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# Detenuti terminali in fila per l'ultimo pasto # Guantanamo Gate, viaggio a Camp-X Ray tra marines, polli e cheesecakes #
McVeigh, cronaca di un pasticcio giudiziario

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torie in gabbia
        
 

Sedie elettriche: da Klemmer a Auburn la storia

New York's Electric Chairs
1890 - 1963
695 Executions
including 9 Women >>

 
Guantanamo. 210 detenuti in sciopero della fame

sono più di 200 i detenuti di Guantanamo in sciopero della fame da tre settimane. A denunciarlo è il Centro per i diritti costituzionali (Ccr), formato dagli avvocati dei prigionieri. Dal gennaio 2002 - denuncia l'avvocato Gitanjali Gutierrez, del Centro per i Diritti Costituzionali di New York - il Ministero della Difesa ha rifiutato ai detenuti l'accesso ai tribunali o all'assistenza legale, nel tentativo di evitare di giustificare le motivazioni della prigionia.
(2 settembre 2005)
DOSSIER
TUTTO SU GUANTANAMO >>
 

AMINA E ' SALVA

Amina Lawal, la nigeriana condannata alla lapidazione per adulterio, è salva. La corte d'appello islamica di Katsina l'ha ritenuta, infatti, non colpevole. Il verdettoha dato ragione al presidente nigeriano Olusegun Obasanjo (che è cristiano) che aveva assicurato che "Amina non sarebbe mai stata giustiziata". I legali hanno argomentato l'appello sostenendo che la Sharia non è applicabile in questo caso perché Amina ha commesso il "crimine" prima che la legge islamica venisse introdotta nello stato di Katsina.

INTERVISTA A SAFIYA:'' E ORA SALVIAMO AMINA'' >>

Roba dell'altro mondo, anzi, d'oltreoceano Usa, vuoi il visto di soggiorno? Naviga e partecipa alla Lotteria

L'iscrizione alla Lotteria americana per i visti di soggiorno sbarca su Internet. Il Dipartimento di Stato ha annunciato un cambiamento nelle modalità di presentazione della domanda di partecipazione al programma della lotteria del «Diversity Visa», che ogni anno mette a disposizione 55mila visti di immigrazione. Ora si potrà presentare domanda di iscrizione alla lotteria solo collegandosi a un apposito sito Internet. Non saranno più accettate domande, fa sapere con un comunicato l'ambasciata degli Stati Uniti a Roma, di iscrizione al Diversity Visa presentate per posta. Certo, è risaputo che chi vuole emigrare negli Usa, magari da un paesino sperduto del Laos, ha soldi, competenze e Internet Cafè a disposizione...

CINA, NUOVE REGOLE PER I MATRIMONI

Per i cinesi sarà più facile sposarsi ed il matrimonio sarà consentito ai malati di Aids, ma non alle coppie omosessuali. Le nuove regole per i matrimoni, introdotte dal ministero per gli affari civili, prevedono l' abolizione del «certificato» rilasciato dal datore di lavoro o dall' «unità» di appartenenza, che è stato un incubo per milioni di coppie cinesi nell' ultimo decennio. Nel certificato, il datore di lavoro doveva testimoniare che il suo impiegato o la sua impiegata fossero «single» ed in buona salute.


La Terra al contrario

USA

L'elezione del reverendo americano Gene Robinson, dichiaratamente gay, a vescovo episcopale dello stato del New Hampshire, è stata accolta da una valanga di polemiche e soprattutto dalla minaccia di scisma della frangia ortodossa della chiesa episcopale Usa, il ramo statunitense della chiesa anglicana.
Australia

I bambini allevati da genitori che sono in relazioni omosessuali «si trovano bene come qualsiasi altro bambino». Ne è convinta una delle più note ricercatrici pediatriche australiane, la prof. Fiona Stanley dell'università di Western Australia, direttrice dell'Istituto di ricerca sulla salute infantile e nominata di recente australiano dell'anno.

Emisferi opposti (non solo geograficamente..)


Un mondo in bianco e nero, anzi grigio

Reato tricolore...

