| |
I
blog? Sono 20 milioni
E'
il motore di ricerca dei blog più importante e registra la
nascita dei diari online. Il 23 ottobre il contatore di Technorati
segnava 20 milioni. Ad aggiudicarsi il record la classe di
una scuola media francese che ha deciso di aprire un diario
per pubblicare le foto della maratona alla quale i suoi 18
alunni hanno partecipato ( http://anquetil.canalblog.com/).
Crescita record per i blog: basta pensare che Techonorati
segnava 10 milioni di blog il 14 maggio 2005. Il sistema registra
70 mila nuovi blog ogni giorno. Ogni giorno vengono scritti
da 700 mila a 1.3 milioni di messaggi, circa 9.2 ogni secondo.
Tra le novità la crescita dei blog cinesi.
Censura Reale
La
casa reale spagnola ha bloccato gli indirizzi di siti con
il nome "Leonor", la figlia appena nata del principe ereditario
Filippo di Borbone e della principessa Letizia Ortiz.
Ma la censura nulla può contro i blog. Eì già
nato leonordeborbon.blogspot.com.
GLI
U2 A ROMA
Il bagarinaggio? E' online
Quasi 200 euro per un biglietto per il settore prato. Si arriva
fino a 250 per un posto in tribuna d'onore. Il bagarinaggio
virtuale esplode con il concerto degli U2. Scatenati gli offerenti,
ma anche i fan che pagano cifre astronomiche pur di esserci.
Tantissime le proposte sul sito di aste www.ebay.com. E' sufficiente
inserire le parole u2 roma sul motore di ricerca del sito
per scoprire decine di aste che lievitano sempre di più con
l'avvicinarsi dell'evento. L'offerta per due biglietti settore
prato è di 200 euro e in poche ore arriva a 252. .
Si parte, invece, da 106 euro per la tribuna Monte Mario.
Qualcuno avverte :.
Il contatto avviene, quasi sempre, tramite cellulare pubblicato
sulle pagine web. Si vendono anche pacchetti 'completi': <200
euro per una foto del gruppo e un biglietto omaggio>. Tante
le proposte anche sul sito di annunci gratuiti Vivastreet.virgilio.it.
(240 euro per due biglietti in curva nord e 400 per la Monte
Mario). Navigatissimi anche i forum di Rockon.it (Tribuna
Tevere a 150 euro ), Yeaah.com (Monte Mario a 150) e Studenti.it
(280 per due biglietti settore prato).
BLOGGER
A 90 ANNI
L'ALGEBRA
è arte, la letteratura è vita e Internet è l'ultimo approdo
scoperto per stare in compagnia. La musica online è una rivelazione.
L'e-mail quel piacevole mistero che gli consente di comunicare
ogni giorno con la cugina che vive a Los Angeles. Non si trova
bene con quelli della sua età perché «odiano il computer e
sprecano tempo giocando a carte». Ma non sempre riesce a capire
i giovanissimi che amano il web, quelli che scrivono “cosa”
con la “k” e “baci” usando la “x” che per lui altro non è
che la parte di un'equazione. Ha combattuto in Jugoslavia
nella divisione Sassari, incontrato Italo Balbo, il principe
Umberto di Savoia e sorseggiato con sospetto nel '43 quel
liquido nero chiamato Coca Cola. Sebastiano Spadaro la vigilia
di Natale del prossimo anno compirà novant'anni ed è un blogger.
In Diario di un gentiluomo (www.diario-diario.splinder.com)
e poi in Viva la matematica! (www.wlamatematica.splinder.com)
propone e risolve equazioni, racconta del suo passato e spiega
con ironia il suo presente. «Sono un ottuagenario - scrive
- così come lo era Ippolito Nievo. Però non voglio fare la
fine che gli toccò». In comune con lo scrittore nessun mare
in burrasca e la sciagura del piroscafo Ercole, ma solo Le
confessioni di un italiano specialissimo. «Le sei del mattino,
è il momento d'ogni giorno in cui abbandono il letto e mi
caccio nel mio studiolo. Accendo il computer e clicco su un
sito americano che trasmette bellissima musica classica. E
subito inforco la mia cyclette collocata proprio davanti al
computer, e compio da 500 a 1.000 pedalate ascoltando con
vero piacere». Pensionato bancario, nato a Messina, residente
a Cogoleto (Genova), ha iniziato per gioco con il Commodore
64 ed ora ama i blog e quelle incognite chiamate e-mail. «Capisco
la radio e la televisione che si risolve con le onde hertziane
e le antenne che le captano, ma questo mio computer non ha
nessuna antenna». Mandare una mail negli Usa «è semplice:
scrivo il nome e aggiungo la conchiglietta. Ai miei tempi
tutto ciò era inimmaginabile e si guardava Marconi come un
grande sognatore». E poi un umano attimo di malinconia per
l'età. «Mi ritengo come quei prigionieri nelle carceri americane
che sono in attesa della sedia elettrica. Con questo blog
vivo nella speranza di incontrare filosofi e matematici che
mi sollevino il morale». Sebastiano ha tanti amici, ma nessuno
di loro ama il computer. «Purtroppo devo confessare che i
vecchi non mi piacciono. Barbe e chiome candide mi deprimono.
Amo studiare matematica, divertirmi col computer». Con la
sorella che vive a Napoli comunica così: «Stampo quello che
scrivo sul blog e poi glielo spedisco per posta». Tra le ultime
scoperte la musica online, i siti che ama definire “una specie
di juke-box”. Sebastiano scopre il futuro, ma non dimentica
il passato. «Porto i capelli neri perché tinti, i colleghi
di banca che incontro per strada a Milano rimangono sorpresi
affermando che sono mutato ben poco, mentre io stento a riconoscerli
per le loro barbe e capelli candidi. E chiedo notizie degli
altri che non incontro più e la risposta è sempre quella:
infarto». Sebastiano usa Internet anche per sapere come sta
la sua città. «C'è tra i lettori qualcuno di Messina che mi
possa aggiornare? Penso che ci sarebbe Maria Grazia Cucinotta,
se davvero mi leggesse». E poi quasi un appello: «Sono nato
nei locali dell'Osservatorio Astronomico e il mio sogno è
riuscire a visitarlo ancora una volta». Chissà se il web potrà
aiutare un blogger e gentiluomo di quasi 90 anni. Anche solo
con una webcam.
Terrore
a Londra: i blog raccontano
''Non volevo crederci e invece è successo''. Parlano i blog,
i diari online di chi vive a Londra o di chi ha parenti nella
City e lascia sul web tracce della propria ansia e angoscia
per le stragi del 7 luglio, quando in 3 stazioni metro e su
un bus esplodono bombe. Come quella del blogger http://eustonstation.blogspot.com/,
che ha raccontato minuto per minuto le esplosioni di Londra.
‘’Per amici e parenti: io sto bene – spiega la blogger - sono
arrivata ora in ufficio. 11.08: non si riesce a chiamare.
Gli sms invece funzionano. Ne approfitto per far sapere ai
familiari del blogger http://hoxtonsquare.blogspot.com' nel
caso leggessero qui che lui sta bene, mi ha appena inviato
un sms, ma non riesce a chiamare l'Italia’’. La blogger diventa
il punto di riferimento per raccogliere testimonianze di altri
italiani che si trovano a Londra: ‘’Stavo prendendo la metropolitana
alle 9 a sud di Londra - racconta un collega dell'autrice
- si sente un avviso: il servizio è sospeso fino a 3 stazioni
a nord per un incidente’’. Molte le testimonianze di londinesi.
Gareth Potter scrive dall'ufficio Livejournal.com). Ha comprato
un biglietto della Tube a Kings Cross, una delle stazioni
metropolitane colpite, appena prima che esplodesse l'inferno.
Michael
Jackson assolto. Ed è festa (o quasi) sul web
Innocente.
Dieci accuse, un anno e mezzo di processo e 32 ore e mezzo
di camera di consiglio non sono bastati a sostenere il ‘’ragionevole
dubbio’’ che avrebbe condannato Michael Jackson a 20 anni
di carcere. E i fan sono quasi impazziti di gioia. Sul web
i jackomaniaci hanno aggiornato i loro siti inserendo musiche
della vittoria, slogan liberatori e immagini del cantante.
NOT GUILTY, non colpevole, ma noi lo abbiamo sempre saputo.
Fine dell’incubo per il Peter Pan della musica. Il Re è tornato.
La sentenza è arrivata in tempo reale sul forum di www.michaelmania.com.
Dark Arin lascia una parola (grido) liberatoria: ‘’FINITAAAAAAAAAAA!!’’.
Ranma è contenta. Ha appena finito di distribuire nella sua
città (Firenze) volantini bianchi con un’immensa scritta nera
che dice: "Michael Jackson Innocente - Giugno 2005 Riconosciuto
non colpevole da una giuria imparziale - Basta con i pregiudizi!".
Il sito www.jacksonland.it lascia spazio solo ad una frase:
13 giugno giustizia è fatta, il Re è tornato “Justice is done.
Anche www.mjj.it non perde tempo e chiarisce: Michael Jackson
non ha mai molestato, ne ora ne mai, alcun bambino. Secondo
i fedelissimi di mjirda.altervista.org/ Michael Jackson è
addirittura il Re degli Angeli. Il grido di gioia dei fans
non dovrebbe stupire, visto la festa che lo stesso Michael
ha organizzato sul suo sito (http://mjjsource.com). Le pagine
web si aprono solennemente con la parola "Innocente" in bianco
e nero mentre si sente una musica trionfale. Poi una mano
con il segno di "V" di vittoria e una serie di date: la nascita
di Martin Luther King, la caduta del muro di Berlino, e il
rilascio di Nelson Mandela dalla prigione. Jackson come Mandela?
A Qualcuno il paragone non è affatto piaciuto. Si parla dei
navigatori americani (due americani su tre pensano che Jacko
sia colpevole) ma anche di quelli italiani. Moltissimi hanno
associato il processo a Jackson a quello subito a Enzo Tortora.
Su www.tvblog.it si legge:’’il padre di un programma di successo
come Portobello, da cui derivano molti format e generi della
televisione di intrattenimento moderna, non ha certo avuto
il trattamento privilegiato di Michael Jackson, anche se,
dopo che già si era ammalato di cancro ebbe la meritata riabilitazione
e il riconoscimento della sua innocenza. Ma, come sempre,
ci sono innocenti e innocenti…’’.
