HOME
Storie in gabbia
<LA SCELTA > <SALVIAMO AMINA>    <GUANTANAMO GATE> <L'ULTIMO PASTO>
BLOG: GIORNALARISINASCE>>
McVeigh, il patibolo non può attendere
 

Cronaca di un pasticcio giudiziario
LEGGI LE ALTRE STORIE IN GABBIA
09/06/2001 - Occhio per occhio rende il mondo cieco e la giustizia letale. Indiana, carcere di Terre Haute, il patibolo non può attendere per Timothy McVeigh. Un nuovo appuntamento con la morte attende l'autore confesso della strage di Oklahoma City nella quale morirono 169 persone. Alle 14 (ora italiana) l'ex veterano della Guerra del Golfo verrà giustiziato con un'iniezione letale. McVeigh é stato condannato da un tribunale federale di Denver nel giungo del 1997 per aver fatto saltare in aria il 19 aprile del 1995 l'Alfred P. Murrah Federal Building di Oklahoma City. Alla fine del mese, McVeigh venne condannato a morte. Sarà la prima persona giustiziata con una sentenza federale dopo 38 anni di moratoria de facto. Giustizia a singhiozzi. Era già tutto pronto un mese fa. La campana per Timothy doveva suonare il 16 maggio, ma poi qualcosa è cambiato. L'11 maggio il Procuratore generale John Ashcroft ha posticipato l'esecuzione all'11 giugno. La gaffe dell'Fbi. La decisione è stata presa dopo che l'8 maggio l'Fbi, a 8 giorni dall'esecuzione, ha ammesso di aver ''dimenticato'' di consegnare 4.400 pagine di documenti agli avvocati della difesa. I fascicoli contengono anche registrazione e fotografie.Le carte del mistero. L'Fbi ha sempre affermato che Timothy avesse agito da solo. La prova il ''film verità'' che registra le azioni del McVeigh poco prima dell'esplosione. Una telecamera a circuito chiuso ha ripreso l'attentatore che era arrivato da solo, aveva mangiato solo e solo se n'era andato. Ed invece spuntano 360 nomi nuovi dalle carte rinvenute. Secondo Patrick Ryan, il procuratore che aveva seguito il caso, alcuni dei documenti scoperti rivelano l'esistenza di un secondo sospettato, definito "John Doe No.2". Nathan Chambers e Christopher Tritico, gli avvocati difensori dell'attentatore, hanno affermato che in uno documenti ritrovati ci sono prove, trattenute dal governo, che un'altra persona può essere stata la mente dietro l'attentato. Si tratta della testimonianza di un uomo che disse di avere visto qualcuno con McVeigh circa un'ora prima dell'attentato. La testimonianza venne successivamente contestata, perché l'uomo avrebbe aspettato sei mesi per fare le sue rivelazioni. Il documento riemerso mostra invece che la testimonianza fu resa per la prima volta due giorni dopo l'attentato. Il coinvolgimento di un'altra persona, dicono, avrebbe potuto influenzare la giuria nel decidere l'ergastolo invece che la pena di morte per McVeigh. Il rinvio negato. I legali di Mc Veigh avevano presentato richiesta di sospensione dell'esecuzione alla Corte d'appello federale di Denver (Colorado) per avere il tempo necessario di esaminare i documenti. Ma la Corte, composta da tredici giudici, il 7 giugno ha respinto la richiesta. Lo stesso terrorista ha deciso di rinunciare al ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti e di non chiedere la grazia al presidente George W. Bush. A morte Caino. Non ci sono dubbi sulla colpevolezza di McVeigh. Al processo l'attentatore non si è difeso, anzi si è sempre dichiarato orgoglioso del gesto compiuto. Ombre, invece, rimangono su come siano andate realmente le cose. ''In gioco c'è l'integrità del sistema di giustizia americano'', ha dichiarato Patrick Ryan, il procuratore che aveva seguito il caso. Intanto è morte per una vita umana, per un Caino dei nostri giorni.
McVeigh davanti al boia, gli ultimi momenti di vita
Timothy McVeigh è stato giustiziato. L'uomo è stato dichiarato morto alle 14.24. L'esecuzione è avvenuta alle 14 nel braccio della morte del penitenziario di Terre Haute. L'iniezione letale ha fatto scorrere nelle vene di Timothy una miscela mortale di pentothal, bromuro di pancuronium e clururo di potassio. L'uomo, secondo le dichiarazioni delle guardie, è stato tranquillo, si è disteso da solo sul lettino dove gli è stata praticata l'iniezione letale alla gamba destra. McVeigh non ha fatto dichiarazioni finali. Ha consegnato alla stampa una poesia di William Henley, un poeta inglese dell'Ottocento, che si conclude con la frase ''Sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima''. Secondo alcuni testimoni è morto con gli occhi aperti fissando la telecamera che trasmetteva le immagini a Oklahoma City, alla sala dove assistevano circa 300 familiari delle vittime. Nell'ultimo giorno prima dell'incontro con il boia McVeigh ha consumato l'ultimo pasto, un chilo di gelato alla menta con scaglie di cioccolato, ha parlato con i suoi avvocati ed ha lasciato agli altri detenuti del carcere i suoi averi, libri ed un ventilatore per combattere il caldo torrido delle celle. Ha trascorso il resto del tempo a riposare, guardare la tv e parlare con gli agenti di custodia. Indossava una tuta color khaki. Era dimagrito quasi dieci chili. Il reverendo Ron Ashmore, consigliere spirituale del condannato, aveva detto che McVeigh stava affrontando con forza e freddezza gli ultimi momenti. Richard Burr, uno degli avvocati della difesa, pensa che Timothy probabilmente nelle ultime ore di vita stesse scrivendo delle lettere a diverse persone che hanno tenuto corrispondenza con lui in tutto questo tempo. Ieri ha inviato ad un quotidiano di Buffalo una lettera, una sorta di testamento spirituale. ''Mi dispiace che quelle persone siano morte - ha scritto McVeigh - ma questa è la natura di un'azione del genere, è inevitabile che ci sia un prezzo di vite umane da pagare''. All'esecuzione non seguirà nessuna autopsia, nè funerali. Timothy ha chiesto di essere cremato. Mentre la morte attendeva McVeigh la cittadella multimediale circonda il penitenziario. Le richieste pervenute soprattutto dai familiari delle vittime della strage del 1995 per assistere all'esecuzione sono state così tante che si è dovuto ricorre ad un'estrazione. Nella stanza adiacente alla camera della morte hanno guardato attraverso un vetro la macabra sequenza dell'esecuzione i familiari delle vittime, dieci giornalisti, funzionari del governo, cinque persone scelte dallo stesso McVeigh ed il suo consigliere spirituale. Gli altri familiari hanno assistito alla diretta tv trasmessa a circuito chiuso in una sala di Oklahoma City. Il giudice Joseph Weis ha vietato la video-registrazione dell'esecuzione. Mille e settecento giornalista stazionano fuori dal penitenziario.Niente da fare per gli appassionati di Internet. Ad aprile una società della Florida, la Tampa Entertainment Network, era ricorsa alla magistratura per avere il permesso di trasmettere in webcast la morte di McVeigh. Il giudice federale ha, però, respinto la richiesta e la Tampa ha deciso di non presentare l'appello. Fuori dal carcere un centinaio di manifestanti. I sostenitori della pena di morte, circa una ventina, sono stati in silenzio per 168 minuti per ricordare le vittime dell'attentato del 1995. A circa 90 metri di distanza gli attivisti contro le esecuzioni capitali. Un anziano signore mostra un cartello con una scritta: perchè uccidere un uomo che ha ucciso per dimostrare che togliere la vita è un errore? ab> In Italia, nella Capitale, gli attivisti di Nessuno Tocchi Caino e Nexta.com, hanno protestato davanti all'ambasciata americana dalle 11 alle 14 per dire no alla morte di Stato. Postazioni con l'accesso ad Internet sono state collocate davanti all'ambasciata americana per raccogliere iscrizioni online all'appello per l'abolizione della pena di morte. Su Mtv dal 9 giugno è in onda uno spot singolare. E' stato un'errore giudiziario ad uccidere l'ispanico Leonel Herrera, giustiziato nel 1993 sulla base di prove indiziarie, nonostante una testimonianza diretta che lo scagionava. La storia, tratta dal libro di Amnesty International ''Errori Capitali'', è diventata uno spot-shock per dire no alla pena di morte. Il corto della durata di tre minuti è stato realizzato e prodotto da Brw & Partners grazie al contributo creativo dell'agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi.