Patrioti in vacanza limitate il vostro entusiasmo. Specialmente se decidete di trascorrere le ferie in Croazia. Perche' potreste essere denunciati. E' il caso di un italiano colpevole di aver esposto il tricolore all'entrata di un villaggio turistico, nei pressi di Zara, di cui è proprietario. Le leggi croate vietano, infatti, l'esposizione di bandiere di paesi stranieri senza un permesso delle autorità e la multa prevista per una simile infrazione è di circa 100 euro. Secondo il quotidiano, 'Vecernji list', ai giornalisti è stato vietato l'accesso al villaggio turistico e quando si sono interessati alla possibilità di trascorrervi le vacanze, sono stati consigliati di rivolgersi a un'agenzia turistica di Milano o di informarsi su internet. ...e colpevole di colore Non si capisce se il colpo di sole lo abbia colpito prima o dopo l'arrivo dell'ambulanza. Marcello Vannutelli, 50 anni, di Roma, quartiere Quarto Miglio, chiama l'ambulanza per un malore. Si accorge che il medico è di colore, lo insulta e lo picchia. Non solo ha rifiutato di essere toccato dal medico, colpevole di colore, ma lo ha anche apostrofato con ''sporco negro'', ''fascista e laziale''. Il malato, nella mente e nell'anima, è stato arrestato.

AMINA, PROCESSO AGGIORNATO
AL 27 AGOSTO


Il processo d’appello nei confronti di Amina Lawal è stato rinviato al 27 agosto. La donna nigeriana era stata condannata a morte per adulterio nel marzo dello scorso anno da un tribunale dello stato settentrionale del Katsina.
(nella foto Amina stanca, si appoggia ad una macchina, all’esterno della Corte d’Appello della Sharia)
Nessunotocchicaino >>

FIRMA L'APPELLO

INTERVISTA A SAFIYA:'' E ORA SALVIAMO AMINA''

Si cuce la bocca e le orecchie per non tornare in Iran

Protagonista della protesta estrema un rifugiato iraniano a Londra. Abas Amini, 33 anni, solo qualche settimana fa, aveva visto accogliere la sua richiesta di asilo. Poi l’intervento del ministero dell’Interno, che ha presentato ricorso e intende rimandare l’uomo a Teheran. A darne notizia è The Guardian, che descrive Amini come un membro di un gruppo ribelle. Due anni fa era riuscito a scappare e a rifugiarsi in Gran Bretagna.

RINSAVITE...
PRIMA DI ESSERE AMMAZZATI

Rinsavire abbastanza da capire che si sta per morire. La Corte federale dell’Arkansas ha infatti proposto che i condannati a morte che hanno problemi psicologici assumano antipsicotici per essere abbastanza sani da capire che l’esecuzione è vicina. Senza l’assunzione di questi farmaci, infatti, i prigionieri con problemi mentali non potrebbero essere condannati a morte, come stabilisce la Suprema Corte degli Stati Uniti. A proporre il caso delle persone condannate a morte con problemi psicologici si è riproposta con il caso di Charles Laverne Singleton, accusato di omicidio nel 1979. La condanna a morte venne stabilita qualche anno dopo, nel 1981, dalla Suprema Corte dell’Arkansas. Nel 1986, però, la Suprema Corte degli Stati Uniti pose un freno: in base all’ottavo emendamento sono vietate punizioni crudeli nei confronti dei malati di mente.
(FONTE: PINOSCACCIA.SPLINDER.IT)

++ DOSSIER: DETENUTI TERMINALI IN FILA PER L'ULTIMO PASTO >>


Stati Uniti in prima linea. Per portare la cultura della democrazio nel mondo. E impongono alla comunità internazionale una guerra offensiva che in pochi vogliono. Rendiamo grazie agli Usa. Stati Uniti in prima linea. Per dare stabilità al mondo. E decidono che ci sono armi nucleari buone (le loro, le coreane e le indiane) e cattive (quelle di Saddam). Rendiamo grazie agli Usa. Stati Uniti in prima linea. Per fermare il proliferare incondizionato della produzione di armi. E famiglia Bush con uomini del presidente al seguito pilastri del mercato delle armi. Rendiamo grazie agli Usa. Stati Uniti in prima linea. Per tutelare le nazioni. E SaddamAmmazza' per la questione curda, ma i palestinesi muoiano pure. Rendiamo grazie agli Usa. Stati Uniti in prima linea. Per fermare la criminalità con la pena di morte. E negano l'ultima sigaretta a chi sta per essere giustiziato, dicono faccia male. Rendiamo un doppio grazie agli Usa. Perché ora faranno anche in modo che la morte per legge, quella che si intravvede costantemente giorno e notte per dodici anni in una cella, sia ben visibile agli occhi del condannato. Anche a chi non è nel pieno delle sue facoltà mentali. Stati Uniti, la patria della libertà e delle occasioni per tutti. Anche per chi vorrebbe essere ammazzato e non accorgersene. Firma contro la pena di morte (un viaggio negli Usa e un'ingiustizia del sistema giudiziario potrebbe capitare anche a te):
www.arte.it/caino