Blog
da scoop sul caso Calipari
''Copia e incolla, così ho beffato i segreti''
Gianluca
Neri, giornalista, dove ha preso il rapporto Usa su Calipari
che ha poi pubblicato sul suo blog www.macchianera.net? «La
mattina del primo maggio ho navigato come faccio di solito
nei vari siti di informazione online. Ho visto che era stato
pubblicato il rapporto Calipari e allora sono risalito alla
fonte, ossia al sito del Multi-National Corps of Iraq, raggiungibile
all'indirizzo www.mnf-iraq.com/. Ho scaricato il documento
e mi sono accorto che si potevano rendere leggibili le parti
omissis con estrema semplicità». Ossia come ha fatto? «Si
tratta di un documento con estensione “Pdf”. E' stato sufficiente
cliccare su “Seleziona Testo”, copiare il contenuto del documento
e incollarlo su un file Word, il programma di videoscrittura
più conosciuto. O più semplicemente si può salvare il documento
“Pdf” in Doc con “salva come”». Operazione semplicissima,
non da hacker quindi? «Si è trattato da parte americana di
un errore da segretaria alle prime armi. Sarebbe stato sufficiente
mettere delle password per impedire l'accesso al documento
online, oppure per rendere inagibile la funzione che consente
di copiare il testo. Le parti omissis non erano cancellate,
ma semplicemente coperte da un evidenziatore di colore nero».
Appena venuto a conoscenza della scoperta cosa ha fatto? «Ho
cercato di avvertire varie testate giornalistiche, ma il primo
maggio non rispondeva nessuno. Non volevo sprecare una notizia
del genere sul mio blog. Ho quindi provato prima a contattare
giornali e agenzie stampa. Poi ho pubblicato tutto sul mio
blog, ossia www.macchianera.net». Le autorità italiane o americane
l'hanno contattata? «Mi ha chiamato la Farnesina che ha voluto
che spiegassi nei dettagli come si fa a trasformare in “chiaro”,
ossia a rendere leggibili, gli omissis. Credo volessero accertarsi
che non si trattava di un'opera di hackeraggio, cosa che non
è». Per lei che valore ha la scoperta? «Mi piace aver scombinato
le carte. Mi rende felice aver dato giustizia alla vicenda
Calipari».
Il
naso al posto del mouse
Basta un
tocco di naso e il pc va. E’ questa l’ultima frontiera del
Web, ossia far spostare il cursore sullo schermo col solo
movimento del naso. A 35 anni dalla sua nascita (il ‘compleanno’
di internet è stato il 2 settembre) il World Wide Web continua
la sua scalata verso nuovi modi e sistemi per navigare. L’idea
e la progettazione del ’mouse nouse’ è di Dmitry Gorodnichy,
ricercatore dell'istituto di tecnologia informatica di Ottawa,
un canadese che potrebbe presto liberarci dai dolori della
sindrome del tunnel carpale, della quale soffrono i più accaniti
utenti del mouse, e permettere (ed è questa la cosa più importante)
di aiutare molti disabili. L’applicazione infatti consentirebbe
a persone con handicap di usare con maggior precisione programmi
di grafica e addirittura divertirsi con i videogiochi di azione
che prevedono un uso intensivo del mouse con il suo cursore
e i sui pulsanti. Il ricercatore, secondo quanto riferisce
la rivista New Scientist, ha utilizzato una normale ed economica
webcam collegata a una delle porte Usb del Pc. La webcam,
puntata sul naso dell'utente, ne segue gli spostamenti e li
trasmette al sistema operativo che, a sua volta, fa spostare
il cursore sullo schermo. E per cliccare uno dei due tasti
del mouse? Semplice. Dmitry ha la soluzione: basta strizzare
l’occhio. L’esperimento del ricercatore canadese è documentato.
E il video e le immagini dell’invenzione possono essere visionate
sul sito http://synapse.vit.iit.nrc.ca/Nouse/index2.html .
L’era
degli spot falsi
Pubblicità
taroccate. E’ l’ultima moda del web. Da mesi circolano su
Internet spot politicamente scorretti di grandi aziende. Ma
in realtà si tratta di falsi. Ha fatto il giro del web (e
quindi del mondo) la pubblicità della VolksWagen dove un terrorista
guida l’utilitaria, fa esplodere una cintura esplosiva davanti
a un bar, ma l’auto trattiene l’esplosione. Sembra che gli
autori siano dei pubblicitari disoccupati che hanno tentato
di ‘’farsi pubblicità’’ creando spot falsi pubblicati sul
proprio sito: http://leeanddan.com/index.html. Colpite dalla
creatività ‘’ironica’’ degli internauti anche altre grandi
marche, come la Ericsson. Si è diffusa alla velocità della
luce l’immagine del presunto nuovo cellulare dotato di vibracall,
l’apparecchio multiuso che unirebbe le funzioni di un normale
telefonino a quelle di un vibratore. Altro scherzo (macabro)
quello che ha coinvolto la Nike con la falsa pubblicità in
cui appariva un suicida che avrebbe interpretato a modo suo
lo slogan ‘’ Just do it!’’ (fallo! Ucciditi!). Colpita ancora
la Nike con un video che mostrava le scarpe in primo piano
insanguinate. Ma si tratta realmente di spot falsi? Qualcuno
in rete (affezionato forse alla dietrologia) crede che i ‘’finti
spot’’ siano comunque opera delle grandi aziende che avrebbero
trovato il modo di farsi pubblicità gratis su internet. Molti
dei video incriminati possono essere visti sul sito www.boreme.com.
Arriva
Skype e il cellulare è gratis (o quasi)
Telefonare
gratis (o quasi) con il proprio cellulare. Smettetela di sognare,
di rubare la carta pre-pagata a mamma e papà o, ancor peggio,
di scroccare telefonate a casa dell'amico di fiducia. Presto
le telefonate con il cellulare si pagheranno molto meno. La
strana alchimia che potrebbe semplificare la vita e i portafogli
si chiama IPdrum, un software creato da una società svedese
che promette agli utenti di telefonare con i cellulari e fare
chiamate a lunga distanza attraverso il sistema Skype su Internet,
al prezzo di una telefonata locale. Tutto chiaro? Un passo
indietro. Che cos'è Skype? Si tratta di un software gratuito
usato da 42 milioni di utenti che può essere scaricato dal
web su www.skype.com e che consente di parlare con tutto il
mondo (si usa un microfono collegato al computer) pagando
semplicemente la connessione a Internet. Skype è una software
house europea che vanta 113 milioni di copie del suo software
di telefonia over IP. Si tratta di uno strumento gratuito
di audio conferenza P2P per gli utenti di Windows, Mac OS
X, Linux e Pocket PC, creato dagli stessi autori di Kazaa,
il famoso software per condividere musica ed archivi. Nella
sua versione gratuita, Skype permette di telefonare da un
computer verso un altro computer, attraverso un collegamento
a Internet. L'invenzione svedese consentirebbe agli utenti
di fare chiamate telefonando al proprio personal computer
da un cellulare, accedendo così al sistema di Skype di telefonia
su Internet. Anche le chiamate in arrivo attraverso Skype
potranno essere ricevute al cellulare. Ci penserà un secondo
telefonino collegato al pc con piccoli cavi Usb a fare il
resto. Il prodotto sarà disponibile a metà agosto per un prezzo
tra i 50 e i 66 euro.
|
|
| |
QUANDO
IL BLOG NON BASTA
''Sono un drogato e voglio smettere,
mi hanno detto che il blog provoca dipendenza: magari smetto
di farmi e inizio solo a bloggare. Nel frattempo, cerco nuovi
clienti vendendo online robba''. Si descrive così 'il
drogato'' nel blog creato il 7 giugno. ''Giocare'' sulla
dipenza da blog e su quella da stupefacenti puo' essere un'idea
originale. Ma fa riflettere, in negativo. Perche' basta leggere
i post pieni di ''cazzzzz..'', ''trooooi..'' e arrapamenti vari.
Sindrome da ''bacchettona''? Non lo so, forse. Ma credo che
la questione ''droga'' vada affrontata in modo diverso, perche'
distrugge vite, perche' in questo momento c'è una persona disperata
che cede e si fà per la prima volta, anche se l'affare droga
sembra non interessare piu' il mondo dell'informazione. Drogato,
hai sollevato un grande problema, sfrutta il blog per far capire.
Anche se la tua è solo una presa in giro o uno scherzetto di
mezza estate.
IL
BLOG ''DROGATO'' >> |
|
| |
GUERRA
E PACE SUI BLOG
Il mondo diviso in due anche nei diari online. I pacifisti
e i favorevoli alla guerra. Cronache dall'Iraq. I blog di
Saddam Hussein e di Osama bin laden
Blog,
diari online per condividere passioni e pensieri. Accesi i
riflettori sulla guerra i bloggers italiani e di tutto il
mondo non hanno perso neanche un secondo. Grazie a Splinder
o a Blogspot hanno inventato pagine personali per comunicare
la voglia di pace o quella di guerra.
|
|
| |
Salam
Pax esiste
Salam
è stato scovato dal quotidiano Guardian, per il quale, da mercoledì
prossimo, terrà una rubrica ogni due settimane. Salam Pax (http://dear_raed.blogspot.com
) era proprio chi diceva di essere: un giovane di Baghdad che,
attraverso Internet, ha raccontato con occhi spassionati la
guerra, eludendo la censura e lo spionaggio elettronico del
Mukhabarat, i servizi segreti iracheni. Ha 29 anni, è architetto,
vive in una villetta a due piani in un quartiere residenziale
di Baghdad, scrive il suo diario web da una camera da letto
dove regna il disordine: un poster del film Matrix appeso a
un muro, una jungla di cavi, monitor, dischi e libri per terra.
Di nome si chiama davvero Salam, anche se tuttora preferisce
non rivelare il cognome, ha apertamente criticato Saddam prima
che il governo cadesse, accusato gli americani di essersi lavati
le mani del caos che si è creato a Baghdad e ammesso di essere
gay.
E' tornato Salam Pax
Il blogger iracheno divenuto famoso durante la guerra ha ricominciato
ad aggiornare il suo sito.
