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| CHI
SONO? CLICCA QUI Questi sono alcuni degli articoli pubblicati su Il Messaggero (al momento oltre 450). Penso che se sei capitato/a qui ci sia un motivo. Nulla è lasciato al caso sul Web, non lo sapevi? Quindi concentrati, dai una letta agli articoli (anche veloce se vuoi...) e poi dimmi se non merito di lavorare all'interno di una redazione (oh che bello! Il mio sogno). Per raggiungere l'obiettivo, metto in vendita: CERVELLO DI DONNA SVEGLIA, CAPACISSIMA IN GIORNALISMO: PREGO CONTATTARE IN OGNI MOMENTO NO PERDITEMPO, SOLO PRATICANTATO VERO O LAUTA COLLABORAZIONE PRESENTI TUTTI I REQUISITI: resistenza fisica, psicologica, esperienza e capacità redazionale (eccelsa!), impegno, sacrificio, preparazione diversi campi, disponibile a trasferimento (ovunque) laurea (ma tanto non serve). SCRIVIMI! |
TRAGEDIA
A TOR DI QUINTO
Quella
in alto è un'immagine satellitare della strada dove è stata
aggredita Giovanna Reggiani.
MONDANITA' Domenica
29 Luglio 2007
Domenica
22 Luglio 2007 Domenica
15 Luglio 2007 Chiudi
Giovedì 19 luglio 2007 ROLLING STONES A ROMA Domenica 08 Luglio 2007 Via Urbana in delirio per i Rolling Stones di LAURA BOGLIOLO «Ehi
Mick, a pic please!». C'erano decine di fans ieri a salutare con grida e
flash i quattro esplosivi Rolling Stones che a sorpresa hanno trascorso
il pomeriggio alla Recording International di via Urbana. A riunire i quattro
principi del rock è stato Martin Scorsese che ha scelto proprio Roma per
far visionare per la prima volta a Mick Jagger, Keith Richards, Ron Wood
e Charlie Watts il documentario che il regista premio Oscar ha girato sulla
vita delle pietre rotolanti. La pellicola, prodotta dalla Bim Distribuzione,
si chiama “Shine a Light” (Brilla una luce) ed uscirà in Italia il 22 settembre.
Il primo a uscire dalla sala di registrazione è stato Jagger, che ha salutato
la folla di fan e curiosi che ha piacevolmente sconvolto il sabato pomeriggio
del Rione Monti. Camicia a quadri e canottiera bianca per l'irresistibile
gigante del rock che venerdì sera ha immortalato un pezzo di storia della
musica nella psichedelica cornice dello Stadio Olimpico. Dopo Mick a raccogliere
i flash dei fans sono stati Keith Richards, in compagnia dell'immancabile
bandana e sigaretta, Ron Wood, il più disponibile con i fans e Charlie Watts.
Per ultimo, in giacca e cravatta, è comparso Martin Scorsese, che farà “brillare”
le stelle del rock in un attesissimo documentario. FOTO, VIDEO E ALTRO SUI ROLLING STONES ALL'OLIMPICO >> Sabato 07 Luglio 2007 Cronaca, pag. 57 Anne Hathaway e Martin Scorsese con gli Stones di LAURA BOGLIOLO Scossi dal ritmo rock, accarezzati da una lingua gigante simbolo delle storiche boccacce di Mick, scatenati e adrenalinici in curva come in tribuna d'onore per cantare Ruby Tuesday e Angie. I Rolling Stones ieri allo stadio Olimpico hanno calamitato un parterre d'eccezione di stile hollywoodiano. Nel super-protetto backstage post concerto c'era la bellissima Anne Hathaway, la Pretty Princess del Diavolo veste Prada, osannata dai flash dei fans. Tra i più attesi il regista Premio Oscar per Martin Scorsese e l’attrice Sienna Miller. Anche i vip made in Italy si sono confusi tra la folla dei fans per intonare I'm Free e Jumpin' Jack Flash. Al blues Alex Britti ha preferito per una notte il rock purosangue della band britannica. Insieme a lui anche David Zard, Antonello Venditti, Luca Barbareschi, Carmen Consoli ed Elisa hanno applaudito l’intramontabile gruppo rock. Nascondono bene qualche capello grigio sotto cappellini neri con lo stemma dei Rolling Stones gli stoniani di vecchia data che hanno aspettato la notte del concerto in un raduno di oltre 300 fans al locale del Centro Nag's Head e che si sono ritrovati in curva sotto lo striscione “Mick, finalmente a Roma!”. CINEMA Giovedì
22 febbraio 2007, cronaca di Roma, pag. 41 DI
LAURA BOGLIOLO
14
febbraio 2007, Nazionale, Cultura Martedì
09 Gennaio 2007, Nazionale 10 febbraio 2007, Cronaca di Roma, chiusura degli stadi I blogger la pensano così DI LAURA BOGLIOLO <Che tristezza la domenica senza calcio!> firmato Pane&Pallone. I blogger romani lanciano pagine in pixel per gridare la loro rabbia contro le partite a porte chiuse, i controlli esagerati e il rischio di non vedere più la Roma in trasferta. Nella pagina dei commenti di www.asromaultras.it si discute sulle nuove norme anti-violenza. 3 gennaio
2007, Cronaca di Roma Tornerà a
febbraio con una nuova serata tutta da solo. A Lettere Caffè, naturalmente.
Questa è la risposta di Giovanni Baglioni, classe '82, figlio di quell'"Avrai"
di papà Claudio, alle richieste lasciate scritte dai suoi già tanti fans
sul libro degli ospiti del locale di Trastevere alla fine della sua prima
esibizione da solista. In quella serata aveva folgorato tutti. La sua
arte è la chitarra per un assolo acustico di pezzi di Michael Hedges,
l'artista che lo ha "fulminato" facendogli nascere la voglia di suonare
musica contemporanea. Giovanni parla di Internet come fonte d'ispirazione,
scherza sulla non-voglia di cantare e dei soldi necessari per stampare
gli spartiti delle composizioni più difficili. "Quasi 100 euro di fotocopie"
per la complicatissima Aerial Boundaries suonata prima dell'entusiasmante
Air Tap di Erik Mongrain eseguita seduto percuotendo le sei corde della
Takamine come se fosse un pianoforte. E poi la composizione dedicata al
suo maestro, Pino Forestiere, e "Dalla cenere", assolo che scuote il pubblico.
"Ho iniziato a studiare chitarra tre anni fa, ma è la mia compagna di
giochi da quando ho 8 anni". A regalargli la prima chitarra elettrica
è stato papà Claudio che insieme alla mamma Paola Massari lo volevano
direttore d'orchestra.
19 aprile 2006 Cronaca, pag 35 Mercoledì 26 Aprile 2006, pag. 40 Al XVII Municipio
"Pronto baby sitter", servizio a domicilio da prenotare Basta una
telefonata e la tata arriva a domicilio. ''Pronto baby-sitter'' è il progetto
nato nel Municipio XVII dalla volontà delle mamme. Iniziò tutto con una
riunione spontanea tra genitori del quartiere e il presidente Roberto
Vernarelli. "Molte mamme - spiega Vernarelli - impegnate in attività lavorative
o semplici casalinghe avevano evidenziato la necessità di poter contare
su un sostegno pratico per riuscire a godere di una sola ora di tranquillità
nel corso della giornata". Negli asili nido non c'era più spazio, chi
avrebbe accudito i bambini? Si è pensato ad un'idea rivoluzionaria finanziata
dal municipio. Il servizio, nato nel 2004, consente alle mamme di prenotare
la propria tata chiamando il numero 338.9444986. Le prenotazioni avvengono
il venerdì dalle 18 alle 20. Il servizio, a disposizione degli abitanti
del Municipio XVII, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle
13,00 e dalle 14,00 alle 18,00. Quanto si paga? Solo 3 euro l'ora. Due
euro invece se i bambini da accudire sono due. Il servizio viene affidato
tramite bando ad un associazione privata che offre tate specializzate
a domicilio. Arrivano tantissime richieste anche dai vicini Municipi,
ai quali però non si può dare seguito, perché il servizio è riservato
ai residente del XVII. Le operatrici sono facilmente riconoscibili per
il look: maglietta stampata con il nome del progetto, valigetta contenente
materiale ludico - didattico e cartina del territorio. Ma non finisce
qui. Perché a luglio e ad agosto c'è ''Baby by night''. Un baby parking
gratuito con giochi, cineforum e animazioni. Il sabato sera i genitori
possono lasciare i piccoli nell'asilo by night presso lo spazio ''Bimbo
mio'' di via Cantore 4, vicino a piazza Mazzini. Mamma e papà possono
godersi una serata estiva in giro per la capitale, mentre i bambini vengono
accuditi in uno spazio baby divertente. Il servizio è completamente gratuito
(per informazioni e prenotazioni: 06.3700510, 3476886520). Nel Municipio,
che comprende il quartiere Prati e Della Vittoria, con una popolazione
di oltre 71.200 abitanti, ci sono altri due Spazi Baby che accolgono bambini
dai 18 ai 36 mesi (Via A. Emo, 8, Tel 06.39726732, Viale Angelico, 28,
Tel 06.3720043, orari 8-13,14.30-19.30). Per l'accesso è valida la stessa
lista di attesa per gli Asili Nido. Se tramite tale lista si ottiene il
diritto all'accesso al Nido, si potrà optare per l'iscrizione allo Spazio
Baby in alternativa al Nido. L'accoglienza si articola su due fasce orarie
di cinque ore ciascuna. E il 3 aprile è nato ''L'asilo nido che non c'è'',
la struttura di via Fornovo 10 autogestita dal comitato spontaneo dei
genitori dei bambini in lista d'attesa per gli asili nido. Ospita 70 bambini
e non ha ottenuto l'autorizzazione dell'Asl "perché - come spiegano dal
Municipio - l'ingresso della struttura non è perfettamente al livello
stradale". 14 aprile 2006, cronaca Musei aperti per ferie DI LAURA BOGLIOLO Le opere di uno dei più grandi maestri del Quattrocento nello splendido scenario delle Scuderie del Quirinale. Antonello da Messina e la ricostruzione visiva del corpus pittorico nel perfetto equilibrio tra il linguaggio italiano e nord-europeo. Ma anche la figura di artista-reporter di Caffi in Luci del Mediterraneo al Museo di Roma e il progetto espositivo a cura di Rudy Chiappino sul percorso artistico di Amedeo Modigliani al Complesso del Vittoriano. Sarà festa nelle case dei romani, ma anche nei musei che consacrano una delle più attive primavere della cultura. Perché anche durante le feste il Sistema Musei Civici e le grandi mostre spalancheranno le porte a romani e turisti. Si potrà trascorrere Pasqua e pasquetta all'ombra di Marco Aurelio e del Festival della Fotografia organizzato da Zoneattive quindi, ma anche lunedì 24 e martedì 25 aprile le più belle dimore museali, le ville e i parchi storici rimarranno aperti. Grande sorpresa poi il 21 aprile, quando il Natale di Roma verrà festeggiato con l'ingresso gratuito nei musei civici. Al Macro si potranno ammirare le esposizioni di Leandro Erlich, Erwin Wurm e Gianni Dessì. Al Museo di Roma in Trastevere c'è Paesaggi di guerra con le fotografie di Luca Campigotto, Riccardo Mazzoni, Simon Norkol e Lorenzo Pitturi, un percorso che sintetizza il rapporto tra presente e passato, mostrando i grandi eventi della Storia. Al Chiostro del Bramante si potrà fare una full immertion nelle opere di Giulio Aristide Sartorio, uno degli artisti più rappresentativi del simbolismo e del liberty italiano. ''Roma avrà i musei aperti più di qualsiasi altra città europea''. Così Gianni Borgna, assessore alle Politiche Culturali, ha presentato ieri l'iniziativa promossa dalla Sovarintendenza dei Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura. ''Dopotutto Roma - ha continuato Borgna - si contraddistingue per un turismo culturale che sconfigge ormai da tempo quello mordi e fuggi e conferma il trend positivo''. Qualche esempio? Villa Torlonia sta registrando una media di 800 visitatori nei giorni feriali e di 1200 in quelli festivi. Perché accanto ai musei ci sono anche le ville e i luoghi storici da visitare. Dai Mercati Traianei, alla Casina delle Civette e Casino dei Principi di Villa Torlonia, fino ad arrivare al Planetario e al Museo Astronomico. E gli orari? Quasi tutti i musei osservano orario continuato dalle 9 alle 19, altri invece resteranno aperti fino alle 14 (info: tel. 06.82059127). ''Un'iniziativa - ha concluso l'assessore Borgna - che può realizzarsi grazie all'impegno dell'amministrazione comunale ma anche alla disponibilità dei dipendenti''. Ancora arte ai Musei Capitolini con Tutta Roma ad opera di Martin Parr e Il secolo delle vacanze, retrospettiva dedicata a Henri Cartier-Bresson. Per la prima volta a Roma si potranno ammirare le opere di Giuseppe Cavalli a Palazzo Braschi e infine le immagini del fotoreporter Mario Pondero presso la Sala Santa Rita. Aperti anche il Museo delle Mura, Napoleonico, Pietro Canonica a villa Borghese e la Centrale Montemartini. E poi le grandi inaugurazioni. Il 21 verrà aperta al pubblico la splendida Ara Pacis ristrutturata sotto lo sguardo attento e la genialità artistica dall'architetto americano Richard Meier. Appuntamento, infine, il 10 maggio con l'inaugurazione del museo Bilotti nell'ex aranciera di Villa Borghese. Il collezionista ha lasciato alla capitale la sua splendida collezione di arte contemporanea che comprende anche quadri di De Chirico. Lunedì
10 Aprile 2006, nazionale, pag. 10 28 febbraio 2006, pag. 49 Da
Zero a Centomila l'assalto dei sorcini DI LAURA
BOGLIOLO 14
gennaio 2006, pag. 35 di LAURA
BOGLIOLO INTERVISTA
A SILVIO MUCCINO 6
gennaio 2006, pag. 37 Data:
06/08/2003 Pagina: 19 |
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REPORTAGE
(vabbè, quasi...)
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marzo
2006 ottobre
2005 DI
LAURA BOGLIOLO |
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gennaio
2005 Sabato 8 ottobre, 2005 Il caso delle baby cubiste rilancia la riflessione su una generazione che spaventa. "La scuola più importante? Quella della vita " Viaggio nel "pianeta 14 anni" "Ma non siamo tutti uguali" di
LAURA BOGLIOLO Giovedì
30 Giugno 2005 |
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| Venerdì
24 Settembre 2004 Viaggio sui 18 Km della linea che collega via Battistini all'Anagnina Quelli della notte Metro A, treni affollati sino a tardi: da ottobre si chiude alle 21 Posti in piedi, anche dopo le 21. Una folata di vento caldo e umido, odore di fuliggine e spezie che sanno di strascichi di sudore. Le scale dell'entrata della metro alla fermata Furio Camillo e qualche spallata contro corpi stanchi dopo una giornata di lavoro. Giornali sotto il braccio che sono già di ieri, sguardi fissi in terra e passi che vorrebbero mangiare la strada pur di raggiungere subito casa. Dieci minuti dopo le 21 le scale mobili sporche della stazione raccontano di un'altra giornata che se ne è andata nella città a cielo aperto e di un'altra che non smette di andare avanti tra le viscere della terra. Nella Roma sotterranea la vita spasmodica della metropoli che corre non si ferma. Da Furio Camillo in direzione Anagnina. Entrano ed escono dai vagoni dove non c'è posto per sedersi. Ci sono i manager pendolari che dal centro tornano nella periferia. Completo, blu e valigetta 24 ore. Ci sono gli studenti che hanno gli occhi ancora pieni di libri, lezioni, code all'università. I più colorati sono gli extracomunitari. Hanno finito anche loro di lavorare e si portano dietro i negozi "gonfiabili" fatti di materassini e merce in buste di plastica. Ad Arco di Travertino, dove in superficie ci sono i capolinea degli autobus che vanno verso Roma sud, il flusso maggiore di persone. Escono ed entrano da ogni vagoni almeno una ventina di persone. Volti sempre più stanchi e mani che sorreggono teste dondolanti. Passano veloci Porta Furba-Quadraro, Numidio-Quadraro e Lucio Sestio. Ancora pochi minuti e si arriva al capolinea. Anagnina, una città nella città. La regola è: guardarsi le spalle dai malintenzionati. Insegnano questo gli sguardi intimoriti delle decine e decine di persone che non smettono di uscire ed entrare dalla stazione dalle 21.30 alle 22.00. Scendono Pasquale Verde, 18 anni e un suo amico. "Abito ad Anagnina e senza metro - racconta - mi sentirò tagliato fuori dal mondo. Dovrei iniziare a lavorare al Bingo di piazza Re di Roma, farò tardi e come tornerò a casa?". Escono ed entrano dai vagoni. Da Anagnina in direzione Battistini la corsa ricomincia, ma cambia la gente. I volti stanchi dei lavoratori lasciano spazio a sguardi più sorridenti. C'è chi deve raggiungere il centro perché ha appuntamento con gli amici, chi deve andare al cinema Barberini e preferisce prendere la metro almeno all'andata. C'è anche chi torna a casa dopo una gita. Aldo Aureli, 78 anni, accompagnato da moglie ed amici torna da Marino. "Abitiamo a due passi da Ponte Lungo, non guidiamo - racconta - senza metro dopo le 21 dovremmo fare vita vecchietti, rintanati a casa". E poi ci sono i viaggiatori. A Termini è giorno. Stesso via via delle 11 di mattina. Turisti e militari che tornano in caserma. Ancora fermate in direzione Battistini. