|
GUERRA
DIMENTICATA
|
||||||||||||||||||||||||||||||
|
Iraq:
il dossier sulle armi imbarazza l'Occidente WASHINGTON - C'è imbarazzo e attesa nel mondo dell'industria americana e occidentale in genere, dopo che il rapporto iracheno sulla lista degli armamenti di Baghdad è stato consegnato nelle mani Usa, e dopo che si è appreso che contiene i nomi delle aziende che avrebbero fornito tecnologia militare vietata al governo del Raìs iracheno. Secondo le circa 12 mila pagine del documento, divise in quattro capitoli (nucleare, chimico, biologico e missilistico), l'Iraq non sarebbe più in possesso di armi di distruzione di massa. Ma mentre gli Stati Uniti cercano il modo di dimostrare il contrario, e gli ispettori restano al lavoro a Baghdad, il mondo trema per le informazioni contenute nel dossier che riguarda proprio i progetti di armamento nucleare. Secondo Baghdad sarebbero terminati nel '91, prima della Guerra del Golfo. Nel dossier sarebbero citate tutte le compagnie e i governi stranieri che hanno contibuito alla realizzazione dei programmi atomici, ma anche dei progetti relativi alla costruzione di armi chimiche e biologiche. In più, stando a quanto riferiscono fonti interpellate dalla Cnn, nel documento vi sarebbero accenni alla costruzione di una cosiddetta "bomba sporca", ovvero un ordigno atomico realizzato con uranio impoverito e un semplice esplosivo in grado di spargere per chilometri gli effetti letali delle radiazioni. Il gioco d Saddam, in gni caso, appare chiaro: svelando i nomi dei propr fornitori occidentali, mira infatti a spaccare il già diviso fronte bellivo. Fino ad ora i nomi delle aziende private coinvolte sono rimasti segreti, ma il fatto che il rapporto circolerà tra breve in maniera integrale fra i cinque membi permamenti dell'Onu, sembra rendere pressoché inevitabile un'imbarazzante fuga di notizie. D'altronde, proprio all'interno dei cinque membri permanenti, esplodono tensioni e polemiche. Oggetto del contendere quella che Francia e Russia hanno considerato una vera e propria scorrettezza da parte degli Usa, che si sarebbero appropriati del dossier di Saddam senza avvertire, e senza autorizzazione del Palazzo di Vetro. Lo stesso segretario generale Kofi Annan ha criticato duramente il gesto. E intanto, dalla Gran Bretagna, tradizionale alleato di ferro degli Usa, giungono nuove minacce: "Se ci saranno violazioni saremo pronti a passare all'azione" spiega il premier Tony Blair in un'interivsta al Financial Times. Schermaglie sul dossier a parte, sul terreno proseguono le ispezioni degli esperti Onu. Quella di oggi è forse la giornata più intensa dalla ripresa dei controlli. In mattinata, il team di Hans Blix ha visitato quattro siti sospetti nei dintorni di Baghad, tra cui un'industria chimica e un impianto utilizzato in passato per il trattamento dell'uranio. Il lavoro degli ispettori è stato elogiato oggi dal generale Amin, incaricato di fare da tramite fra regime e Onu. "Il loro comportamento è professionale e tranquillo, al momento non c'è alcun problema tra di noi. Se manterranno le promesse, resteranno qui otto mesi".
Bush
Oil Man
|
||||||||||||||||||||||||||||||
|
Iraq 2003, Washington pensa all'invasione
Si
legge sull'edizione domenicale del New York Times che Washington pensa
ad un piano per un'intensa campagna aerea combinata con un'invasione terrestre
per rovesciare il regime del rais, che resiste dal 1979. Al momento, comunque,
non ci sarebbe ancora un piano ufficiale, né un ordine al Pentagono perché
mobiliti le forze armate. A rallentare l'operazione l'opposizione dei
Paesi arabi e la riluttanza degli alleati atlantici di fronte a un attacco
a freddo e senza giustificazione. |
||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||
|
Le associazioni impegnate in Afghanistan |
||||||||||||||||||||||||||||||
| Caritas | ||||||||||||||||||||||||||||||
Fornisce dal 1971
aiuti socio-sanitari agricoli, di microcredito e sanità. E' presente con cinque osservatori internazionali impegnati nella distribuzione di viveri, tende e attrezzature sanitarie. In particolare in Pakistan, dove già si trovano almeno 2 milioni di afghani, la Caritas locale, grazie al sostegno di Caritas Italiana e della rete Caritas, si è attivata per aiutare circa 30.000 famiglie, 180.000 persone, distribuendo viveri e generi umanitari Web: http://www.caritas.it/ |
||||||||||||||||||||||||||||||
| PER DONARE: Caritas Ambrosiana - CONTO CORRENTE POSTALE N. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus - C/C BANCARIO N. 578/93 - ABI 3512 - CAB 1602 - CREDITO ARTIGIANO AG.1 MILANO intestato a Caritas Ambrosiana Onlus, Causale: Profughi e vittime della nuova guerra |
||||||||||||||||||||||||||||||
| Unicef | ||||||||||||||||||||||||||||||
Il
Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia chiede 35 milioni di dollari
per aiutare bambini e donne afgane. L'organizzazione umanitaria ha stanziato
un miliardo di lire e ha già inviato un convoglio con 200 tonnellate di
cibo per gli abitanti delle zone controllate dalla opposizione afghana
dell'Alleanza del nord. Un altro carico è diretto in Turkmenistan, con
33 tonnellate di aiuti tra 100 mila sacchetti di sali per la reidratazione
orale, 26 mila serbatoi per l'acqua, 150 mila tavolette per potabilizzare
l'acquaWeb: http://www.unicef.it/ |
||||||||||||||||||||||||||||||
| PER DONARE: ''Emergenza Afghanistan'', c/c postale 745000; c/c bancario 894000/01 Comit, ag. 11 Roma, Abi 02002 Cab 03211; carta di credito al numero verde 800.745.000. |
||||||||||||||||||||||||||||||
| Emergency | ||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||
| PER DONARE: c/c postale 28426203 c/c 713558 CAB 01600 ABI 5387 Banca Popolare dell'Emilia Romagna agenzia di Milano |
||||||||||||||||||||||||||||||
| Medici Senza Frontiere | ||||||||||||||||||||||||||||||
Presente
dal 1980 assicura assistenza medica alla popolazione afgana con cliniche mobili nelle province di Takhar e Badakshan, nella valle del Panjshir, e con un ospedale provinciale a Gahzni. Nella provincia di Kandahar addestra il personale locale per fronteggiare le emergenze. Dopo l'11 settembre molti volontari hanno dovuto abbandonare il paese. Attualmente Msf è presente con un team di 5 medici coadiuvati da personale locale nel nord dell'Afghanistan e nei paesivicini (Iran, Pakistan, Tagikistan e Turkmenistan). Web: http://www.msf.it/ |
||||||||||||||||||||||||||||||
|
PER DONARE:
ccp/n. 87486007 oppure con bonifico bancario presso MPS, cc/n. 14200.95, ag. 6 Roma o Banca Popolare Etica cc/n. 115000. Indicare la causale AFGANISTAN. Per donazioni con carta di credito, telefonare al n. 06.4486.9225 |
||||||||||||||||||||||||||||||
| Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (Acnur) | ||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||
| Programma Alimentare Mondiale (Pam) | ||||||||||||||||||||||||||||||
Ha
ritirato le proprie delegazioni per motivi di sicurezza dopo l'attacco degli Usa e interrotto il flusso di aiuti alimentari (500 tonnellate al giorno). Web: http://www.wfp.org/ |
||||||||||||||||||||||||||||||