva fino agli uomini. Nasce la lapide multimediale. A Piacenza nel cimitero di settima di Gossolengo un monitor sostituisce la fredda lastra di marmo. Il monitor si accende con un telecomando. Nel teleschermo scorrono le immagini del defunto, filmati e testi scritti. Sconsigliamo, invece, ai più scaramantici Deathclock.com. Inserendo i propri dati anagrafici l'orologio della morte indicherà la data precisa del nostro trapasso.
Poveri figli della new economy. Condannati a scoprire sul Web la morte della propria azienda, a seppellire il proprio cane in un cimitero virtuale e a festeggiare il 2 novembre con in mano un telecomando al posto dei fiori, costretti a cambiare canale per ricordare i propri defunti.

LINK:
www.mpxreview.com/shockwave/ghost_sites_1.swf
www.disobey.com/ghostsites
www.botw.org/
www.amicipersempre.it/
www.deathclock.com/index.cfm


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Sei entrato in loop?
Lingo: il linguaggio del Web contamina il vocabolario. Le terminologie informatiche diventano modi di dire

Come si dice dalle vostre parti? Se a Roma tentare di far colpo su una ragazza si dice "rimorchiare", a Milano "cuccare" e a Napoli "acchiappare" nel mondo dei cyber-nauti esiste una sola formula consacrata da Carlo Verdone nel film Il gallo Cedrone:''Che bel sito! Te c'hanno mai cliccato sopra?" . Contaminazioni informatiche nel linguaggio comune, o meglio il sopravvento del neonato "lingo" (in gergo il linguaggio della Rete) sui nonni della lingua italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio. Non meravigliatevi se vostro marito nel tentativo di giustificare l'ennesimo sì all'invito di mamma per il pranzo domenicale userà espressioni del tipo "l'ho fatto di default", ossia le ho dato l'ok, automaticamente, senza pensarci. Oppure se in ufficio il vostro capo per comunicarvi che non avete idee originali, ma solo copie vi grida: "ti hanno masterizzato il cervello?". Attenzione a vostro figlio se lo sentite sussurare "papà è entrato in loop" nel bel mezzo di una vostra ramanzina sui valori della vita. Vi sta praticamente accusando di ripetere all'infinito la stessa frase senza senso. Sentitevi adulate, invece, se il ragazzo dei vostri sogni, quello che aspettate di vedere ogni mattina alla fermata dell'autobus vi dice:"interfacciamoci". Nel vocabolario delle chat significa "conosciamoci, facciamo l'amore". Niente paura se vostra sorella vi confida che il modo migliore per restare alla moda è "fare copia e incolla". Non è diventata cleptomane. Sceglierà semplicemente il suo nuovo look in base a quello che indossano gli altri. Cominciate, invece, a preoccuparvi, se vostro marito, impiegato in un'azienda Internet, parlando dei progressi di vostra figlia con un collega confessa che la sua piccola "ha fatto il suo ultimo up-grade" (aggiornamento)... ha messo i primi dentini".

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A lezione di spionaggio
Su Internet il manuale del perfetto 007

Bugiardi incalliti, infedeli fantasiosi unitevi. E spremete le meningi per scovare scuse ancor più raffinate. Internet dichiara guerra al tradimento e vi insegna le regole per diventare un perfetto 007. Cliccate su www.tuttocorna.it e imparate a pedinare senza farvi scoprire. Via impermeabile, cappelli e giornali per nascondersi il viso. Mantenete una distanza di 200 metri e usate un motorino, magari prestato. Vostra moglie flirta online? Niente paura. C’è Spectorsoft.com (www.spectorsoft.com ), il software “indiscreto” che sorveglia l’attività online di chi usa il computer. Il detective elettronico, al servizio di mariti, mogli e genitori sospettosi, è in grado di spiare le e-mail e le conversasioni in chat. Sognate di sapere dove si trova in ogni momento il vostro partner? CellPoint Finder (http://ldz.cellpoint.com ) è quello che fa per voi. Con questo servizio, chiunque abbia il proprio GSM acceso e sia iscritto ad una “lista di amici”, può essere localizzato da chiunque possieda il suo numero di telefono. Tempi difficili per i traditori quindi.Specialmente se qualcuno è in vena di vendetta, vuole smascherarvi e conosce Internet. Può sempre capitarvi quello che è successo a Manuela: una serata in discoteca, un bacio di troppo, qualche foto scattata di nascosto e il tutto pubblicato su Internet grazie all’ingegno di una sua “cara amica” (www.matrixmagazine.freeweb.supereva.it ), che la rimprovera dicendole «non si fanno queste cose se non si è sicuri di farla franca!».
LINK:
www.tuttocorna.it
www.spectorsoft.com
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Un mio clone? No, grazie
Nasce negli Usa il copyright del Dna contro gli sciacalli delle celebrità

ROMA - La moda da clonazione spaventa le star di Hollywood anche se un Brad Pitt nato in laboratorio renderebbe felici, a dire il vero, un'intera popolazione di ragazze. Un Marloon Brando su ordinazione, una Penelope Cruz come regalo di compleanno per il proprio figlio e il gioco è fatto. Qualcuno ha fiutato l'affare ed ha creato il Dna Copyright Institute. Per 1.500 dollari è possibile registrare la propria mappa genetica, ossia il pacchetto di istruzioni scritto in un codice chimico che stabilisce la nostra carta d'identità, ed evitare che qualcuno ci possa clonare contro la nostra volontà. Accade negli Stati Uniti dove tutto è possibile. Gli organizzatori del Dna Copyright Institute pensano soprattutto alle celebrità come possibili clienti. Il movente che li spingerebbe a registrare il proprio codice genetico sarebbe la mandria impazzita dei fans e la loro mania di emulazione. Altro bacino di utenza potrebbe essere quello dei campioni dello sport. Nella Roma-mania post scudetto immaginate quanti avrebbero voluto riprodurre il Totti nazionale?. Dal punto di vista legale però c'è un problema. L'ufficio del Copyright degli Stati Uniti afferma che il Dna di una persona non può ottenere il copyright perché non si tratta di un'opera originale, frutto della creatività. Ossia? Un quadro d'autore è più unico di una persona in carne ed ossa? Impazziamo. Copie di uomini che spaventano altri uomini definiti non originali, mappe genetiche che ci dicono chi siamo, ma che non sono di nostra proprietà. Se la battaglia per ottenere un uomo superdotato su ordinazione sembra ancora lontana, quella per generare superpolli da allevamento diventa più facile. Due aziende americane, la Origen Therapeutics e la Embrex, hanno già ricevuto un finanziamento di circa 4 milioni di dollari dall'Istituto americano di scienza e tecnologia per produrre volatili resistenti alle malattie, in grado di crescere rapidamente con poco cibo.
Arriverà il giorno in cui nei supermercati potremmo ordinare un pollo fritto di 20 chili con contorno di Tom Cruise e Jennifer Lopez?

LINK:
http://www.dnacopyright.com/
http://lcweb.loc.gov/copyright

 

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