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GUERRA DIMENTICATA <SPECIALE 11 SETTEMBRE>
In diretta dall'Afghanistan
la voce di Emergency
Fuga, fame e disperazione. Così in Afghanistan si consuma il dramma della popolazione civile. Una fotografia sul popolo che, dopo l'occupazione sovietica e 10 anni di guerra civile, vive sulla propria pelle la caccia al terrorista Osama Bin Laden, colpevole dell'atto di guerra contro gli Usa.
I negativi di Hamid, Nafisa e Daoud ce li consegna Emergency (le immagini sono di Giovanni Diffidenti), organizzazione impegnata nella cura e nella riabilitazione delle vittime della guerra. L'associazione offre assistenza chirurgica specializzata e attività di pronto soccorso. Per la cura delle vittime delle mine antiuomo interviene con processi di riabilitazione e installazione di protesi degli arti. Emergency è presente in Afghanistan con due ospedali, uno a Kabul e uno ad Anabah. Il centro di Kabul è stato chiuso a maggio a seguito di un'incursione armata dei talebani e riaperto a novembre,dopo l'attacco anglo-americano. Nicola Tarantino, membro del coordinamento romano di Emergency, descrive scene di vita quotidiane vissute in Afghanistan dove nell'ospedale di Anabah i volontari di Emergency continuano ad offrire assistenza sanitaria.
Pane e bombe. Insieme ai missili gli americani lanciano aiuti umanitari. La maggioranza di questi pacchi però cadono nei campi minati. Tradotto: gli afghani rischiano di saltare in aria per raggiungere il cibo. Tarantino ci conferma la presenza del problema e l'aumento di feriti in questo periodo per le esplosioni di mine antiuomo.
La guerra, inoltre, ha accentuato la drammatica situazione sanitaria in Afghanistan. ''Uno dei problemi più gravi che registrano i nostri volontari - racconta Tarantino - è la mancanza di medicinali. Per questo Gino Strada, medico chirurgo, fondatore dell'associazione, si trova nella valle del Panshir. L'obiettivo a breve termine è riaprire l'ospedale di Kabul e riattivare i rapporti con le autorità locali per consentire l'arrivo di medicinali e l'attività dei volontari nel centro di Anabah''.

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L'eredità della morte
In Afghanistan ci sono almeno 7 mine anti-uomo per ogni abitante. Per i bambini di Kabul l'ordigno si trasforma in una fonte di guadagno. Le bombe, infatti, contengono al loro interno materiale metallico che può essere rivenduto per pochi dollari. Una mina SB-33, di produzione italiana, si mimetizza così bene in mezzo ai ciottoli da risultare quasi del tutto invisibile. Quando una persona calpesta una di queste mine, del tipo ''a carica esplosiva'', normalmente perde il piede o addirittura parte della gamba. Attualmente molti modelli di mine anti-uomo vengono prodotti in colori e forme che contribuiscono a mascherarle sul terreno. Le mine uccidono più di 15.000 persone all'anno, in grande maggioranza civili, tra cui molti bambini. Sono 110 milioni le mine disseminate in 67 paesi e ci vorranno 10 anni per bonificare tutte le zone a rischio.
Approfondimenti
Good Morning Afghanistan Guerra a Kabul. Chi salva i bambini?
Uccisi nove soldati americani, e la guerra riconquista le prime pagine dei giornali. Bombe sulla terra di bin Laden, mentre 3 milioni di piccoli rischiano la vita per malnutrizione
   
Guantanamo Gate Tutto sull'11 Settembre
Prigionieri del nulla, guerrieri fuori legge. Sono il bottino di guerra americano. Viaggio a Camp X-Ray, tra marines, cheesecake e polli 11 settembre 2001. Ore 8 e 45. Un Boeing 767 della United Airlines si schianta su una delle Torri Gemelle a New York. Dopo qualche minuto un secondo aereo colpisce la Torre Sud

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