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LA
MORTE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II
Storia
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IL PAPA DI TUTTI
IL
MONDO
COL FIATO SOSPESO
CRONOLOGIA DELL'ANNUNCIO
(02.04.2005)
19.28: Le condizioni cliniche del Santo Padre si mantengono gravissime.
Nella tarda mattinata è comparsa febbre alta. Opportunamente sollecitato
risponde correttamente alle domande, afferma il portavoce vaticano Joaquin
Navarro.
19.53: si accendono le luci dell'appartamento del Papa.
19.58: Si aggravano ulteriormente le condizioni del Papa. Problemi
cardiaci.
21.57: IL PAPA È MORTO +++ FLASH +++
Alle 21.57 l'Ansa annuncia la morte di Giovanni Paolo II avvenuta alle
21.37 nel suo appartamento privato.
22.03: "Il Papa è tornato nella casa del Padre". Da piazza San Pietro
un unico lunghissimo applauso. L' annuncio della morte del Santo Padre
in piazza San Pietro è stato accolto con un lungo applauso. In molti stanno
piangendo altri continuano a guardare la finestra al terzo piano del palazzo
apostolico che è stata accesa. Sta suonando la campana in piazza San Pietro.
Più di 60mila fedeli riuniti in piazza San Pietro recitano l'Eterno riposo
per Giovanni Paolo II. Molti, piangono pregando per il Papa. A recitare
la preghiera dal microfono il segretario di Stato Vaticano, cardinale
Angelo Sodano.
22.39: Suona a morto il campanone di San Pietro. È uno dei segnali
per annunciare al mondo la morte del papa. Dopo un'ora suoneranno le campane
di tutte le chiese di Roma (lo
speciale >>)
Il Governo italiano dichiara 3 giorni di lutto nazionale.
In Polonia i rintocchi baritonali della grande campana di Sigismondo
stanno annunciando alla città polacca di Cracovia la morte del Papa. La
notizia era già arrivata verso le 22 e la gente si è immediatamente riversata
per le strade, affollando il piazzale davanti all'arcivescovado e la collina
dell'antica cattedrale del castello del Wawel.
A Fatima accolgono la notizia sotto la pioggia.
03.04.05
UN'ORA ESATTA DOPO LA MORTE IL TRISTE RITO DEI CAMPANARI
di
LAURA BOGLIOLO
Non avrebbero mai voluto schiacciarli quei pulsanti. Entrare in sacrestia,
aprire quel pannello con i comandi elettronici, spingere prima su “man”
('uomo', manuale) e poi sulla scritta verde “funebre”. A San Pietro le
campane hanno suonato a martello quando erano le 22,37, esattamente un’ora
dopo. Stesso gesto, stessa ora, in tutte le chiese di Roma per annunciare
la morte del Papa. A manovrare il pannello elettronico della Basilica
di San Giovanni in Laterano sono stati i custodi, gli addetti alla sicurezza
dipendenti del Vaticano. Indossavano cappotti blu con ricami dorati, sapevano
che da un momento all'altro poteva squillare il cellulare. Reperibili
giorno e notte, pronti a dare il via al suono di quelle campane che hanno
spezzato il fiato ai romani. Uno di loro ancora prima di spingere quel
pulsante aveva già le lacrime agli occhi, perché, «non sarà facile fare
quel gesto». Alla basilica di Santa Maria Maggiore è toccato ai frati
francescani attivare la funzione manuale e poi quello verde dell'omelia
funebre. E già nel pomeriggio c’era fermento anche alla basilica di San
Paolo dove si è tenuta una riunione nella sacrestia e Don James e don
Emidio hanno cercato di trovare una soluzione perché il sistema elettronico,
quello che attiva il suono delle campane, non funzionava. Don Emidio,
campanaro ufficiale della basilica, sapeva già che quei rintocchi sarebbero
stati per i fedeli l’eco di una tristezza infinita. Ciro Polina, 75 anni,
siciliano, che per 30 anni campanaro della basilica, ricorda che ai suoi
tempi bastava una fune e la sola forza delle mani. «Suonare le campane
- lui spiega - è come suonare uno strumento musicale». Lo sa bene anche
Graziano Boldini, 76 anni, ex custode della basilica. Ricorda ancora il
suono naturale delle campane. Mostra ai turisti un pezzo della sua vita:
la foto con il pontefice al quale dedicò nel '79 una maratona ciclistica
da Castel Gandolfo a Cestocova, capitale religiosa della Polonia. Fu proprio
il pontefice a dare inizio alla gara sventolando una bandiera rossa. Campane
che annunciano quello che tutti sapevano ma non volevano sentire. Rintocchi
tristi anche nelle parrocchie di periferia. Don Gianfranco, parroco della
chiesa Dio Padre Misericordioso di Tor Tre Teste, confessa con tenerezza
di essersi consultato con i parroci degli altri quartieri. Voleva sapere
se c'era una procedura particolare da seguire. I frati francescani di
SS Pietro e Paolo all'Eur hanno appreso la notizia dalla Tv. «Quando sarà
il momento - avevano detto - schiacceremo il pulsante con il numero 21,
quello delle celebrazioni per i funerali».