Ingiustizia letale
Un Errore Capitale ed è morte. Uno studio dello Stanford Law Review ha documentato in questo secolo 350 casi di condannati a morte negli Stati Uniti, in seguito riconosciuti innocenti. Di questi 25 erano già stati giustiziati, mentre altri avevano già trascorso decenni in prigione. 55 dei 350 casi risalgono agli anni '70, 20 risalgono agli anni compresi tra il 1980 ed il 1985. John Snowden, venditore di ghiaccio afroamericano, venne giustiziato con impiccaggione per l'omicidio di una donna bianca incinta nel 1919. Il primo giugno di quest'anno, dopo 89 anni l'uomo è stato riabilitato. Il governatore del Maryland, Parris Glendening, ha concesso una sorta di grazia postuma dopo aver studiato gli impolverati incartamenti processuali che facevano emergere molti dubbi sulla vicenda. Anche i giurati del 1919 avevano dei dubbi tanto che dopo aver condannato Snowden ci ripensarono e chiesero la grazia al governatore Emerson Harringhton che però non volle sentire storie. A quel tempo la colpa la possiamo addebitare al razzismo, oggi, invece, molti errori giudiziari sono figli della cosiddetta ''junk science'', perizie mediche frettolose o un po' forzate che convincono la giuria a decretare la condanna. A Oklahoma City stanno riesaminando 3.000 condanne in cui è coinvolto l'ufficio della perita chimica Joyce Gilchrist. Tra questi, 12 processi conclusi con condanne a morte, 11 delle quali già eseguite. Se ci spostiamo in Texas, invece, sembra che la giustizia sia in vendita. Secondo un rapporto emesso dall'associazione non profit Texans for Public Justice, gli studi legali che donano 100.000 dollari alle campagne della Corte Suprema del Texas hanno 7,5 possibilità in più di veder presi in considerazione i propri appelli dai tribunali. Il Giudice della Corte Suprema Tom Phillips ha, però, criticato il rapporto definendolo pieno di notizie false ed ha sostenuto che ''non sono i soldi bensì unicamente il merito a decidere quali casi devono essere discussi in aula''.
Il rapporto completo dell'associazione Texans for Public Justice: www.tpj.org