Laura

 

GUANTANAMO GATE
E' L'ORA DEI SUICIDI

Seicentocinquanta presunti terroristi dentro a delle gabbie, in attesa di giudizio e senza imputazione. Un'unica legge, quella partorita dagli Usa senza rispetto delle regole internazionali. E 14 tentativi di suicidio. L'ultimo il 16 gennaio. Lo rivela il Pentagono. A Guantanamo i prigionieri della guerra in Afghanistan alla fine del 2001 denunciano con il tentativo di darsi morte la loro sofferenza. A fronte di questa notizia, le autorità della Difesa Usa hanno fatto sapere che sono in atto azioni per prestare un aiuto psicologico ai prigionieri. Molti dei detenuti, che sono a Guantanamo da più di un anno, non conoscono ancora le imputazioni a loro carico. Non è loro permesso incontrare i familiari o avere un legale. Il segretario alla Difesa Usa, Donald Rumsfeld, ha invece più volte difeso il sistema della prigione di Guantanamo, sostenendo che le informazioni che si ottengono dai prigionieri sono di aiuto nella lotta al terrorismo.

IL DOSSIER: GUANTANAMO GATE >> Prigionieri del nulla, guerrieri fuori legge. Sono il bottino di guerra americano. Viaggio a Camp X-Ray, tra marines, cheesecake e polli

 

 

STORIE_IN_GABBIA_
PENA DI MORTE: L' ILLINOIS MANDA IN PENSIONE IL BOIA

Il governatore Rayan:''Il sistema della pena capitale è arbitrario, capriccioso ed illegale''
Il governatore George Ryan denuncia un 'sistema che non funzionà e commuta tutte le condanne a morte nello Stato, ben 156, al carcere a vita. Secondo dati ufficiali, attualmente negli Stati Uniti sono circa 3.500 i detenuti che attendono l' iniezione letale nei bracci della morte. Secondo Amensty International a muovere il governatore Ryan non e' stata solo una valutazione di carattere umanitario, ma la consapevolezza - maturata anche grazie ad approfondite ricerche e inchieste - che la pena di morte, nell’Illinois come ovunque sia in vigore, e' applicata in modo iniquo e arbitrario e rappresenta una violazione dei fondamentali diritti umani.

DOSSIER
DETENUTI TERMINALI IN FILA PER L'ULTIMO PASTO. I cibi richiesti e quelli negati prima di affrontare il patibolo. Hamburger, patatine e giustizia è fatta. >>



GUANTANAMO: AMNESTY CHIEDE RILASCIO DEI PRIGIONIERI AFGHANI

UN ANNO FA IL TRASFERIMENTO NELLA BASE MILITARE USA A CUBA
LEGGI IL DOSSIERAmnesty International ha chiesto agli Stati Uniti di incriminare formalmente o rilasciare tutti i prigionieri afghani da un anno detenuti nella base militare statunitense di Guantanamo. L'associazione per la difesa dei diritti umani ha lanciato la sua richiesta in occasione del primo anniversario del trasferimento a Cuba dei circa 600 presunti ex Taleban o membri di al Qaeda. Da allora questi prigionieri si trovano un «buco nero legale», denuncia Amnesty. Gli Stati Uniti si sono rifiutati di riconoscere lo status di prigionieri di guerra ai detenuti, che provengono da 40 paesi diversi, che sono stati dichiarati «combattenti illegali». A loro è stato negato il diritto di essere rappresentati da un legale o di ricevere visite. E non si hanno notizie di incriminazioni a loro carico. L'intenzione di Washington sarebbe, secondo alcuni analisti, di mantenere queste persone in questo stato di detenzione fino alla conclusione di quella che l'amministrazione Bush chiama la guerra al terrorismo. In questi mesi, sono stati tentati diversi ricorsi legali presso tribunali americani in cui si chiedeva che ai detenuti fossero garantito il diritto di conoscere le ragioni della propria detenzione. E ora si attende una deliberazione della corte d'appello di Washington sulla questione.