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IN
DIRETTA DA ROMA
APETTANDO... (31-03-05)
Un
rumore sordo di pugni che si spengono sul petto. Teste chine in segno
di preghiera. Una luce blu che segna piazza San Pietro. Coperte rosse
e verdi nel portico dell'ufficio stampa del Vaticano. I fedeli della notizia
che aspettano. Quelli del Pontefice che quasi piangono. Le campane suonano
prima ogni mezz'ora, poi ogni 15 minuti. Strisce pedonali ancora fresche
di vernice a via della Conciliazione. Cannoni di flash puntati verso la
Finestra. Non puoi non sentire il brivido della Storia appena volti e
ti ritrovi a via della Conciliazione. In lontananza luci e la grande piazza
vista a metà, coperta dalla folla che aspetta. C'è traffico. Esci alle
2 di notte perché non puoi non esserci. Roma di notte che adoro. Mentre
ti inghiottisce nel suo silenzio. C'è traffico, ma silenzio. Alle 2.30
il primo rintocco di campane. Le transenne e seduti a terra americani
in preghiera. In molti si fanno le foto. Spalle a San Pietro. Per dire
''io c'ero''. Cartellini ''Stampa'' al collo di volti da Cnn. Si aspetta
e si passeggia. Silenzio spezzato dalla notte dei vagabondi che dormono
davanti all'entrata dell'Ufficio stampa del Vaticano. Scandiscono il tempo
russando. Ancora vigili, carabinieri. Un'ambulanza che sfreccia veloce.
Il Papa che sta per andarsene. E un bambino, forse, trasportato al Bambin
Gesù. Passano le 3 poi mezz'ora. Ancora campane tristi >>.
...
L'ADDIO
(02-04-05)
C'è la storia immortale che diventa parte della tua piccola vita.
Ricorderai sempre dov'eri quando le Torri Gemelle furono abbattute, quando
vedrai negli occhi per la prima volta tuo figlio e quando morì Papa Giovanni
Paolo II. A me la notizia è arrivata per telefono. Appena finito di scrivere
un pezzo sono scappata in macchina verso piazza San Pietro. Una tv satellitare
mi ha chiesto una diretta telefonica (il contatto è un mio amico blogger
che ringrazio...e poi dici i blog...). Mentre
corro in auto sento le campane di San Giovanni. La gente non è distratta.
Ormai sa. Traffico impazzito e l'unico pensiero è ''come farò a trovare
parcheggio''. Nient'affatto preoccupata del ''oddio, e così dirò in diretta?''.
Il parcheggio lo trovo a due passi da piazza San Pietro. Via della Conciliazione
è un tappeto di gente che cammina lentamente verso la piazza dove
c'è silenzio. Interrotto solo dal rintocco delle campane e dalle preghiere.
Occhi lucidi, lacrime per chi lascia che l'emozione si liberi. Silenzio,
parlano gli abbracci e le preghiere. Molti in ginocchio. Odore di cera,
perché tantissimi portano candele e ceri. Gli sguardi sono fissi verso
le finestre dell'appartamento del Papa. Come se si sperasse che da un
momento all'altro il Papa dovesse affacciarsi. Un lungo applauso dopo
la celebrazione e ancora gente che arriva. Intanto faccio i miei 17 minuti
di diretta. Sento pianissimo le domande dallo studio, ma riesco a raccontare.