La
traduzione del primo post su Granboal >>
|
|
| |
Iraq:
chi li ha visti?
TESORI IRACHENI
Un gruppo di scienziati dell'Università di Chicago ha creato
un sito per elencare tutti i tesori iracheni scomparsi.
Iraqlostheritage
>>
SADDAM HUSSEIN
Saddam Hussein è vivo e tra tre giorni apparirà in televisione.
Lo sostiene un sinora sconosciuto gruppo politico iracheno contrario
all'occupazione Usa citato dal quotidiano arabo pubblicato a
Londra al-Quds al-Arabi. Il gruppo ha mandato una lettera al
quotidiano dicendo che Saddam "è ancora vivo e che si prepara
a rivolgere un messaggio agli iracheni e alla nazione araba
entro le prossime 72 ore". Nella lettera, manoscritta firmata
Saddam Hussein, il Rais invita gli iracheni a resistere all'esercito
americano.
HANS BLIX
"I governi di Usa e Gran Bretagna hanno giustificato la guerra
in Iraq con documenti falsi". E' l'accusa lanciata dal capo
degli ispettori dell'Onu, Hans Blix, in un'intervista alla 'Bbc'.
(22
aprile >>)
Blix
chiede il ritorno degli ispettori Onu >> |
|
| |
"Dov'è
Salam Pax?"
Mentre
il mondo si chiede dove sia finito Saddam Hussein, il Web e
i suoi protagonisti sono angosciati da un'altra domanda: dov'è
''Salam Pax'', lo studente di 29 anni che curava da sei mesi
il diario online (blog) ''Salam Pax'' (http://dear_raed.blogspot.com/)
direttamente dall'Iraq? Il suo nickname (pseudonimo) confermava
in modo duplice il desiderio di pace in due lingue: arabo e
latino. Il suo blog era diventato uno dei piu' cliccati al mondo
e raccontava la cronaca dei bombardamenti a Bagdad. Ma l'ultimo
messaggio è del 24 marzo. Da quella data nessun altro aggiornamento
è stato fatto. La parola d'ordine dei blog è raccontare. E quando
la cronaca viene fatta direttamente dall'Iraq, diventano cliccatissimi.
Il tam tam sulla nascita di questo blog è stato velocissimo.
Così come velocemente si sono diffusi i dubbi sulla reale identità
del proprietario del blog nel quale vengono espresse opinioni
contrarie sia alla guerra che a Saddam. Il perfetto inglese
con cui i messaggi venivano scritti avevano fatto insospettire.
Da parte sua ''Salam Pax'' raccontava di aver imparato l'inglese
all'estero dove aveva trascorso 15 anni. Ma i dubbi restavano
tanto che dalla piazza virtuale della newsletter Buongiorno.it
qualcuno aveva lanciato il sasso chiedendosi se dietro a quella
cronaca così dettagliata dei bombardamenti ci fossero la Cia
e il Mossad israeliano. Le pagine di Salam Pax restano immobili.
Nessun aggiornamento. Nessuna voce anche dalla casella di posta
di ''Salm Pax'' (salampax@nme.com). Abbiamo provato ad inviare
una e-mail. Il messaggio è tornato indietro. Questa la scritta:''
This message could not be delivered to the following recipients:salampax@nme.com:
This mailbox has exceeded their disk quota. (#5.2.2)''. Tradotto:
''Salam Pax'' non c'è. La sua casella di posta ha raggiunto
il livello massimo di ricezione. E' stracolma di e-mail. Ma
a casa ''Salam'' non c'è piu' nessuno.
Archivio:
MISTERO SU SALAM PAX, leggi l'articolo >> |
|
| |
BLOG
E GUERRA
Kevin
Sites
Corrispondente della CNN in Iraq ha creato un proprio sito
di commenti sul conflitto in corso. Ma la Cnn ha fermato l'attività
online un suo corrispondente dall'Iraq Leggi
l'articolo >>
Giornalisti
in guerra
Diario da Baghdad
Diario online di Pino Scaccia, inviato del Tg1 a Baghdad
http://baghdadcafe.splinder.it
Christopher Allbritton
Christopher Allbritton di Manhattan, ex-reporter del New York
Daily News, ora giornalista indipendente, si trova in Iraq
e racconta la guerra in diretta
www.back-to-iraq.com/
Diario
da Kabul
Diario online di Pino Scaccia, inviato del Tg1 in Afghanistan
http://kabul.splinder.it
Il link sul'Afghanistan >>
SOLDATI IN GUERRA
Soldato
americano scrive dal fronte >>
Dall'Iraq
Salam Pax
http://dear_raed.blogspot.com
MISTERO SU SALAM PAX, leggi l'articolo >>
Il grido dell'Iraq: ''So Bush has delivered his ultimatum.
Now let him enforce it. We Iraqis are a proud people and shall
not surrender so easil''.
http://saddamhussein.blogspot.com/
Saddamblog
Un solo messaggio:''Saddam goes into action!''
http://saddam.blogspot.com
Dagli
Usa
Electronic Iraq (new!)
Blog di veterani di guerra americani che discutono sulla crisi
irakena.
http://electroniciraq.net
Osamablog
Un solo messaggio:''I hade Osama!''
http://osama.blogspot.com
OsamabinladenBlog
Ironico
http://osamabinladen.blogspot.com
Paferrobyday (new!)
Commenti di giornalisti e rassegna stampa sulla guerra in
Iraq.
http://homepage.mac.com/paferro/iblog/paferrobyday/
Dalla Spagna
http://senhordaguerra.blogspot.com/
Alaguerrecommealaguerre
Notizie ed editoriali dai principali giornali del mondo. per
capire e per informarsi.
http://alaguerrecommealaguerre.blogspot.com
Dall'Italia
NoWarInIraq
News e dossier sulla guerra che verrà. Quello che gli altri
non dicono
http://guerrairaq.blogspot.com
Giornalari si nasce
http://giornalarisinasce.splinder.it
Bloggerdiguerra
Blog collettivo per parlare di guerra
http://bloggerdiguerra.splinder.it/
I
conti della guerra
http://www.radioitaliana.it/
http://alfiererosso.splinder.it
Radio
Progreso
Le interviste impossibili: Radio Progreso di Miami intervista
George W. Bush di Jesús Arboleya
http://www.rprogreso.com/
Solo pace
http://pace.splinder.it
http://peaceblog.splinder.it/
Poesie di pace e di guerra
http://live.splinder.it/
DidestraBlogspot
Dopo tanti blog di sinistra, perché non fare anche un blog
di destra?
http://didestra.blogspot.com
http://meeting.splinder.it/
http://warbloggerwatch.blogspot.com/
http://osservatorioguerra.splinder.it/
http://www.blogsofwar.com/
http://bloggerdiguerra.splinder.it
A
FAVORE DELLA GUERRA
I love America
http://iloveamerica.splinder.it
http://dlb.splinder.it/
http://members.xoom.virgilio.it/blessamerica/index.htm
Guerra
prima l'Iraq poi la Francia
http://www.silflayhraka.blogspot.com
Poeti
della guerra
http://www.poetsforthewar.org/
Pro-bush
http://probush.com
FuckFrance
http://www.fuckfrance.com
|
|
| |
BLOG DI GUERRA: FUORI UNO
Libertà
non fa rima con blog. Soprattutto se a gestire il diario online
è un giornalista della Cnn inviato in Iraq. Kevin Sites raccontava
la guerra sul suo blog (www.kevinsites.net)
e contemporaneamente preparava servizi per la Cnn. Ma la cronaca
online, parallela a quella via etere, non è stata apprezzata
dall'emittente americana che ha chiesto a Kevin di sospendere
l'aggiornamento del suo blog. ''Pausing the warblog, for now''.
E' la frase con cui Kevin annuncia la pausa non volontaria
del suo diario online, e aggiunge: ''Spero di trovare un accordo
con la Cnn molto presto''. La pausa è iniziata il 23 marzo,
data dell'ultimo post. Ad oggi nessuna novità.
|
|
| |
MISTERO
SUL BLOG SALAM PAX:
opera dei servizi segreti americani? Lo scopriremo solo cliccando.
Si
diffondono come funghi. La parola d'ordine è raccontare.
E quando la cronaca viene fatta direttamente dall'Iraq, diventano
cliccatissimi. E' il caso del warblog Salam Pax, diario di guerra
anonimo, redatto direttamente da Baghdad. Il tam tam sulla nascita
di questo blog è stato velocissimo. Ne parlano tutti,
addirittura il Tg1, notoriamente poco attento al mondo Internet.
E nasce una domanda: questo diario di guerra è realmente
aggiornato da Baghdad? Come mai solo questo warblog ha avuto
così successo? Il dubbio resta. Intanto dalla piazza
virtuale della newsletter Buongiorno.it qualcuno lancia il sasso:
in questo blog, c'è forse lo zampino dei servizi americani?
Lo scopriremo solo cliccando.
Salam
Pax >> |
|
| |
BLOG
inVISIBILI
Ereditiera in fuga
o scrittrice in erba?
«Mi chiamo Isabella V. Ho vent'anni e sono una latitante internazionale».
E' l'inizio del primo post del blog www.aflightrisk.blogspot.com.
E' la storia raccontata in prima persona da una giovane ereditiera
europea fuggita dalla sua ricca famiglia per evitare un matrimonio
combinato. Nel blog si parla di una ricca famiglia d'Europa,
di una fuga inseguita da orde di detective privati che i genitori
le avrebbero messo alle calcagna della ragazza. Molti credono
sia una storia falsa, forse, solo il lancio di un nuovo romanzo.
Wired ha cercato di intervistare la ragazza via mail, ma Isabella
V. si è rifiutata. La rivista americana ha anche indagato: la
connessione avverrebbe dalle Bahamas, proprio come viene descritto
nel blog. |
|
| |
AMNESTY
CONTRO LA GUERRA?
Continuo a ricevere
comunicati stampa di Amnesty International che recitano così:
- "OGNI ATTACCO DIRETTO NEI CONFRONTI DEI
CIVILI COSTITUISCE UN CRIMINE DI GUERRA" - 'PRIGIONIERI DI GUERRA:
NO AI DOPPI STANDARD' - ''Amnesty International ha dichiarato
oggi che il bombardamento contro la sede della televisione di
stato irachena potrebbe costituire una violazione delle Convenzioni
di Ginevra''.