DOSSIER: GUANTANAMO_GATE >>
LE ALTRE STORIE IN GABBIA >>

 

 

Amnesty al governo eritreo:''Liberate gli oppositori e i giornalisti''
Respressione. Arresto nel settembre del 2001 di un gruppo dissidente di 15 esponenti del partito al governo (il cosiddetto "Gruppo dei 15") che aveva criticato pubblicamente il Presidente Issayas Afewerki ed aveva invocato "il primato della legge e della giustizia, attraverso metodi pacifici e legali". Per il governo, gli 11 sono colpevoli di "reati contro la sovranita', la sicurezza e la pace della nazione" e si sono resi responsabili di tradimento durante la guerra del 1998-2000 con l'Etiopia. A giudizio di Amnesty International, invece, si tratta di prigionieri di coscienza arrestati unicamente per la loro opposizione pacifica al governo. Censura. Il governo fa chiudere i quotidiani di proprietà privata e nei giorni seguenti ordina l'arresto di 10 noti giornalisti, autori di una protesta nei confronti del ministro dell'Informazione sulla vicenda degli 11 oppositori e sulla chiusura dei quotidiani. Desaparecidos. Nel marzo i 10 giornalisti hanno iniziato uno sciopero della fame. Sono stati trasferiti dalla I stazione di polizia e da allora non sono stati più visti. Amnesty International li considera prigionieri di coscienza: "Come difensori dei diritti umani, hanno accettato il rischio di subire la repressione del governo pubblicando articoli sui diritti umani e la democrazia e rivendicando il diritto alla libertà di espressione e di stampa", ha dichiarato l'organizzazione. Nessuno di questi detenuti e' stato portato dinanzi a un giudice o incriminato formalmente. Le autorità negano loro ogni accesso al mondo esterno e non permettono ad Amnesty International di visitare il paese e sottoporre al governo le proprie preoccupazioni e richieste.
L'appello. In un rapporto diffuso mercoledi' 18 settembre 2002, intitolato Eritrea: detenzione arbitraria di oppositori e giornalisti, Amnesty International ha rivolto un appello alle autorita' di Asmara affinché pongano fine, immediatamente e senza condizioni, alla detenzione illegale di decine di prigionieri di coscienza e difensori dei diritti umani.
LINK: www.amnesty.it

Safiya a Roma:’’La battaglia non è finita. Adesso salviamo Amina’’
Intervista alla donna nigeriana scampata alla condanna a morte per lapidazione


Safiya mostra l'attestato della cittadinanza onoraria di RomaEmozionata, spaesata e teneramente avvinghiata alla propria piccola di nome Adama. Così Safiya Husseini, finalmente libera, si è presentata a Roma. La città le ha conferito la cittadinanza onoraria ‘’in quanto simbolo di un impegno contro una condizione di subalternità della donna e per l' affermazione dei diritti umani nel mondo’’. Ci guarda negli occhi per pochi secondi, il tempo necessario per rispondere alle domande, avvolta in un mantello blu che le circonda la testa, magrissima e con il volto segnato dalla miseria e dalla sofferenza. La donna nigeriana, condannata alla lapidazione, per aver concepito una bambina fuori dal matrimonio, è stata prosciolta il 25 marzo. Ed è stato solo un errore di procedura a strappare Safiya all’orribile morte. Il presidente della Corte, Mohammed Tambari-Uthman ha liberato infatti dalla condanna la donna semplicemente perché il reato e' stato compiuto prima dell'entrata in vigore della la legge coranica. L’esecuzione sancita dalla legge islamica (sharia), in vigore in Nigeria in 12 Stati su 36 (quelli del nord del paese, ormai in aperto contrasto col governo centrale) prevede che l'adultera sia sepolta fino a lasciare in superficie solo la testa per essere poi uccisa a sassate.
Come si sente adesso, scampata alla lapidazione per aver concepito una bambina fuori dal matrimonio?

Finalmente libera. Avevo paura di venire a Roma, è la prima volta che lascio il mio paese. Ma sono qui perché la battaglia ancora non è finita. Un’altra donna si trova nelle mie condizioni e deve essere fatto qualcosa anche per lei.
Ha mai pensato di non potercela fare?
Ovviamente sì, avevo molta paura, ma ho resistito, l’ho fatto per mia figlia Adama. E poi pregavo. Ma devo ringraziare tutte le persone che hanno lottato per me.
Cosa pensa del suo paese e della sharia, la legge islamica instaurata a Sokoto?
Io ero innocente. La legge islamica è la legge del mio paese, stabilisce le regole, ma io ero innocente.
Qual è il suo messaggio all’Italia?

Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato. Sono rimasta stupita, nessuno mi conosceva, eppure hanno combattuto per me. Ma la battaglia non è finita. Dobbiamo salvare Amina. Pregherò per lei e spero che siano tutti disposti ad aiutarla come hanno fatto con me.

La battaglia quindi non si ferma. Il 22 marzo scorso Amina Lawal, 30 anni, divorziata, ha avuto un terzo figlio da un uomo del suo villaggio, che aveva promesso di sposarla. Amina è stata condannata a morte per lapidazione dalla corte islamica di Bakori, nello stato di Katsina. L'accusa è sempre la stessa: aver avuto un bambino al di fuori del matrimonio. A rendere più difficile l’assoluzione di Amina lo scontro tra la corte federale del paese e gli islamici del Nord che considerano l’applicazione della sharia, dichiarata incostituzionale dal governo nigeriano, come una sfida al potere centrale. Il presidente cristiano Obasanjo, Obasanjo, cristiano del sud e di etnia yoruba, non vuole intervenire per non rischiare la guerra civile tra i mussulmani del nord ed i cattolici ed animisti del sud.

Salviamo Amina, condannata alla lapidazione
Il 22 marzo scorso Amina è stata condannata a morte per lapidazione dalla corte islamica di Bakori, nello stato nigeriano di Katsina. L'accusata: aver avuto un bambino al di fuori del matrimonio. L’esecuzione della condanna è stata rinviata di otto mesi per consentire l’allattamento della figlia nata dal rapporto extra matrimoniale, causa del processo e della condanna. Amina non ha avuto avvocati nel primo processo. Il 5 aprile ha presentato appello. La condanna a morte mediante lapidazione è stata confermata il 19 agosto. La corte d'appello islamica ha così ratificato la sentenza. La donna, la più giovane di 13 figli, sposata due volte, la prima a 14 anni, ha tre figli. L’ultimo, una bambina, l’ha avuto da un uomo che le aveva promesso di sposarla, ma che, al processo, instaurato per l’evidenza del rapporto extra matrimoniale rappresentata dalla nascita della bambina, ha negato di essere stato lui ad aver rapporti con Amina.

Che fare
Facciamo qualcosa. Inviare messaggi di solidarietà, aderire a petizione, scrivere via e-mail anche ad alcuni giornali nigeriani (The Comet Email:mail@cometnews.com.ng; This Day Email: thisday@nova.net.ng). Di seguito associazioni e siti che aderiscono all'iniziativa. Potete trovare indirizzi e testi da inviare alle autorità.
La Comunità di Sant'Egidio invita tutti ad aderire al proprio appello per salvare la vita di Amina dalla lapidazione, inviando il testo in inglese raggiungibile alla url www.santegidio.org/it/pdm/news/amina.htm alle massime autorità nigeriane (attraverso l'e-mail del Presidente della Repubblica president.obasanjo@nigeriagov.org) oppure per il tramite delle sedi diplomatiche nigeriane, via fax o per e-mail.

La Comunità di Sant'Egidio, gli indirizzi
L'appello di peacelink
Il sindacato dei lavoratori poste della Cisl
:
Acchiappa lesbiche
Cryogenteam.(e-mail automatica per l'ambasciata nigeriana)



Tortura: approvato protocollo Onu nonostante opposizione Usa


NEW YORK - Il Consiglio economico e sociale dell'Onu (Ecosoc) ha adottato il protocollo aggiuntivo sulla tortura, malgrado l'opposizione degli Stati Uniti che avevano cercato di bloccare il voto con un artificio procedurale. Il cosiddetto protocollo facoltativ è stato approvato con 35 voti a favore, 8 contrari e 10 astensioni, fra cui gli Usa che avevano cercato di far rinviare il testo a una commissione per riaprire la trattativa, il che avrebbe fatto slittare di almeno un anno la sua adozione definitiva da parte dell'Assemblea generale dell'Onu, prevista il prossimo settembre. Il testo, elaborato nel corso di una decina d'anni, mira a intensificare la lotta alla tortura attraverso un sistema di controlli e ispezioni, liberamente accettati da ogni Stato, che rafforzi l'applicazione della Convenzione contro la tortura in vigore dal 1987 e che anche gli Usa hanno ratificato nel 1994. Il protocollo - che sarà applicabile solo ai paesi che lo firmeranno - prevede l'instaurazione di un sistema internazionale di ispezioni a sorpresa dei luoghi di detenzione, come prigioni o commissariati di polizia. Gli esperti che compiranno tali visite, potranno poi avanzare raccomandazioni pratiche per prevenire il ricorso alla tortura. «È una grande sconfitta per gli Stati Uniti», ha detto Joanna Wechsler dell'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch. È «davvero difficile da capire», ha aggiunto, «perché gli Usa lavorino contro i diritti dell'uomo e contro un numero così grande di loro alleati».
(25 luglio)
DOSSIER:

MEDICI CONTRO LA TORTURA

GUANTANAMO GATE

Amnesty contro la Cina
A seguito della richiesta del governo di Pechino di intensificare la campagna nazionale anticrimine "Colpire duro", Amnesty International ha rivolto un appello alle autorita' cinesi affinché evitino ulteriori esecuzioni. "Questa richiesta, formulata l'8 luglio in vista del congresso del Partito Comunista Cinese previsto ad ottobre, si tradurra' inevitabilmente in un incremento delle condanne a morte e delle esecuzioni per reati quali l'evasione fiscale o la rapina, con un conseguente aumento degli errori giudiziari e del ricorso alla tortura" - ha dichiarato Francesco Visioli, coordinatore per la Cina della Sezione Italiana di Amnesty International. Dall'8 luglio sono state circa 50 le condanne a morte emesse e almeno 25 quelle eseguite. Questa nuova ondata di esecuzioni ha fatto seguito a quella del 26 giugno, Giornata internazionale contro la droga, celebrata in tutta la Cina con numerose decine di esecuzioni. La campagna "Colpire duro" e' stata lanciata nell'aprile 2001 con l'obiettivo iniziale di contrastare il crimine organizzato. In seguito, le autorita' regionali e provinciali vi hanno fatto ricorso per reprimere una vasta gamma di "reati" quali ad esempio le "attivita' religiose illegali" nella regione autonoma uigura dello Xinjiang e il "trasporto illegale di persone oltre frontiera" in Tibet. Da aprile a luglio del 2001, la campagna "Colpire duro" ha provocato almeno 2960 condanne a morte e almeno 1781 esecuzioni: in quel periodo la Cina ha applicato la pena di morte piu' di quanto abbia fatto il resto del mondo negli ultimi tre anni. Secondo Visioli, "nonostante l'uso senza pari della pena di morte, i tassi di criminalita' in Cina continuano a crescere. Le autorita' di Pechino dovrebbero trovare altri metodi, piu' efficaci, per affrontare il problema del crimine".


PENA DI MORTE
Cartellino rosso al Giappone


Una moratoria immediata sulle esecuzioni, come primo passo verso l'abolizione della pena di morte in Giappone. E' quanto chiede la campagna lanciata oggi da Amnesty International e dal programma Zapping di Radio Raiuno, in occasione dei prossimi Mondiali di calcio. Circa 110 detenuti nelle carceri del paese nipponico rischiano l'impiccagione. E questo è solo un aspetto della "drammatica realtà che si consuma nell'ombra, lontano dagli occhi del mondo e che è pressoché sconosciuta dai cittadini", si legge in un comunicato di Amnesty. "I condannati conoscono la propria sorte soltanto la mattina dell'esecuzione, mentre familiari e avvocati sono informati a fatto compiuto". Finora il Giappone non ha mostrato alcun segnale di voler abolire questa pratica e il Consiglio d'Europa sta considerando di revocare lo status di osservatore di cui gode il paese presso l'organizzazione. Ad aggiungere altre accuse è il rapporto di Amnesty International "Welcome to Japan?", che denuncia la condizione dei cittadini stranieri detenuti nei porti di ingresso, con violazione dei diritti umani e maltrattamenti. Per aderire alla campagna "Giappone: Cartellino rosso alla pena di morte", si può firmare l'appello rivolto al primo ministro giapponese Koizumi su www.amnesty.it.