Un po' di cronaca e un po' di me. Del ''mio'' Papa, perché è così per
quelli della mia generazione >>
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I
TITOLI DEI GIORNALI (03.04.2005)
IL MESSAGGERO - "Il Papa di tutti". "Nella sua persona
ha concentrato il dolore del mondo" di Francesco Paolo Casavola. "Oltre
100 mila fedeli raccolti a piazza San Pietro" (gli
altri titoli >>)
IL COMUNICATO
DELLA SANTA SEDE
>>
COLLEZIONISMO
Sabato
9 aprile esce l'edizione straordinaria de L'Osservatorio Romano della notte
del 2 aprile. Quella originale (del 2 aprile) con l'annuncio della morte
di Giovanni Paolo II, viene venduta a prezzi da collezionismo. Contro questo,
si è deciso di ripubblicarla e venderla il 9.
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3
MILIONI DI FEDELI A ROMA, L'ATTESA E ALTRE STORIE
(03/08-04-2005)
I RACCOMANDATI DELLA FILA
Tempo di attesa media: 13 ore. Lunghezza della fila: 5 km. Mamme escono
dalla fila per allattare i propri figli. Centinaia di malori. Alle 22 di
mercoledì notte gli accessi verso piazza San Pietro vengono chiusi. Si prevede
che da quel momento ci sarebbero volute 24 ore per raggiungere la basilica.
Proteste e fischi. Fischi anche per i ''raccomandati della fila'' che oltrepassano
le transenne grazie a lasciapassare.. Le squadre della Roma e della Lazio
in visita. L'unico a fare la fila è l'allenatore ceco ZEMAN.
L'ULTIMA AD ENTRARE
una donna polacca di 36 anni, che vive a Roma da 16, l'ultima pellegrina
che è riuscita a superare il varco d'accesso su lungo Tevere, all'altezza
di ponte Umberto I, prima che gli uomini della protezione civile dessero
lo spot ad altri ingressi. Margherita Zarzycka
TRE PRESIDENTI PER UN PAPA
Chi passerà davanti alla salma del Pontefice alle 22.16 di mercoledì sera
si troverà a pochi metri, in ginocchio mentre pregano, tre presidenti degli
Stati Uniti: George W. Bush e padre e Bill Clinton. E' la prima volta che
un Presidente degli Stati Uniti partecipa ai funerali di un Papa.
ACQUA E PANE
Un panino 5 euro. Un acqua 2.50. Più del doppio di quanto vengono pagati
normalmente. Ho assistito a questa scena, sabato notte ai piedi di Castel
Sant'Angelo davanti a un furgoncino dei venditori ambulanti. Ore 2: una
ragazza americana si fa scaldare una pizzetta rossa. Aspetta e sorride.
Il venditore gliela consegna farfugliando un maccheronico faive (five=5
euro). La ragazza non ci vede più. Inizia a urlare ''what?..how much?''.
La ragazza se ne va, affamata, e arrabbiata.
MAGLIETTE
''Io vi ho cercato, adesso siete venuti da me''. L'ultima frase del Papa
comunicata da Navarro Valls stampata sulle magliette in vendita nei pressi
di San Pietro.
TAXI, SOLO 3
La società di radiotaxi (il 4994) ha messo a disposizione tre taxi per le
emergenze. Arrivano fino alle vicinanze di piazza San Pietro. La corsa è
pagata secondo le normali tariffe dai viaggiatori.
TESSERA STAMPA PER IL VATICANO A PAGAMENTO
Al palazzo pontificio di Via della Conciliazione i giornalisti attendono
il rilascio dell'accredito per assistere ai funerali di Giovanni Paolo II.