Ebbene cara Amnesty, non pubblichero' nessuno dei tuoi comunicati.
E sai perché? Perché mesi fa, ad una conferenza
stampa, mi alzai in piedi e chiesi alla presidentessa italiana
dell'organizzazione umanitaria: ''Quale è la posizione
che Amnesty assume nei confronti della probabile guerra in Iraq?''.
Risposta: ''no comment, non rilasciamo dichiarazioni.
Non abbiamo ancora preso una decisione''.
La decisione poi l'hai presa, cara Amnesty. Due giorni dopo
hai diffuso un comunicato stampa. Ti ricordo quale fu la tua
posizione ufficiale.
Ecco il titolo:
IRAQ: "USARE LA FORZA SOLO COME ULTIMA RISORSA".
Ma dopo tutto avrei fatto bene a credere al
mio amico profugo palestinese in
Giordania, Mousa, al
quale ingenuamente consigliavo di rivolgersi alla sezione locale
di Amnesty per farsi aiutare. La sua risposta fu:''Amnesty is
a friend on Usa, not a friend of Palestina''. |
|
| |
|
BLOG:
GUERRA PER DARE PACE
Ho trovato dei blog a favore della
guerra in Iraq. La loro bandiera è un banner la cui
url è: www.giaiotto.it/pace_it.swf. La loro catena è
un pensiero: Saddam è un dittatore, che ha trucidato
migliaia di persone. Chi vuole la pace vuole che continuino
ad accadere le stragi. Mi viene da scrivere. Di fatti.
Voi che mettete il banner bandiera (bellissimo, peccato
sia usato per propagandare una guerra e quindi altri
morti, altri bambini morti. Un consiglio: cedetelo a
qualche organizzazione umanitaria) cercate di rispondermi:
PRIMO FATTO: nel mondo ci sono decine di paesi
governati da dittatori, decine di stragi e morti ''per
Stato''. Solo un esempio, l'Afghanistan: i Talebani
dominavano il paese da diversi anni prima dell'11 settembre.
Sono stati armati dagli Usa, protetti, aiutati e usati
per contrastare l'invasione dell'Urss.
DOMANDA: perché gli Usa decidono di fare guerra
solo all'Iraq? Il loro ''buonismo'', la loro missione
di spazzare via dal mondo ''i cattivi'', riguarda solo
l'Iraq? E perché?
SECONDO FATTO: domani il Giappone decide di indossare
la stessa maglietta della suqadra ''buona''. si guarda
intorno e vede che in Cina non c'è democrazia, i diritti
fondamentali non sono rispettati. Decide quindi di fargli
guerra. Perché è giusto spazzare via i dittatori.
DOMANDA: chi potrebbe fermare il Giappone dal
decidere di fare una guerra ''buona''? E se poi lo stesso
pensiero venisse alla Germania?
Ecco
una foto di Shatia, una bambina afghana, malata, maltrattata,
erede dei Talebani, amici degli Usa ai tempi dell'occupazione
sovietica. Perché non mettete anche lei nel banner?

Ecco
una foto di Rachel, 23 anni, uccisa da un BULLDOZER
ISRAELIANO A GAZA. TENTAVA DI BLOCCARE LA DISTRUZIONE
DI CASE DI PRESUNTI TERRORISTI PALESTINESI. Perché non
mettete anche lei nel banner?
|
|
|
| |
NET-SABOTATO SITO
AMBASCIATA USA
Durante
la giornata di ieri (20 marzo 2003) collegandosi al sito italiano
di Greenpeace (www.greenpeace.it) si poteva raggiungere
una pagina Web per la campagna NETSTRIKE:
cliccando sulla url si aprivano in contemporanea 12 finestre
del browser con il sito dell'amabasciata americana in Italia
(www.usembassy.it). Le finestre si aggiornavano
in continuazione. In questo modo, se la catena si espandeva,
si rendeva difficile la fruibilità del sito dell'ambasciata.
Alle ore 22.00 di ieri il sit-in virtuale davanti al
sito dell'ambasciata Usa in Italia, indetto per protestare
contro l'entrata in guerra di Usa e Gb contro l'Iraq, si
è conlcuso. Dal sito di greenpeace leggiamo: ''Il sit-in
non ha provocato danni fisici o perdita di dati del server
dell'ambasciata, ma ne ha impedito l'accesso per alcune ore''.
|
|
| |
TERRORE.COM
LA VOCE DI OSAMA SUL WEB
Il
bar Torna Bin Laden. Stavolta anche sul Web. Sul sito islamico
arabforum.net
c'è la voce, attribuita al terrorista saudita, incita
a prendere le armi contro gli infedeli. "La Jihad è oggi una
necessità per i musulmani, dovete tutti combatere per sostenete
la fede".''A proposito della guerra sionista e crociata contro
la nazione islamica è dovere dei musulmani combattere per
volonta' di Dio e di incitare i fedeli a combattere gli infedeli.
E' dovere supremo combattere il nemico che sabota il mondo.
La Jihad è oggi una necessità per i musulmani e dovete tutti
combattere per tenere alta la verità''.
Inoltre il giornale arabo Al-Hayat cita un nuovo nastro sonoro
attribuito ad Osama bin Laden nel quale il capo di Al-Quaeda
afferma di voler proseguire il combattimento contro gli Stati
Uniti e che alcuni paesi arabi sarebbero obbiettivi americani
dopo l'Iraq.
DOSSIER:
TERRORE.COM:
i siti del terrore >>
|
|
| |
EGOSURFING
,L'IO ALLO SPECCHIO
A
caccia delle tracce di se stessi sul Web. Si chiama Egosurfing
ed è l'estensione in chip della vanità. Si digita
il proprio cognome su un motore di ricerca e si aspetta. In
attesa che la Rete ci dia la risposta giusta: ''ci sono anche
io!''. Confessate: chi di voi non l'ha mai fatto? Potete fare
uno scanner della vostra presenza sul Web con Wombat.dot
, WordSpy,
oppure utilizzando i meta-motori (Infohunter,
Mamma.com,
Dogphile.com,
Ixquick).
Dal Web al reale. Potete scannerizzare anche la vostra presenza
reale nella Bella Italia: Gens.labo.net
offre la mappa del vostro cognome, la
regione dove è piu' diffuso ed anche il dizionario
etimologico dei nomi.
Se invece volete tracciare la mappa regionale sul Web del
vostro sito consultate Touchgraph,
il sito che mostra graficamente i collegamenti tra pagine
Web.
Provate ad egosurfare. Con un avvertenza:
il rischio è di non trovare nulla su sè stessi..
|
|
| |
UN DATA BASE SPIONE
Ibm
annuncia la nascita del Grande Fratello del Web. La profezia
di George Orwell potrebbe avverarsi grazie ad una banca dati
''intelligente'' in grado di comunicare con altre macchine e
recepire informazioni ovunque esse siano state registrate
Un Grande Fratello formato Web. Un database (Db) che comunica
con altri applicativi in grado di stilare una sorta di ritratto
degli utenti, incrociando le informazioni registrate su mail
server, foglio di calcoli e altre macchine. E' la carta d'identità
dell'ultima generazione di Db intelligenti. Una generazione
definita ''virtuale'' o ''a rete'' che ha un chip in più di
genialità rispetto ai rivoluzionari, ma già vecchi, data base
''relazionali''. Questi ultimi consentono ogni tipo di query,
ma devono avere al loro interno tutte le informazioni necessarie.
Il nuovo figlio spione dell'Ibm che verrà messo sul mercato
a giugno con marchio Xperanto puo' invece ''comunicare'' con
altre macchine e interrogarle. Il Deus ex machina alla base
dei Db ''a rete'' è lo standard Xml che indicizza con un ''tag''
ogni tipo di informazione, indipendentemente dal software che
le ha registrate. Quali potrebbero essere le conseguenze?
Immaginate di compilare una scheda di registrazione per
ottenere una casella di posta elettronica. Siete anche appassionati
di Sport. Decidete quindi di iscrivervi alla newsletter di un
quotidiano Web sportivo. Ma amate anche i libri: quindi acquistate
su Amazon.com l'ultima opera di Camilleri. Non è finita. Il
lavoro vi trattiene in ufficio. Non vorrete mica rischiare di
non trovare i biglietti al cinema? Andate su un sito che consente
l'acquisto di biglietti online. A questo punto avete lasciato
una consistente traccia dei vostri gusti e preferenze sul Web.
Un numero di informazioni che prima potevano essere ''lette''
solo separatamente, in base ai diversi data base utilizzati.
Il Db ''a rete'', invece, potrà essere in grado di interrogare
contemporaneamente le diverse macchine sulle quali avete lasciato
informazioni su voi stessi, tirare le somme e tracciare un ritratto
perfetto della vostra personalità. Le applicazioni, ovviamente,
possono essere infinite (invio di e-mail pubblicitarie, a scopo
politico o religioso..ecc). E il pericolo più evidente è la
vendita ad aziende del vostro profilo su Internet. Da semplici
navigatori potremmo quindi essere trasformati in appetitosi
oggetti di studio e di vendita. Senza neanche saperlo.
Webolario
Data base
Archivio di risorse informative in formato digitale , che possono
essere richiamate in modo funzionale consentendo di accedere
più velocemente e facilmente ai contenuti e di compiere ricerche
complesse sull'intero volume di informazioni registrate.
Xml (eXtensible Markup Language)
E' metalinguaggio per scrivere pagine Web, ossia un linguaggio
per la definizione di altri linguaggi.
Tag
E' un elemento introdotto nel testo di una pagina Web per indicarne
la struttura o la formattazione
|
|
| |
Vecchia
lavagna addio, tutto da resettare
Gli studenti del Terzo Millennio dicono addio a lavagna, gessetto
e diario
''Rossi, alla lavagna!''.
Bastavano tre parole, dieci passi verso la cattedra e una formula
matematica da tenere bene a mente. Le mani sporche di gesso,
l'ansia da prestazione davanti alla platea dei compagni di classe
e l'abilità nel raccogliere i suggerimenti sussurrati tra un
banco e un altro. Così si consumava una giornata a scuola, tra
l'ora della ricreazione, quella del compito in classe e dei
compiti da trascrivere sul diario, amico-confidente di un anno
di lezioni. Lo zainetto pieno di libri, penne ed evidenziatori
pronti all'uso e il banco di legno intarsiato con frasi d'amore
o messaggi contro il tanto odiato prof, quello dell'interrogazione
a sorpresa e del compito in classe per file separate, vero killer
del copia copia. Fotogrammi della scuola del passato prima dell'avvento
dell'internet-mania e della sindrome da computer tutto fare.
Gli studenti del terzo millennio dicono addio a lavagna, gessetto
e diario. Tutto da resettare. Si digita sulla tastiera per prendere
appunti e i compiti si memorizzano sul palmare regalato a Natale
da mamma e papà. Addio anche al vecchio e pesante dizionario.
Gli studenti preferiscono la Rete e il sito www.sapere.it, 10
tomi di enciclopedia modello Garzanti in un sol clic. Il libro
cartaceo rimarrà negli scaffali di casa come cimelio old-economy
da mostrare ai propri figli, per la gioia dell'editoria elettronica
e un po' di malinconia per le serate passate a sfogliare le
pagine tutte vere e per nulla virtuali del nostro autore preferito.
|
|
| |
DOWNLOAD
CON IL PASSAPORTO Australia: processo contro un sito Web
americano
Non
stupitevi se un giorno anche i siti Web avranno i loro indirizzi.
Via…numero civico e cap. Lo spazio virtuale diventa reale
con una sentenza emessa dall'Alta corte Federale a Canberra,
Australia. Il tribunale ha accettato il ricorso del miliardario
australiano Joseph Gutnick che ha denunciato per diffamazione
il giornale finanziario online Barron's. La Dow Jones , proprietaria
del giornale online, avrebbe voluto invece che il tribunale
competente a dirimere la controversia fosse quello del New
Jersey dove risiedono i web server del sito. La decisione
modifica il concetto di ''pubblicazione'': se un articolo
viene scaricato in Australia, è come se fosse disponibile
nelle edicole. E ha delle conseguenze sulla liberta' di stampa.
In Zimbawe hanno arrestato un giornalista britannico sulla
base di un articolo che aveva pubblicato sul giornale online
The Guardian.
|
|
|
REAL
TRACKER, STATISTICA KILLER Le abbiamo
viste tutte. Domini rubati, redirect non autorizzati ed ora
il furto della ‘’pagina iniziale’’. Cliccando su Strumenti/opzioni
Internet del browser e’ possibile scegliere la pagina iniziale
da utilizzare non appena si apre il browser. Alcuni siti chiedono:
'’impostare ‘’nomesito’’ come pagina iniziale? In questi casi,
nonostante il fastidioso pop-up, si ha la possibilità di scegliere.
Ai tranelli della Rete se ne aggiunge un altro. Dopo aver
ciccato sul blog Blogger.com di Pino Scaccia (http://pinoscaccia.blogspot.com),
in automatico la pagina iniziale diventa http://www.findthewebsiteyouneed.com/.
LA SOLUZIONE Il fastidioso problema viene provocato dal codice
delle statistiche di Real Tracker (www.realtracker.com). Non
digitate la url perché vi fa scaricare in automatico
programmi a pagamento come Internetsex o Gamesandfun. Si tratta
di capire ora se Real Tracker è l'autore della ''frode''
o se ne è vittima anch'esso. (si ringrazia Massimiliano
Santarelli per la preziosa collaborazione)
|
|
|
L'ALTRA
GUERRA La
marcia dell'armata di Bush in Iraq prosegue (leggi
le ultime news>),
ma la guerra tra Occidente e paesi arabi si combatte anche
con armi non convenzionali: e-mail, arcivescovi e bollicine.
L'ALTRA GUERRA: LA PROPAGANDA_IN_IRAQ GUERRA
VIA E-MAIL - Il governo americano ha inviato a
siti iracheni migliaia di messaggi di posta elettronica: si
cercano potenziali disertori Le forze armate americane si
sono però cautelate: i messaggi elettronici non indicano la
fonte di provenienza, sia per aggirare la possibile censura,
sia per risultare non politicamente caratterizzati e avere
così una maggiore presa sulle coscienze irachene. Un analogo
tipo di messaggi è stato lanciato precedentemente attraverso
trasmissioni radiofoniche che possono essere ascoltate dai
cittadini iracheni. IL VESCOVO DI
BAGDAD, BUSH NON AGISCE DA CRISTIANO - «Bush ha
sbagliato a parlare di crociata subito dopo l'11 settembre,
perchè i musulmani esistono anche in Occidente, come esistono
i cristiani in Medio Oriente». Lo ha dichiarato il vescovo
ausiliare della Chiesa caldea di Bagdad, monsignor Slamon
Warduni, in un'intervista a «Il Corriere della Sera». L'ALTRA
GUERRA: BOLLICINE ISLAMICHE BEVETE
IMPEGNATO...BEVETE MECCA COLA” - Un musulmano francese
ha prodotto una bibita chiamata Mecca Cola, critica verso
la politica estera americana, per raccogliere fondi per sostenere
la causa palestinese. Le etichette delle bottiglie, alla cui
produzione ha dato inizio Tawfiq Mathluthi con l’avvio del
mese santo di Ramadan, riportano “Bevete impegnato… Bevete
Mecca Cola”. Ha affermato Mathluthi, di origine tunisina,
che “questo è un rifiuto della politica americana… questa
cola sostiene i palestinesi”. Il 10% dei proventi ottenuti
dalla vendita della bibita sarà destinato alla causa palestinese,
per esempio attraverso la costruzione di scuole, d’ospedali,
ecc. La vendita di questa bibita è incominciata in Francia,
Belgio e Germania con l’inizio di novembre. Mathluthi (46
anni) ha sostenuto che di aver ricevuto ordini d’acquisto
per più di un milione di bottiglie, con alcuni ordini provenienti
dagli Stati Uniti. Ha aggiunto: “Negli Stati Uniti, abbiamo
ricevuto ordini per la Mecca Cola da americani che non hanno
niente a che vedere con l’Islam”. ZAMZAMCOLA
- Tawfiq ammette di essersi ispirato alla Cola
iraniana, 'Zam Zam Cola', che ha grande successo in Iran e
in diversi Paesi arabi. ''Se ti piacciono le bollicine ma
odi lo zio Sam, boicottalo". In Iran, il concetto l'hanno
capito benissimo. Quando nel 1979 la rivoluzione islamica
dichiara la Coca Cola "verboten", gli iraniani, che adorano
la bibita frizzante ma un po' meno gli americani, si sono
messi a produrne una in proprio, la Zamzam Cola. Un successone.
La "Zamzam", prodotta nei sobborghi di Teheran, sta registrando
numeri straordinari (10 milioni di bottiglie negli ultimi
quattro mesi in Arabia saudita e in altri Paesi del Golfo)
e facendo la felicità del signor Firas Khawaja, general manager
al-Majarrah Foodstuffs, la società che la distribuisce a Riad.
Nel frattempo la storia delle bottiglie islamiche continua
a turbare il sonno dei manager della marca di Atlanta. A fine
luglio, Steve Leroy, responsabile della comunicazione di Coca-Cola
per l'Europa e il Medio Oriente ammette un calo sensibile
delle vendite, rifiutandosi però di fornire le cifre
del disastro.
IL
SITO DELLA MECCA COLA>>
|
|
L'Auditel ci prende per il naso?
Allora scegli Audiblog
Basta macchinette-truffa: ecco il primo
sondaggio del Web sulle preferenze televisive. Vota anche tu, e confronta
i risultati con i dati ufficiali. Morandi in mutande, il pianto di
Bosé...chi butti dalla torre?
Tra le 10
e le 10.30 di ogni mattina gli inquilini della Casa di vetro aspettano
il responso. Le coronarie diventano pesanti come una sbornia di
Bukowski. Il fegato resiste come un pungiball ai pugni di Mike Tayson.
L'equilibrio psicologico vacilla come il Mibtel dopo l'11 settembre.
Grazie all'auditel si sa chi ha fatto ascolto e chi non
Metti un pitone
in Rete.
Lascialo libero e seguilo. Sulle tracce del pubblico televisivo.
Quello senza guinzaglio, deciso a invadere la Casa di Vetro,
territorio inespugnabile da quando l'Auditel, nato per dare un prezzo
agli spot pubblicitari, diventa giudice sovrano dei palinsesti televisivi.
Morandi in mutande e il fiume di lacrime di Miguel Bosé.
E' il risultato della battaglia degli ascolti. Ma il pitone inizia
a strisciare in Rete. In silenzio per ora, comunque pronto a raccogliere
in modo informale la voce dei navigatori. E' Audiblog,
un blog in forma di sondaggio sulle preferenze televisive della
prima serata. Un progetto di Claudio
Sabelli Fioretti (penna storica de Il Corriere della sera,
''padre-direttore'' del mitico Cuore, ma anche di Abc, Panorama
Mese, Sette, Gente Viaggi) e di altri due amici bloggisti, Melba
e Ludik.
Perché l'universo blog è questo: idee libere sul Web, amicizie virtuali,
contatto diretto con il pubblico grazie ad una tecnologia semplicissima
e senza costi.
L'IDEA - ''L'idea - ci racconta Claudio Sabelli Fioretti
- nasce dalle polemiche sull'auditel ufficiale. I sospetti ventilati
sono talmente tanti che io Melba e Ludik ci siamo detti: vediamo
che cosa succede se lanciamo un sondaggio ufficialmente poco scientifico,
del tutto casuale''.
VOTO E CONFRONTO - Su audiblog potete selezionare il programma
visto la sera prima e dichiarare se vi è piaciuto o meno. I dati
vengono poi confrontati con quelli ufficiali visibili sul sito dell’auditel.
''Dal confronto – continua Sabelli - emerge che i dati divergono
tranne quello sul non ascolto. Sia auditel che il nostro sondaggio
fai-da-te un po' pecoreccio dicono che metà degli italiani non guardano
la televisione''. E in questa metà c'è anche Sabelli Fioretti
che dichiara:''Io guardo molto poco la televisione, in questi giorni
non ho visto nulla se non il Tg (preferisco il tg5 ma mi diverto
molto anche a guardare il tg4). Vedo volentieri Chiambretti, Striscia,
Blob (il più bel programma televisivo in assoluto). Non amavo Santoro,
non amo Socci,vedo volentieri Costanzo. Disprezzo i varietà (mi
piacevano quelli della tv di Bernabei) e i contenitori domenicali.''.
Dai primi dati emerge, inoltre, che i bloggisti sovrastimano
Rai 3, La7 e sottostimano Rai 1 e Canale 5. ''Quali siano i
motivi - aggiunge Sabelli Fioretti - è troppo presto per dirlo anche
perché il nostro campione oltre che casuale e spontaneo è anche
piccolo, circa 200-300 bloggisti. Quattro spiegazioni possibili:
a) i nostri bloggisti mentono, b) la7 è bistrattata dall’Auditel,
c) i nostri bloggisti abitano in zone meglio coperte dalla 7, d)
il campione dei nostri bloggisti è mediamente superiore''.
ADESIONI - Al progetto hanno già aderito più di 50 siti.
Tra questi il blog dell'inviato del Tg1 Pino
Scaccia. ''Perché ho aderito? – dichiara Scaccia -, perché
sono per principio contro l'Auditel che troppo spesso condiziona,
abbassando giocoforza la qualità dei programmi. Certo l'idea è solo
una provocazione poiché in ogni caso i partecipanti al sondaggio
sono selezionati, rappresentano cioè un mondo ancora ristretto di
superfrequentatori del web e dunque poco frequentatori della televisione.
Ma è comunque importante vedere i risultati, già ai primi approcci
contrastanti con quelli del cosiddetto pubblico medio''.
BLOG E GIORNALISMO - Un progetto, quello dell'audiblog, nato
quindi dalla passione per Internet di Sabelli Fioretti che gestisce
dall'ottobre del 2001 il
suo blog nato ''sull'esperienza di Prima Pagina e dal colloquio
con gli ascoltatori di quella rassegna stampa di Radio 3. Poi si
innesta sul filone di Caterpillar, la trasmissione di Radio 2 condotta
da Cirri e Solibello''. ''L'utenza - continua Sabelli - è un pubblico
abbastanza curioso, colto, interessato alla politica, generalmente
ma non esclusivamente di sinistra. I dibattiti sono molto infuocati,
temi quelli della giustizia, della crisi della sinistra, del regime
berlusconiano''. Le preferenze. ''Vado a curiosare ogni giorno
su wittgestein.it,
pinoscaccia.blogspot.com,
dagospia.com
e non mi perdo una delle "lezioni" su filipposolibello.blogspot.com.
Non posso evitare di andare a controllare ogni giorno quanti ascoltatori
si sono iscritti al Pa.Po.Po (il partito popolar populista) che
ho fondato dalle frequenze di Caterpillar (a tutt'oggi sembra che
si siano tesserate 15 mila persone, roba da non crederci)''.
VOTA SU
AUDIBLOG
IL
BLOG DI CLAUDIO SABELLI FIORETTI
IL
BLOG DI PINO SCACCIA
TORNA
SU
Blogorroici
sul Web
Diari digitali
con un clic. Intervista a Pino Scaccia, inviato del Tg1 e bloggista
per passione
Per
fare un blog ci vuole un blogger. Gli alberi e i fiori della new
economy diventano parole in libertà, voglia di esprimere fatti e
pensieri in uno spazio autogestito su Internet, un canale di comunicazione
personale. La procedura per creare un diario di bordo digitale è
semplice: basta iscriversi al servizio gratuito su blogger.com e
il gioco è fatto. Si scrive, si preme il tasto publish e il testo
viene pubblicato all'istante su Internet, di fronte ad un universo
di lettori. Si possono usare le pagine "preconfezionate" messe a
disposizione dal sito e battezzare la nascita di un dominio del
tipo nome.blogspot.com. Oppure inserire il proprio blog in una pagina
tutta propria. Il risultato sarà ad esempio www.nomesito.it.
Nascita di una tribù che blogga
Cosa
significa "blog"? E' la contrazione di "web log", un mezzo nato
tre anni fa dall'idea geniale di due ragazzi negli Stati Uniti,
stanchi di perdere tempo per aggiornare il proprio sito. Cinquanta
esemplari nel '99, e decine di migliaia di siti personali all'alba
del 2002.
Il weblog fa bene anche alla libertà
Alfred
Hermida, giornalista iraniana che vive in Canada, racconta
su Bbc News dei weblog iraniani al femminile, unico mezzo
per consentire alle donne del paese di parlare di temi considerati
tabù come sesso ed emancipazione femminile.
I bloggisti si incontrano
A Padova
arrivano i blogorroici. Workshop sul fenomeno a Webb.it, il 6 luglio
alle ore 12. Per informazioni cliccate
qui
Morto un blog se ne fa un altro
Su Pioggiacida.com
l'annuncio: '' Putroppo il mitico Newspro, lo script gratutito (in
Perl) con il quale tanti blog, compreso questo, sono da sempre stati
realizzati non è più supportato dai suoi autori. La buona notizia
è che lo script verrà reso open source, cosa che da un lato potrà
far sì che Newspro diventi sempre migliore, ma che, d'altro canto,
allontanerà i meno specializzati, gli hobbysti, i bloggisti senza
troppe conoscenze tecniche.'' Continua
>>
Intervista a Pino Scaccia, inviato del Tg1
e bloggista per scelta Pinoscaccia.com,
un sito che privilegia il ''filo diretto'' con gli utenti, che recupera
il rapporto con il cittadino, consentendogli di raccontare le piccole
e grandi storie vissute. Cosa ti ha fatto approdare al mondo Blog?
La
possibilità di un dibattito quasi in tempo reale. Uno strumento
veloce, facile da aggiornare in pochi minuti e dunque capace di
lanciare proposte e provocazioni. Per uno che lavora in Tv, come
me, è molto utile e importante capire cosa pensa la gente. E’ anche
divertente uscire dall’ufficialità e dire quello che penso. Qualche
volta mi spavento, quando chiedono consigli.
Che tipo di utenza blogga sul suo sito?
Di
varia umanità. Giovane, prevalentemente e mi fa molto piacere, ma
è scontato perché il mondo del web appartiene in gran parte ai giovani.
Ci sono studenti e professionisti. Livello culturale piuttosto alto,
mi sembra, vista la qualità delle discussioni. Ci sono di destra
e di sinistra, con leggera prevalenza della sinistra ma in senso
lato, intesa come cultura.
Quali sono i dibattiti che infuocano le tastiere della sua tribù?
Sicuramente
il più infuocato è stato quello sull’eliminazione degli azzurri,
ma il dibattito non è stato tanto tecnico-calcistico quanto sociale,
per lo più. La storia di Erika e Omar, Cogne e anche la mafia dopo
Falcone hanno avuto molta partecipazione.
Che tipo di preparazione tecnica è necessaria per realizzare un
blog? Questione di chip o di cuore?
Non
ho dubbi, per quanto mi riguarda. Cuore, soprattutto cuore. A livello
tecnico basta poco, ormai se sei sveglio trovi tutti gli strumenti
preconfezionati. Per conquistare l’attenzione è indispensabile il
coinvolgimento. Perché uno, fra miliardi di pagine web, dovrebbe
venire da te e addirittura scriverti? Gli deve piacere quello che
proponi. Certo, una veste grafica accattivante fa il resto, ma non
è decisiva.
Passiamo alla sua esperienza con Internet. Si parla tanto di crisi
dei contenuti sul Web. Cosa ne pensa?
Beh,
sapendo cercare c’è ancora buona roba. Idee talvolta addirittura
geniali. Ma si è così diffuso che c’è pure tanta robaccia, gente
che scrive per se stessa e magari senza molto da dire neppure davanti
allo specchio. Basta scegliere. Sono onesto: se non avessi riscontro
nelle visite smetterei subito. Significherebbe che non suscito interesse.
Per ora non corro rischi, per fortuna. Trovo sempre nuovi amici.
E allora hai voglia di andare avanti.
Un suo giudizio sul giornalismo online. Meglio o peggio di quello
televisivo?
Che
c’entra? Sono due strumenti assolutamente diversi. Il mondo televisivo,
facendo un discorso generale, è arrivato a degenerazioni che combatto,
ma il giornalismo online spesso è dilettantistico. Quello del giornalista
resta un mestiere che naturalmente s’impara a bottega. Se in un
sito informativo c’è un mastro artigiano la differenza si vede.
E poi è una questione di tempi: è il rischio della televisione,
figuriamoci del web. La frenesia di aggiornare spesso produce superficialità.
Segnalaci un sito ''cool'' e uno ''da urlo''
Per
siti cool, personalmente, intendo quelli che visito squisitamente
per informarmi. Ne visito molti: da quelli legati ai giornali, alle
agenzie, al Nuovo, alla Cnn. Quelli da urlo sono, naturalmente,
quelli folli: tipo Fuorissimo, Sballai, Clarence e anche Dagospia,
per i pettegolezzi sulla Rai. Molti di noi lo hanno come pagina
iniziale: sperano sempre di esserci.
Domanda che non posso non farle. E' stato inviato in Afghanistan.
Ha visto e sentito cose che a noi arrivano spesso solo con il filtro
dei media. Quale crede possa essere il futuro di questo paese al
centro dei dibattiti internazionali?
Ci
sono cose, appunto, che non si possono spiegare ma che vanno vissute.
Come puoi spiegare la fame, la paura? Ho trovato l’Afghanistan in
pieno Medioevo. La pace è finta. Ci vorrà ancora molto tempo prima
che possa avvicinarsi a una condizione di vita decente.
E' uscito il suo ultimo libro, ''Kabul, la città che non c'è''.
Quale crede possa essere la prima riflessione del lettore che ha
finito di leggere l'ultima pagina?
Spero
di aver suscitato nei lettori qualche dubbio. Da certe parti non
fanno molta differenza fra il bene e il male. Il popolo afghano
è distante dai talebani, ne è anzi vittima. Ma cerco di far capire
anche perché da quella parte del mondo c’è gente che odia talmente
l’Occidente da averlo colpito così duramente. Per un cronista spesso
è più importante porsi delle domande, piuttosto che darsi delle
risposte.
La persona e il paese che l'hanno più colpita girando il mondo come
inviato?