(martedì 21 maggio)


 

Articoli

Latest News (19-Aug-02): Funtua Court rejects Amina's appeal

Nigerian woman fights death sentence
BBC News,  8 Jul, 2002

Amnesty appeal over Nigeria mother CNN, Jun 5 2002

Islamic court spares woman from stoning until 2004, IRIN News, Jun 5, 2002

Islamic Court Delays Execution Guardian Unilimited,  Jun 02 2002

Amina Lawal, Nigeria's 'second Safiya' appeals stoning, Agence France-Presse, Apr  04 2002

Woman spared but second faces death by stoning The Irish Times Mar 26 2002

Second stoning verdict in Nigeria
Guardian Unlimited Mar 25 2002

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

LE ALTRE STORIE IN GABBIA

Amnesty contro la Cina


Pena di morte: cartellino rosso al Giappone



La scelta: tu muori, tu vivi


Archivio


 




IL PROTOCOLLO
Il protocollo facoltativo adotatto il 25 luglio dal Consiglio economico e sociale dell'Onu (Ecosoc) rafforza l'applicazione della Convenzione contro la tortura entrata in vigore nel 1987 e ratificata da 130 Paesi, fra cui gli Usa. Il Protocollo prevede l'instaurazione di un sistema internazionale di ispezioni
a sorpesa nei luoghi di detenzione.


GLI USA
Si sono astenuti dal voto. Non firmeranno il protocollo perché contrario alla loro Costituzione. Negli Usa le carceri dipendono dai singoli Stati, contrari alle ispezione, e Washington dice di non aver potere in merito.

IL VOTO
Il protocolo è stato approvato il 25 aprile con 35 voti a favore e 8 contrari (Australia, Cina, Cuba, Egitto, Giappone, Libia, Nigeria, Sudan).

 
La scelta: tu muori, tu vivi
 
   
 

Texas, contea di Harris. Terra di giurie padrone della vita altrui, di iniezioni letali pronte a circolare nel corpo e a decretare morte. Morte per legge sotto la scure della pena capitale. Scelta di morte per le minoranze etniche incapaci di opporre una difesa legale adeguata perché senza denaro e istruzione. Scelta di vita per Andrea Yates, caucasica, 36 anni, di ceto medio, colpevole dell'omicidio dei suoi 5 bambini. Il processo inizia il 18 febbraio 2002. La giuria è composta da otto donne (due delle quali hanno avuto problemi di depressione) e quattro uomini.
Dodici marzo: la giuria impiega tre ore e quaranta minuti per stabilire la colpevolezza della donna. Tre giorno dopo la sentenza: i giudici chiudono le porte, discutono del caso e, dopo quaranta minuti, scelgono la vita per Andrea. Condannata all'ergastolo, con la possibilità della libertà per buona condotta dopo quarant'anni. Viene giudicata incapace di intendere e di volere, la linea difensiva più difficilmente accettata dalle corti texane in caso di condanne per pena capitale.
L'America si mobilita, si rispecchia in Andrea, di buona famiglia, senza precedenti penali, e di colore bianco. Questa volta ha vinto la pietà dell'America che si promuove giudice della vita altrui.

Questa volta si è voluto capire cosa potesse esserci dietro a un gesto simile, si sono considerate delle attenuanti come la sindrome da stress post-parto. In un articolo sul Newsweek si legge: "La maggior parte degli assassini di massa sono sociopatici che vivono completamente alienati dagli altri esseri umani. Sono sadici, senza cuore. Andrea era l'opposto: addirittura, apparentemente si preoccupava troppo". Il Washington Post titola: Why Kill Andrea Yates?. Nella conclusione della perizia psichiatrica effettuata da James P. Thompson si legge: la paziente ''ha bisogno di imparare a combattere lo stress, di giudicare se stessa in modo più positivo… ha bisogno d'aiuto per imparare ad esprimere meglio le sue emozioni e ad organizzare i suoi pensieri''. Questa volta è stata scelta la vita. Ma in tutti gli altri casi? Quando sul banco dei testimoni c'è una persona di colore, un ispanico con stato mentale simile a quello di Andrea?
La risposta è nei fatti
: Mario Marquez, quoziente intellettivo pari a 65, picchiato da bambino dal padre con un frustino, abbandonato da entrambi i genitori a 12 anni. Con problemi mentali tali che nelle udienze con i suoi avvocati parlava di quanto gli piacesse disegnare. Mario Marquez è stato giustiziato nel 1995.

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Quando la vita genera morte
Le esecuzioni negli Usa
I rumori della morte. Le registrazioni delle esucuzioni capitali
Pena di morte nel mondo


Il caso Andrea Yates
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La trascrizione della confessione
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