La tessera stampa ha un costo: 5 euro
IL TESTAMENTO DI GIOVANNI PAOLO II
Quindici pagine, quasi un diario, scritte dal 1976. NEl 2000 il Pontefice
prese in considerazione la possibilità di dimettersi. ricorda i compagni
delle elementari, abbraccia con gratitudine i giornalisti, non lascia beni,
chiede che i suoi appunti siano bruciati (il
testo integrale del testamento >>)
LA DIFESA
Aeronautica militare: sistema missilistico Spada, elicotteri, F16 ed un
Boeing 707. Marina: nave Mimbelli davanti alle coste laziali. Esercito:
sistema missilistico Hawk.
SOCCORSO
Circa mille gli interventi di soccorso alla gente in fila. Dalle 22 chiusa
la stazione di San Pietro fino alle 24 di venerdì. È di 20 mila persone
all' ora l'afflusso di pellegrini che stanno rendendo omaggio a Giovanni
Paolo II nella basilica di San Pietro.
LO PSICOLOGO
Una grande partecipazione dettata anche dalla voglia di esorcizzare la morte.
MAXI SCHERMI
Duomo di Firenze, sagrato di piazza del Duomo di Milano, 25 a Roma (anche
a Regina Coeli). Nelle Basiliche, aTor Vergata, Circo Massimo, Piazza delPopolo
e Piazza Navona, lo Stadio Olimpico, Piazza Risorgimento e Piazza Cavour.
THE SHOW MUST GO ON?
Al Palalottomatica di Roma concerto dei Queen il Continuerà anche il tour
di Biagio Antonacci (8 aprile - giorno dei funerali - a Verona) e lo spettacolo
di Beppe Grillo (8 aprile a Firenze). Gianni Morandi invece rinvia il concerto
a Foligno. VARSAVIA Si ascoltano in piazza i discorsi del Pontefice |
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IN
DIRETTA DA ROMA
''SEMO ROMANI, VOLEMOSE BENE''
Noi romani abbiamo uno speciale senso della storia. Quello che ti fa sbuffare
per i blocchi delle strade e le interminabili file in occasione di eventi
storici come la Convenzione Europea, le visite dei vari capi di Stato, le
manifestazioni, gli scioperi. Quello che ti fa passare distrattamente per
anni sotto le finestre dell'appartamento papale. Che ti fa guardare con
odio le varie macchine blu con dentro le belle facce della politica quando
ti tagliano la strada perché loro sì che hanno qualcosa di importante da
fare. Abituati a nomi internazionali, a eventi epocali, al rosso porpora
di cardinali che passeggiano a San Pietro, al bianco e blu delle macchine
della Rai che almeno una volta nella vita avrai visto e ti hanno pure intervistato,
al nero dei macchinoni con targa CD che guardi con timore ché ancora ti
ricordi alla scuola guida quando ti dicono che un incidente con un diplomatico
significa comunque pagare. Noi romani abituati ai maxi concerti, ai vip
del Gilda, di Trastevere e Testaccio. Noi romani abbiamo uno speciale senso
della storia. Quello stesso senso della storia che non ti fa fare un fiato
in quesi giorni quando incontri centinaia di fedeli o semplici credenti
nella parola di un ''Papa uomo'' che ti fanno fare file di ore, che non
ti fanno più prendere la metro o che ti attraversano la strada come furetti
lanciati in corse impazzite. Noi romani siamo quelli che in questi giorni
di una Roma impazzita sorridiamo ai fedeli con i volti stanchi che riempiono
le strade, li salutiamo mentre stanno a bordo di giganti pullman, ci fermiamo
addirittura alle strisce pedonali (pratica ormai in disuso) e diamo informazioni
come se a chiederle fossero amici di vecchia data. Questa è la cronaca su
strada della Roma di Giovanni Paolo II. Mai visti guidatori romani più civili
e pazienti in questi giorni. Strano, ma vero. E' proprio come disse Giovanni
Paolo II ai parroci romani:''Semo romani, volemose bene''
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I
FUNERALI
DEL PAPA, IL MONDO COMMOSSO
LA FOLLA GRIDA:''SANTO SUBITO''
(08.04.2005)
Sul
feretro il Vangelo sfogliato dal vento. La bara di cipresso è posta
su un tappeto damascato tra un crocefisso e il cero pasquale. Sulla porta
della Basilica un arazzo che rappresenta la resurrezione. Il cardinal
Ratzinger celebra la messa. Il feretro è stato portato a spalla sul sagrato
di San Pietro dai sediari pontifici.