Real audio esecuzioni in diretta

Real audio, esecuzioni in diretta La lettura della condanna, il conto alla rovescia, il rumore delle scariche elettriche, il silenzio dell'attesa e l'accertamento della morte. I rumori della camera della morte del Dipartimento di correzione della Georgia. Esecuzioni ''botched''. Qualcosa non va e il detenuto ''terminale'' non muore dopo la prima scarica elettrica, continua a respirare per diversi minuti. Dodici dicembre, 1984. Alpha Otis Stepehns, 39 anni, condannato a morte per aver ucciso la moglie, è lagato alla sedia elettrica nel penitenziario. 00.18 : la prima scarica elettrica percorre il corpo dell'uomo per due minuti. Ma l'uomo non è ancora morto. Respira ancora. Trascorrono sei minuti durante i quali ventitre movimenti del torace dimostrano che il condannato è ancora vivo. 00.26: passano sei minuti prima che due dottori entrino nella camera della morte per esaminanare il corpo. Dichiarano che è necessaria una seconda scossa. 00.28: parte una seconda scossa per altri due minuti. 00.36: i dottori esaminano nuovamente il corpo e accertano la morte di Stepehns. Un ufficiale della prigione della Georgia dichiarerà che Stephens non era un buon conduttore di elettricità. L'esecuzione di Alpha Otis Stepehns: real audio
Dodici luglio 1984. Ivon Ray Stanley, 28 anni, viene condannato a morte nel 1976 per l'omicidio di un poliziotto durante un furto. La registrazione riguarda una telefonata tra gli ufficiali del Dipartimento di Correzione in Atlanta e Willis Marable, il direttore della Georgia Diagnostic and Classification Prison, dove avvengono tutte le esecuzioni dello Stato. Marable si trova in una stanza adiacente a quella della morte, assiste all'esecuzione attraverso un vetro e la descrive per telefono. Tre ufficiali si avvicinano al pannello elettrico. Spingono contemporaneamente tre bottoni. Solo un bottone è quello che realmente attiva la corrente elettrica. La prima scossa (1.700 volts) dura 5 secondi. Ma Ivon continua a respirare. Seconda scossa: 1.000 volts per 7 secondi. Ivon continua a respirare. Terza scossa: 208 volts per 108 secondi. Passano cinque minuti. I dottori entrano nella camera e accertano la morte del detenuto. Willis Marable congeda il suo interlocutore in diretta con una risata liberatoria. La telefonata di Willis Marable: real audio


Le fonti
Le testimonianze audio sono state raccolte dalla Sound Portraits Productions, un'organizzazione non profit creata nel 1984 MacArthur Fellow David Isay. Nel 1998 Mike Mears, avvocato difensore di un condannato a morte, fece ascoltare durante il processo la registrazione di 22 esecuzioni dello Stato della Georgia. Mike Mears usò le registrazioni per dimostrare la crudeltà della pratica della pena di morte. Le cassette vennero poi acquistate dalla Sound Portraits Productions.

lINK

- I RUMORI DELLA MORTE, ESECUZIONI IN DIRETTA
- INGIUSTIZIA LETALE: IL RAPPORTO dell'associazione Texans for Public Justice
- La pena di morte in Indiana: statistiche, death on the road e l'iniezione letale

- Le critiche al presidente degli Stati Uniti Bush, da sempre favorevole alla pena di morte

Le altre storie in gabbia
-
Salviamo Amina, condannata alla lapidazione
-
Tortura: approvato protocollo Onu nonostante opposizione Usa
- Amnesty contro la Cina
-
PENA DI MORTE. Cartellino rosso al Giappone
- La scelta: tu muori, tu vivi
-
Guantanamo Gate. Viaggio a Camp X-Ray, tra marines, cheesecake e polli
- Detenuti terminali in fila per l'ultimo pasto