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Giorni
di offensiva anglo-americana sul territorio afghano. Sotto tiro la terra
che è rifugio del terrorista saudita, ma anche patria di bambini colpiti
dalla siccità, dalla guerra civile e dallo sfollamento. L'Unicef
lancia l'allarme: più di un milione e mezzo di piccoli sotto i cinque
anni rischiano di non sopravvivere al prossimo inverno. La crisi umanitaria
scatenata dalla guerra si aggiunge ad una situazione già precaria: tre
anni di siccità, milioni di sfollati di cui 7,5 milioni sono donne e bambini,
la guerra civile e il conflitto decennale contro l'Urss che ha lasciato
sul terreno 10 milioni di mine antiuomo e portato la popolazione allo
stremo. L'Unicef e Amnesty Internacional si appellano agli Stati Uniti
e agli Stati alleati affinchè assicurino che le operazioni militari siano
condotte nel rispetto degli standard internazionali in materia di Diritto
Umanitario. L'obiettivo primario dovrà essere risparmiare i civili e soprattutto
impedire che altri uomini, donne e bambini innocenti diventino vittime
di questa già tragica situazione.
Il dramma Afghanistan viene fotografato nel Rapporto Social Watch
2001. Quasi la metà dei bambini al di sotto dei quattro anni soffre di
malnutrizione. Attualmente 3,8 milioni di afghani dipendono totalmente
dagli aiuti alimentari delle Nazioni Unite. Secondo il World Food Programme
il primo novembre diventeranno 5,5 milioni. Le scorte stanno per finire
e il conflitto impedisce l'afflusso di cibo. L'assunzione delle calorie
giornaliere diminuisce ed è lontanissima dai livelli suggeriti dalla Fao
(3.200 calorie al giorno). Il tasso di mortalità dei bambini al di sopra
dei 5 anni è aumentato, passando da 163 su mille nati vivi del '90 a 165
del '99. Solo l'8% delle gravidanze si conclude con un parto assistito
contro una media mondiale del 72,4%. Senza pane e senza istruzione. Secondo
il rapporto, i cui dati risalgono al 1993 per la difficoltà di reperire
informazioni, il tasso di analfabetismo supera il 65%. Solo il 28% dei
bambini è iscritto alla scuola di base, mentre la media mondiale nel '90
era dell'82,1%.
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