Il
posto, più che il paese, è sicuramente Chernobyl. Quel viaggio al
centro dell’apocalisse, a cinque anni dal disastro nucleare, mi
ha cambiato come uomo. Da allora, cioè da quando ho visto con i
miei occhi la fine della terra, sono molto sensibile ai guasti prodotti
dal nostro mondo. Ho tante persone nel cuore. Bambini e donne curde
al confine fra Iraq e Kuwait, rifiutati da tutti. E poi anche Erika,
quando ho incrociato i suoi occhi fuori la villa della strage. E
poi la gente incontrata nei villaggi in Africa: non avevano mai
visto un uomo bianco. Mi sono sentito a disagio.
Pino Scaccia: il
sito, il
weblog e il
libro: Kabul, la città che non c'è.
TORNA
SU
ESERCITO USA CERCA VOLONTARI CON UN VIDEOGAME
Quattro
luglio in Usa: il primo dopo l'11 settembre 2001, il primo che verra'
vissuto con la grande paura di un nuovo attentato. Il 4 luglio 2002
sara' anche il giorno del lancio di "America's Army" un sofisticato
videogame in 3D che fa toccare con mano ai giocatori la vera vita
del militare, dalla caserma ai momenti di battaglia. I primi 10
livelli di gioco si possono scaricare gratuitamente da www.americasarmy.com
e da altri siti come www.goarmy.com, www.nvidia.com, www.fileplanet.com
a partire da domani. I livelli seguenti si potranno scaricare ogni
settimana. "America's Army" e' diviso in due parti: "Soldiers",
un gioco di ruolo in cui i giocatori vivono in prima persona l!
'addestramento militare; "Operations", un action game che vede i
soldati impegnati in una missione. A differenza di altri giochi
simili, "America's Army" e' uno strumento ufficiale studiato per
far arruolare volontari.
Arriva la tastiera invisibile
Immaginate una
tastiera per computer palmare. Immaginatela soltanto perché,
fisicamente, non c'è proprio. Al
suo posto, un visore portatile, pronipote degli ingombranti "caschetti"
delle realtà virtuali, e due sensori collegati al palmo delle
mani. Non occorre altro per digitare sulla tastiera virtuale e materializzare
il testo – esercizio, diario o articolo di giornale – dentro al
palmare. Senseboard è la società che ha inventato
la tastiera virtuale e che conta di venderne milioni di esemplari
nei prossimi anni. E non è l'unica a pensarlo: il colosso
coreano Samsung (www.samsung.com) sta perfezionando un sistema analogo,
chiamato "Scurry", che funzionera' senza fili grazie a Bluetooth.
www.senseboard.com
TORNA
SU
Hacker
di professione con due euro
Debutta il 15 maggio nelle
edicole italiane la prima rivista dedicata al mondo degli hacker,
i pirati informatici. "Hacker Journal", questo il nome de lla
testata, è un mensile e avrà una tiratura di partenza di 150mila copie.
A editarla e' la 4ever srl, di proprietà al cento per cento di Luca
e Marco Sprea. Lo stesso Luca Sprea figura anche come direttore responsabile
della rivista, che consiste in 32 pagine confezionate da un service
editoriale. Il prezzo al pubblico è di 2 euro. La copertina del primo
numero presenta il caratteristico teschio con benda nera, simbolo
dei pirati. Ma il messaggio e' tutt'altro che quello di incitare alla
pirateria informatica. "Hacker Journal", che spera di arrivare a una
diffusione di almeno 50mila copie, tenterà di svelare tutti i misteri
legati agli hacker, in modo da rendere più sicuri i sistemi informatici.
La rivista ha anche una sua edizione online, ma a quanto pare
anche gli hackers di professione vengono attaccati da loro simili.
Digitando www.hackerjornal.it
il risultato è l'antipaticissipa scritta ''Impossibile trovare
pagina''. Colpiti dagli hackers?
TORNA
SU
E la privacy?
La newsletter di Smau.it rende visibili le e-mail dei destinatari.
Rivolta sul Web
Martedì 7 maggio una decina
di mail con oggetto ''E la privacy?'' inondano le caselle di posta
elettronica degli iscritti alla newsletter di Smau.it. Fabrizio
Liverani è stato il primo ad accorgersi della gaffe del sito che
ha inviato una newsletter con i nomi degli iscritti visibili. Ecco
il testo della mail di Liverani ''Signori, vi sembra naturale
che una newsletter di SMAU ( dovrebbe rappresentare l'evoluzione
tecnologica ) venga spedita con così poco rispetto della privacy
dei destinatari, tanto da permettere a uno qualsiasi, come sto facendo
io ora a scopo solo conoscitivo, di sfruttare la conoscenza degli
utenti registrati e mandare mail a tutti? Io annullo immediatamente
la mia registrazione alla newsletter''. E' stato il caos. Il
testimone della protesta è poi passato a Marco Turolla, Luigi Locatelli
e Lina Fioratti, decisi a disdire l'annullamento all'iscrizione
per il mancato rispetto della privacy. Pronta la risposta di Livia
Angotta, responsabile marketing di ICT online, che invia una mail
di scuse che recita così:''Le inviamo le nostre scuse per l'errore
verificatosi. Siamo sempre molto attenti ad evitare inconvenienti
del genere che siamo i primi a ritenere estremamente gravi''.
Conclude la vicenda Ilaria, una saggia navigatrice che snervata
dalla catena di mail prodotte dall'errore scrive:''Deve andare
avanti ancora molto questa belin di catena o potete finirla?!??!??!??!??
E BASTA!!!!!!!!!!!!!!!! Hanno sbagliato, si sono scusati, ora bastaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Cancellatevi in silenzio e non rompete le palle!''.
TORNA SU
Internet
parla in dialetto
«Si
na palla 'e 'nzogn, miettete scuorno», grida la bilancia napoletana
su Internet per dirvi che dovete mettervi a dieta (www.bengodi.org/umorismo/bilancia_napoletana.htm).
«Come t'ntitoli?» sentenzia lo zingarelli online della periferia
romana traducendo la frase
“Come ti chiami?” (http://mostacci.home.cern.ch/mostacci/espressioni.html).
Il dialetto è vivo e si alimenta sul Web. Nessuno stupore quindi
se navigando nel portale della lingua friulana (www.friul.net) per
tornare alla home page (la pagina d’accesso al sito) dovete cliccare
sulla scritta “jentrade”. O se il termine “clicca” diventa “chiscia
chichinscì” su www.elmilanes.com. I siti in dialetto sono tantissimi
e toccano molte parti d’Italia. Volete imparare il sardo? Allora
www.isolasarda.com è quello che fa per voi. In Liguria domina www.zeneize.net,
il portale in genovese, mentre a Bologna il sito di riferimento
è http://beam.to/bulgnais. Ci sono siti anche per gli stranieri.
Su www.duesicilie.org troverete un corso in inglese del dialetto
napoletano, e su http://members.tripod.com/~DeVecchi/vocabolari.html
il vocabolario milanese-inglese. Se quello che desiderate è una
totale immersione nella Padania allora non vi resta che scaricarvi
il “quadernin padan” (www.prov-varese.leganord.org) ossia il notepad
per Windows versione Bossi. Se invece dovete trasferirvi a Milano
e volete adattarvi subito al linguaggio scaricatevi “Finester”,
il sistema operativo Windows completamente nel dialetto della Madunina
(http://digilander.iol.it/batkazzate/finester95.zip).
TORNA SU
Una
mail per dirsi addio
''Lasciamoci da vigliacchi'', il sito per dare il benservito al
partner senza guardarlo negli occhi
Dillo per tre volte, in
fretta: 'ti lascio, ti lascio, ti lascio'. Guardati allo specchio.
E riprova. Immagina il tuo partner davanti a te. Se il risultato
è un volto imbarazzato tendente al rosso clandestino, le spalle
striminzite come la capacità recitativa di Tom Cruise, lo sguardo
perso nella visione di te colpito a più riprese da pugni e schiaffi,
allora, corri ai ripari. Diciamocelo, dargli il benservito non è
facile. E allora? 'Lasciamoci da vigliacchi', ossia, inviagli una
e-mail. Arriva Wasniceknowingyou.com (www.wasniceknowingyou.com),
il sito americano che 'fa il lavoro sporco per te'. Così recita
la frase di benvenuto del sito. E' sufficiente registrarsi, indicare
l'e-mail della 'vittima' e il gioco è fatto. E poi, di nuovo in
corsa. Oltre a ' scaricare' il tuo partner il sito offre la possibilità
di farti incontrare una nuova anima gemella, magari, questa volta,
quella giusta. Si inseriscono le proprie preferenze (sesso, età,
etc.), il numero di cellulare e si aspetta con pazienza l'arrivo
di un Sms: 'abbiamo trovato il tuo partner ideale, collegati'. Se
invece alle e-mail preferite il telefono, allora rivolgetevi a Rejectionline.com
(www.rejectionline.com). Il sito consiglia di dare all'innamorato
testardo, quello che proprio non vuole saperne di lasciarvi in pace,
il numero di telefono di un servizio di lusso per dirsi addio con
l'aiuto di 'specialisti nel rifiuto'. Dall'altra parte della barricata.
Vi hanno lasciato e magari proprio con una e-mail. Cliccate su Dumpkit.com
(www.dumpkit.com). L'offerta (11,95 dollari), questa volta, consiste
in una bambolina vudu completa di spille per trafiggere il cuore
dell'ex partner.
TORNA SU
Amore
vero al primo bit
L’anima gemella è online: a Londra il primo ''ballo dei senza appuntamenti''
Avvertenza:
chi ama la vita da single non potrà mai capire quello che segue.
E se amate la vita da single vuol dire che non vi siete mai trovati
davanti ad un specchio sabato sera per tenervi compagnia. Scena
prima, atto primo. Le pagine della vostra rubrica sono così bianche
da far impallidire anche la Luna. Atto secondo. Ascoltate i rumori
provenienti dalla festa del piano di sotto. Inutile tentare di presentarvi
con una cassa di Martini. George Clooney è già passato. Non resta
che affidarsi alla scienza, non a quella chirurgica per una plastica
facciale, ma a quella informatica per incontrare l'anima gemella.
A combinare l'incontro con il partner più azzeccato ci pensa il
computer. E' accaduto a Londra dove sabato si è inaugurata la prima
edizione del 'ballo dei disperati per senza appuntamenti'. I dati
forniti da ogni partecipante sono stati elaborati da un computer,
che ha scelto le coppie. Ad Ashrina, 21 anni, è andata bene. La
scelta del cervellone è caduta su David, 24 anni. 'Fantastico. Mi
ha portato addirittura un mazzo di fiori', ha dichiarato lei in
preda ad raptus amoroso tutto file e chip. Ha vinto il feeling umano
su quello cybernetico nel caso di Will, abbandonato ancora prima
di entrare nel locale dalla compagna scelta dal computer che a lui
ha preferito un australiano. Insomma una rivoluzione degli approcci
da far impallidire Casanova. Insomma una rivoluzione degli approcci
da far impallidire Casanova. C'è chi scarica un programma per chattare
e si ritrova con un anello al dito. E' il caso della chat Icq che
ha fatto convolare a nozze centinaia di sconosciuti (www.icq.com/channels/life-and-love/events/wedding/gallery-2.html).
Mentre i convinti, ma non troppo del matrimonio possono sempre passare
alla fase 2: la creazione di una seconda vita virtuale navigando
su MatrimoniOnline il primo sito finalizzato alla celebrazione di
matrimoni in Internet. Si sceglie l'abito da indossare, la città
e il gioco è fatto.
LINK:
www.icq.com/channels/life-and-love/events/wedding/gallery-2.html
http://www.matrimonionline.it
TORNA
SU
Url nel silenzio
Ghost Sites, il cimitero dei siti sul Web
Le
Dot-bomb al microscopio. Un
necrologio versione Web per dare l'ultimo saluto ai siti che non
ce l'hanno fatta, quelli che hanno creduto nella bolla Internet e
ci hanno lasciato il chip. Si chiama Ghost
Sites il cimitero virtuale nel quale Steve Baldwin, 45 anni di
New York, seppellisce dal 1996 tutti i siti che hanno fallito. Al
posto delle lapidi una print screen dell'home page dei 639 defunti
fino ad oggi archiviati. In qualche caso i webmaster dei siti danno
l'estremo saluto e rimandano a tempi migliori per il rilancio
del progetto. Qualcuno ce l'ha fatta. Wine.com
defunto nel 1998 è poi resuscitato in perfetta forma. Niente da fare
per arte e musica sul Web sepolti in Zivago.com o per gli acquisti
di giocattoli online su E-toys. Fallisce anche l'idea di creare la
moneta unica del Web. Il sito Floozy.com consentiva di inviare via
mail una cartolina modello carta di credito che il ricevente poteva
spendere online sui siti dell'e-commerce. C'è anche l'anticamera della
morte, uno spazio dedicato ai siti moribondi. E' il caso di Botw.org
che monitorizza la Rete per attribuire The Best of the Web Awards.
Peccato che le recensioni dei siti siano ferme al 1997.
''Morte e Web'' sembra essere un accoppiata vincente. Si diffondono
sulla Rete i cimiteri virtuali per gli animali: lapidi in formato
gif per ricordare l'amico dal musetto umido degno di coccole e ricordi.
Passando dai cip agli animali
si arriva fino agli uomini. Nasce la lapide multimediale. A Piacenza
nel cimitero di settima di Gossolengo un monitor sostituisce la fredda
lastra di marmo. Il monitor si accende con un telecomando. Nel teleschermo
scorrono le immagini del defunto, filmati e testi scritti. Sconsigliamo,
invece, ai più scaramantici Deathclock.com.
Inserendo i propri dati anagrafici l'orologio della morte indicherà
la data precisa del nostro trapasso.
Poveri figli della new economy. Condannati a scoprire sul Web la morte
della propria azienda, a seppellire il proprio cane in un cimitero
virtuale e a festeggiare il 2 novembre con in mano un telecomando
al posto dei fiori, costretti a cambiare canale per ricordare i propri
defunti.
LINK:
www.mpxreview.com/shockwave/ghost_sites_1.swf
www.disobey.com/ghostsites
www.botw.org/
www.amicipersempre.it/
www.deathclock.com/index.cfm
TORNA
SU
Sei entrato in loop?
Lingo: il linguaggio del Web contamina il vocabolario. Le terminologie
informatiche diventano modi di dire
Come si dice dalle vostre
parti? Se a Roma tentare di far colpo su una ragazza si dice "rimorchiare",
a Milano "cuccare" e a Napoli "acchiappare" nel mondo dei cyber-nauti
esiste una sola formula consacrata da Carlo Verdone nel film Il
gallo Cedrone:''Che bel sito! Te c'hanno mai cliccato sopra?" .
Contaminazioni informatiche nel linguaggio comune, o meglio il sopravvento
del neonato "lingo" (in gergo il linguaggio della Rete) sui nonni
della lingua italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio. Non meravigliatevi
se vostro marito nel tentativo di giustificare l'ennesimo sì all'invito
di mamma per il pranzo domenicale userà espressioni del tipo "l'ho
fatto di default", ossia le ho dato l'ok, automaticamente, senza
pensarci. Oppure se in ufficio il vostro capo per comunicarvi che
non avete idee originali, ma solo copie vi grida: "ti hanno masterizzato
il cervello?". Attenzione a vostro figlio se lo sentite sussurare
"papà è entrato in loop" nel bel mezzo di una vostra ramanzina sui
valori della vita. Vi sta praticamente accusando di ripetere all'infinito
la stessa frase senza senso. Sentitevi adulate, invece, se il ragazzo
dei vostri sogni, quello che aspettate di vedere ogni mattina alla
fermata dell'autobus vi dice:"interfacciamoci". Nel vocabolario
delle chat significa "conosciamoci, facciamo l'amore". Niente paura
se vostra sorella vi confida che il modo migliore per restare alla
moda è "fare copia e incolla". Non è diventata cleptomane. Sceglierà
semplicemente il suo nuovo look in base a quello che indossano gli
altri. Cominciate, invece, a preoccuparvi, se vostro marito, impiegato
in un'azienda Internet, parlando dei progressi di vostra figlia
con un collega confessa che la sua piccola "ha fatto il suo ultimo
up-grade" (aggiornamento)... ha messo i primi dentini".
TORNA
SU
A
lezione di spionaggio
Su Internet il manuale del perfetto 007
Bugiardi incalliti,
infedeli fantasiosi unitevi. E spremete le meningi per scovare scuse
ancor più raffinate. Internet dichiara guerra al tradimento e vi
insegna le regole per diventare un perfetto 007. Cliccate su www.tuttocorna.it
e imparate a pedinare senza farvi scoprire. Via impermeabile, cappelli
e giornali per nascondersi il viso. Mantenete una distanza di 200
metri e usate un motorino, magari prestato. Vostra moglie flirta
online? Niente paura. C’è Spectorsoft.com (www.spectorsoft.com
), il software “indiscreto” che sorveglia l’attività online
di chi usa il computer. Il detective elettronico, al servizio di
mariti, mogli e genitori sospettosi, è in grado di spiare le e-mail
e le conversasioni in chat. Sognate di sapere dove si trova in ogni
momento il vostro partner? CellPoint Finder (http://ldz.cellpoint.com
) è quello che fa per voi. Con questo servizio, chiunque abbia
il proprio GSM acceso e sia iscritto ad una “lista di amici”, può
essere localizzato da chiunque possieda il suo numero di telefono.
Tempi difficili per i traditori quindi.Specialmente se qualcuno
è in vena di vendetta, vuole smascherarvi e conosce Internet. Può
sempre capitarvi quello che è successo a Manuela: una serata in
discoteca, un bacio di troppo, qualche foto scattata di nascosto
e il tutto pubblicato su Internet grazie all’ingegno di una sua
“cara amica” (www.matrixmagazine.freeweb.supereva.it ), che
la rimprovera dicendole «non si fanno queste cose se non si è sicuri
di farla franca!».
LINK:
www.tuttocorna.it
www.spectorsoft.com
TORNA
SU
Un
mio clone? No, grazie
Nasce negli Usa il copyright del Dna contro gli sciacalli delle
celebrità
ROMA - La moda da clonazione
spaventa le star di Hollywood anche se un Brad Pitt nato in laboratorio
renderebbe felici, a dire il vero, un'intera popolazione di ragazze.
Un Marloon Brando su ordinazione, una Penelope Cruz come regalo
di compleanno per il proprio figlio e il gioco è fatto. Qualcuno
ha fiutato l'affare ed ha creato il Dna Copyright Institute. Per
1.500 dollari è possibile registrare la propria mappa genetica,
ossia il pacchetto di istruzioni scritto in un codice chimico che
stabilisce la nostra carta d'identità, ed evitare che qualcuno ci
possa clonare contro la nostra volontà. Accade negli Stati Uniti
dove tutto è possibile. Gli organizzatori del Dna
Copyright Institute pensano soprattutto alle celebrità come
possibili clienti. Il movente che li spingerebbe a registrare il
proprio codice genetico sarebbe la mandria impazzita dei fans e
la loro mania di emulazione. Altro bacino di utenza potrebbe essere
quello dei campioni dello sport. Nella Roma-mania post scudetto
immaginate quanti avrebbero voluto riprodurre il Totti nazionale?.
Dal punto di vista legale però c'è un problema. L'ufficio
del Copyright degli Stati Uniti afferma che il Dna di una
persona non può ottenere il copyright perché non si tratta di un'opera
originale, frutto della creatività. Ossia? Un quadro d'autore è
più unico di una persona in carne ed ossa? Impazziamo. Copie di
uomini che spaventano altri uomini definiti non originali, mappe
genetiche che ci dicono chi siamo, ma che non sono di nostra proprietà.
Se la battaglia per ottenere un uomo superdotato su ordinazione
sembra ancora lontana, quella per generare superpolli
da allevamento diventa più facile. Due aziende americane, la Origen
Therapeutics e la Embrex, hanno già ricevuto un finanziamento di
circa 4 milioni di dollari dall'Istituto americano di scienza e
tecnologia per produrre volatili resistenti alle malattie, in grado
di crescere rapidamente con poco cibo.
Arriverà il giorno in cui nei supermercati potremmo ordinare un
pollo fritto di 20 chili con contorno di Tom Cruise e Jennifer Lopez?
LINK:
http://www.dnacopyright.com/
http://lcweb.loc.gov/copyright
|
|
|