SCANNER, IL MONDO inVISIBILE (il mio)
Appunti
dal mio moleskine e dai miei blog
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HO
FATTO UN SOGNO Ho
sognato e poi mi sono svegliata. Eccomi qua e mentre scrivo mi accorgo
che ho i polpastrelli anneriti dalla stampa e che quel giornale appena
sfornato, sta sulla mia scrivania. |
ore 3.32 |
| +2,5....
CRONACA DI UNA MATTINA FELICE Mi sveglio, saluto il mio cane, mi vesto (a sì..prima mi lavo), corro al bar (ci sono i giornali; faccio prima al bar che a raggiungere l'edicola..)...Azz....Il Messaggero lo sta leggendo uno...Intanto ordino il cappuccino. Mi metto dietro quello che legge il ''mio'' Messaggero. Sbircio. Gli sto col fiato sul collo. Lui si gira. Lo guardo malissimo. Lui si allontana. Finalmente ho il giornale in mano. Lo sfoglio. Cerco l'articolo. Non lo trovo. Intanto il mio fidato barman mi sussurra gridando: ''a signorì...gle se fredda er cappuccino!!!''. Urlo:''un attimo! Sto' a legge!!! (e penso: sai quanto cazzo me frega der cappuccino!)''. Finalmente trovo l'articolo. Grido:'' e olèèèèèè!!!!!''. Il barista non capisce. Gli dico:''leggevo l'oroscopo..Branko dice che oggi rimorchiero'..(unico linguaggio che il mio fidato barman conosce:-)))). Capirete meglio dopo le 12.00. Capirete anche il titolone +2,5... ecco il perché >> (31 marzo 2003) |
Chattando
con un palestineseTerre di nessuno Ieri ho chattato con Mousa, amico palestinese profugo in Giordania. Era preoccupato per alcuni suoi parenti che vivono in Iraq. Non ha piu' loro notizie da diversi giorni. Mi ha detto che subito dopo l'attacco all'Iraq si sono rifugiati nel deserto, al confine tra la Giordania e l'Iraq. Non capivo. Gli ho chiesto sotto quale giurisdizione fosse quel territorio: irakena o giordana. Mi ha risposto che quella è terra di nessuno. Contesa tra quattro Stati: Iraq, Siria, Giordania, e Arabia Saudita. Banalmente ho detto:''dura la vita nel deserto..''. Mousa risponde:''sì, è dura, ma è l'unico modo per scappare da israeliani e americani''. Mousa ha detto così. Ha poi aggiunto:''sono bloccati lì, non possono tornare indietro perché c'è la guerra. Non possono andare avanti e entrare in Giordania perché il governo non glielo consente''. Mousa è arrabbiatissimo. Mi ha scritto che vorrebbe andare in Iraq a combattere gli americani. Gli ho detto:''no, non farlo! Resta a casa!''. Lui dice che non ha casa, che la Giordania non è la sua casa e poi conclude:''cosa dirti cara, è difficile stare in silenzio di questi tempi''. Ci salutiamo. (30 marzo 2003) |
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Busso al centro di Roma. Per dare un morso al mio sogno. Entrare, gustare di fretta il sapore amaro. E deglutire. Ancora non so se riusciro’ a rosicchiare. Ma intanto ci provo. E mi trovo a piazza Sant’Eustacchio. Dove si dà appuntamento la Roma bella. Quella magra, capelli da telenovela, borsa di pelle chiara, completo nero e faccia da primo piano. Qui sono tutti così. Anche le ‘’cose’’ sono diverse. Dall’Antica cartotecnica si paga 11 euro per una penna. Dalle mie parti ci penso 11 volte prima di comprare una pilot costo due euro. Mi metto a guardare. E trovo l’unica cosa che sento un po’ familiare. Una Fiat Marbella bianca, sporca dentro e fuori. Ha pure un finestrino mezzo aperto. E mi ci ritrovo appoggiata. A guardare questa bella Roma. |
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Oggi
ho conosciuto un mondo, fatto di sogni, speranze e delusioni. |
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GUERRA, SI PUO' DIRE ''NO''? La
guerra delle bandiere in città. La pace dei sensi in Parlamento. E
il silenzio in Tv. |
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RINSAVITE... PRIMA DI ESSERE AMMAZZATI Stati
Uniti in prima linea. Per portare la cultura della democrazio nel
mondo. E impongono alla comunità internazionale una guerra offensiva
che in pochi vogliono. Rendiamo grazie agli Usa. |
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Si
scambiano messaggi la notte. Come fossero ossigeno. |
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Il
bar angolo Via Costantino, Bob il professore americano simile a Robin
Williams e quello scantinato chiamato scuola del corso di Marketing
nel settore degli audiovisivi. Tutto gratis, pagava la Regione. Nessun
tipo pariolo a ricordarti che se nasci a certe langitudini ci cresci
e ci invecchi. Tutti con la voglia di imparare qualcosa di nuovo.
Qualcuno dormicchiva sul banco verde formica perché lavorava
in un'impresa di pulizie. Un'altra perche' studiava per il conocorso
al Senato. Scema direte voi..no! Era solo un po' ingenua. Io andavo
carica di fotocopie perché fare la struttura delle tesi e trovare
i materiali fa guadagnare parecchio. Eravamo
un gruppo affiatato. Si era creata quella strana magia tra individui
che condividono una condizione: il limbo, la sospensione dopo la laurea,
il ''e mo' che m'envento pe' trova' lavoro?''. Quella condizione in
cui le scelte sono decisive. Come
quando sparai ad un colloquio procurato da mio padre (settore assicurazioni
auto) ''io amo Internet, sarebbe bene vi creaste un sito Web'' e poi
''quale sarà il mio potere decisionale?''. La scampai: definita
troppo ambiziosa e qualificata per il ruolo da impiegata. A MODO MIO, Negrita Prende bene stare fuori oggi che è primavera prende bene andare in giro con il sole che saluta la sera oggi che è primavera E ho buttato via i pensieri via la noia e il magone li ho buttati tutti quanti stamani tutti dentro a un bidone e fuoco col kerosene E a modo mio, a modo mio sono contento un poco anch'io E a modo mio, a modo mio sono contento un giorno anch'io E a modo mio, ringrazio Dio oggi la storia la faccio io, a modo mio E' che oggi sono in forma oggi è un giorno speciale di quei giorni che non vengono spesso come le eclissi di sole che le puoi quasi contare E le bambine, le bambine oggi sono gentili le bambine oggi fanno un sorriso ai fischi dei militari oggi è un giorno alla pari E a modo mio, a modo mio sono contento un poco anch'io E a modo mio, a modo mio sono contento un giorno anch'io E a modo mio, ringrazio Dio oggi la storia la faccio io, a modo mio |
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Tra
sogni e cazzotti Esco
col cane e gli sussurro ‘’fai ‘sta cacca, ennamo’’.
Inizia a fare freddo. In strada non c’è nessuno e dall’angolo della
via potrebbe sbucare un vampiro o peggio ancora il mio vicino. Sai
che colpo, per tutti e due. Mi scoprirebbe in versione nightmare,
con la felpa blue gigantesca con la scritta New York indossata maldestramente
anche il 12 settembre 2001 a lavoro mentre scrivevamo dei morti delle
Torri e i pantaloni della tuta per le lezioni di spinning mai iniziate.
Le scarpe sono quelle comprate l’altro sabato. Una soddisfazione.
Fino a quando le mostro a una mia amica che commenta ‘’a La’… sono
come tutte le altre’’. E no. Stavolta ho osato: ho abbandonato
il nero per il marrone. E poi sono morbide, calde e cicciottelle.
Sono simpatiche. Sarà strano, lo so, ma con le scarpe ho sempre instaurato
un rapporto umano. Ci sono quelli che danno i nomi alle macchine,
alle barche o al loro sesso. Io mi affeziono alle scarpe. Fino a qualche
anno fa rigorosamente da ginnastica. Ricordo le reebok nere.
Diciassette anni. Quando ti capita di innamorarti alla follia, inizi
a chiederti '’perché’’, e non trovi nè risposte, nè sollievo. Quanto
le ho amate quelle scarpe. Ce l’ho ancora. Bucate, aperte in punta,
soprattutto la destra. E devo stare attenta e difenderle dai raid
improvvisi di mio padre che decide anche quello che deve e quello
che non può stare in casa. Mi chiedo cosa gliene possa fregare se
in fondo a un piano della scarpiera nascondo le mie reebok. Le
ho portate con me anche all’esame di maturità. Sto per entrare
per l’orale e quella toscana un po’ fagotta dell’insegnante di italiano
mi incoraggia con un ‘’belle scarpe.. ma non ti sei accorta che è
estate? Anche oggi te le dovevi mettere?’’. ‘Sta vecchia. Facevano
parte della mia divisa, quella che mi riparava dalle idioti come te,
capaci di dirmi solo ‘’6- per il tema, questo non è un articolo, e
comunque i giornalisti non sanno scrivere’’. Brava lei. A interrogarmi
su Dante che avevo leggiucchiato la sera prima davanti alla Tv con
l’angoscia che la vecchia domani mi poteva chiamare. Quell’Alighieri
mai capito. Troppe parole, tutte ‘’storte’’ per pochiconcetti telecomandati
dalle traduzioni dei cosiddetti Grandi della critica. Bravi. Avete
già scoperto tutto voi. E allora io che la leggo a fare la Divina
Commedia? Neanche posso interpretarla. Devo leggerla e dire che Dante
in quel momento ha scritto A perché pensava a B. Neanche le equazioni
amavo. E’ come La gabbianella e il gatto, La vita è bella, Harry Potter
e l’ultimo Pinocchio, … un’inflazione da protagonismo, tutti ne parlano,
lodi e lodi… E allora decido che non li vedo. Perché non potranno
mai essere miei. Mai fatto un tema di letteratura. L’ultimo
anno di liceo sceglievo sempre e solo temi di attualità. E quanto
rosicava la fagottona toscana, parente forse dell’Alighieri. ‘’Non
puoi.. non puoi… devi portare italiano come orale, così sarà più facile
fare il tema all’esame. Come fai con l’attualità? Che ne sai che argomento
esce?’’. Certo, meglio studiare 15 chili di libri sulla critica letteraria
che comprarsi il giornale ogni giorno. E che poteva uscire come tema
d’attualità alla maturità dell’estate del 1991 con la defragmentazione
in corso dei due blocchi che per 40 ci avevano schiacciato? Il
vicino non l’incontro. Per ora neanche il vampiro si fa vivo.
La mia puzzetta gigante (‘’un cane di nome MINA’’ è il titolo) annusa,
si ferma, prende la mira, la sta per fare, ma poi si rialza. Un rito
che si ripete dieci volte. La sigaretta è finita, il freddo no e il
vampiro può sempre aggredirmi alle spalle. ‘’Nnamo puzzetta.. fai
sta’ cacca’’. Si decide e la fa. ‘’Andiamo a casa, ora l’hai fatta’’.
Appena mollata l’ultima zolla riceve uno strattone. Sono stata io
e me pento subito. Mi sento in colpa e penso. Ma quante volte ho rinunciato
a farla perché il bagno pubblico era sporco? In autostrada un cesso
senza carta igienica, un altro con la piscia sulla tavoletta o il
pavimento bagnato. E non ti chiedi da cosa. Vuoi solo trattenere il
respiro e uscire.
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Johannesburg.
Tanta carta per niente |