Inizia la lettura del Vangelo Secondo-Giovanni. Tre milioni a Roma. Oltre
70mila persone solo in piazza San Pietro, 350.000 in tutta l'area. Uno
striscione nella folla a piazza San Pietro con la scritta ''SANTO SUBITO''.
Un altro a piazza San Giovanni con la scritta ''Damose da fa...volemose
bene''. E poi ancora ''Papa sei figo''. Finisce l'omelia (è stata
"seguimi" la parola chiave del Pontefice che "ha cercato sempre la giustizia,
ha sofferto e amato fino all'ultima domenica di Pasqua"), inizia il credo
cantato.
La
finestra del Pontefice si chiude. Si riaprirà solo quando il nuovo Papa
eletto si affaccerà per la prima volta. Si
è rotto uno dei vetri della finestra sotto la campana della facciata della
basilica di S.Pietro.
Le campane suonano rintocchi a martello. La bara esposta per l'ultima
volta alla piazza. Il feretro abbandona la piazza tra gli applausi dei
fedeli.
CONFESSIONI
GLOBETROTTER
Proprio come il Pontefice definito ''globetrotter' per i suoi numerosi
viaggi per il mondo. Anche le confessioni si fanno itineranti. Nei giorni
dell'attesa per vedere la slama di Giovanni Paolo II sulle panchine vicine
a via della Conciliazione, e oggi al Circo Massimo. Ragazzi seduti sull'erbe
che parlano dei loro peccati ai sacerdoti.
ROMA CITTÀ CHIUSA, PER I FUNERALI DEL PAPA MAGNO
Blocco totale del traffico (eccetto moto e motorini - c'è anche qualcuno
che ha aggiunto ''e biciclette'') dalle 2 alle 18 all'interno di tutto
il Grande Raccordo Anulare di Roma. A
Fiumicino cancellati 144 voli in due giorni.
I
BUS CON LA SCRITTA ''GUIDACI KAROL''
A Roma il giorno dei funerali del Pontefice, sulla via Cristofo Colombo
in direzione centro, sfrecciano autobus che non si fermano alle fermate
perché dirottati verso piazza San Pietro per raccogliere i pellegrini.
Sulle tabelle dei bus dove di solito lampeggia il numero di linea gli
autisti hanno inserito la scritta ''GIUDACI KAROL''.
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ASPETTANDO
IL CONCLAVE
11.04.05
Sorpresa in parrocchia, i “papabili” dicono Messa
Ogni cardinale è “abbinato” a una chiesa di Roma.
Uno dei favoriti, Schonborn, a Marconi
di LAURA BOGLIOLO
ROMA - Emozionati, stupiti, finalmente accennano un sorriso. Ritrovano
forza e si sentono sempre più protetti nelle loro parrocchie. Anche i
più piccoli, seduti sulle gambe delle mamme, sembrano accorgersi che c'è
qualcosa di diverso. Scrutano gli sguardi concentrati dei più grandi e
con l'ingenuità dei 4 anni una bambina alza la manina verso l'altare,
indica e sussurra alla mamma: «E' il Papa!».
Perché si respira un'aria di solennità, una inconsueta atmosfera di gioia
e nello stesso tempo di serenità in questi giorni in cui tante lacrime
sono state versate. Così ieri, alla parrocchia di Gesù Divino Lavoratore
di via Oderisi da Gubbio, i fedeli hanno accolto il cardinale Schönborn,
Arcivescovo di Vienna, ordinario per i fedeli di rito bizantino in Austria.
Sua eminenza Christoph Schönborn, originario della Repubblica ceca, è
uno dei 115 cardinali del Conclave. Uno dei cardinali “papabili”.
In questi giorni nella Roma prossima alle elezioni alcuni dei cardinali
hanno deciso di far visita alle loro parrocchie. Ogni cardinale è infatti
titolare di una chiesa a Roma.
Alle 10 è il cardinale Schönborn a celebrare la messa, davanti a uno stuolo
infinito di fedeli che riempiono la parrocchia in ogni suo angolo. L'omelia
ricorda il Pontefice, la sua forza e la sua dolcezza. «Alzatevi e andiamo».
Il cardinal Schönborn ripete le frasi di Papa Giovanni Paolo II, quelle
stesse frasi che i fedeli hanno inciso nei ricordi dei loro cuori. L'importanza
dell'evangelizzazione, del non aver paura di essere cristiani e di dimostrare
la fede con i fatti. Le preghiere sembrano più solenni, le frasi ripetute
con più fermezza. C'è di nuovo serenità nei volti di chi una settimana
fa ha appreso la notizia della morte del Pontefice piangendo. «Crediamo
nel Cristo Risorto» racconta Angela, 78 anni, da 40 parrocchiana, che
anche ieri non è voluta mancare alla messa. Ancora preghiere, teste chine
e mani congiunte per anziani, famiglie, ma soprattutto giovanissimi. L'amore
che azzera le diversità, proprio come diceva Lui. C'è anche chi, preso
dal trasporto delle parole del Cardinale fa delle previsioni. Marco Di
Somma, 76 anni, ex maresciallo dei carabinieri si rivolge con chiarezza
al Cardinale. «Ti vedo in bianco!» gli dice, mentre sua eminenza rimane
in silenzio, fa un sorriso e tira su le spalle come per dire «chi lo sa...».
«Ha un linguaggio molto simile al Pontefice - racconta Marco - fatto di
forza e dolcezza, secondo me sarà lui il nuovo Papa». Ancora parole sul
Pontefice e i ricordi di chi lo ha visto tante volte accanto a sé. Enrico
Bonvecchi, 37 anni, da sette fa parte del coro della Diocesi di Roma diretto
da Monsignor Frisina. «Il ricordo più bello - spiega quasi commovendosi
- è stato a Tor Vergata durante le giornate della Gioventù, ho visto il
Papa finalmente nella sua dimensione, in mezzo ai ragazzi la sua comunicazione
era più chiara e incisiva».
Stessi sorrisi e un lungo applauso alla fine dell'omelia nella parrocchia
della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a via Gallia, a pochi passi
da piazza San Giovanni. A celebrare la messa il cardinale Audrys Juozas
Backis, Arcivescovo di Vilnius, in Lituania, anche lui membro del Conclave.
I fedeli che prima pregavano per dare sostegno al Papa morente, adesso
pregano perché il “loro” cardinale sia guidato dallo Spirito Santo nella
scelta giusta. La voce della visita del cardinale si è sparsa con velocità
tra i fedeli che sono accorsi in parrocchia. All'entrata le foto della
visita nell'80 di Giovanni Paolo II che sembra ancora vegliare su tutti.
Un po' per quelle immagini che lo ritraggono mentre regala abbracci, un
po' per le parole del Cardinale che ripetono quello che potrebbe essere
definito il motto del cuore del Pontefice: «Non abbiate paura».
11.04.05
A San Paolo il mosaico con il volto di Wojtyla rievoca antiche profezie
di
LAURA BOGLIOLO
Sostano incuriositi con il naso all'insù. L'attenzione maggiore dei fedeli
nella basilica di San Paolo è per il medaglione di Papa Giovanni Paolo
II incastonato tra le travi della navata laterale. L’unico illuminato,
l'unico senza la data della morte. Nella basilica ci sono i medaglioni
di tutti i Pontefici, anzi di più. Perché ci sono anche 8 anti-papa e
3 papi mai esistiti. Capita così che il medaglione di Giovanni Paolo II
sia il numero 271 e non il 262, quello giusto. Molti fedeli fanno visita
alla Basilica soprattutto per contare il numero di spazi vuoti per i medaglioni
dei futuri Pontefici. Secondo una profezia di Nostradamus, quando finiranno
le nicchie ci sarà la fine del mondo. Ce ne sono ancora 28. Prima dell'incendio
dell'800 i Pontefici erano rappresentati in affreschi. La leggenda popolare
dice che gli affreschi sono stati sostituiti da medaglioni di dimensioni
più piccole per recuperare spazio. Intanto si aspetta l'elezione del nuovo
Pontefice e l'affissione del medaglione elaborato dalla Scuola del Mosaico
del Vaticano. Meno 27.
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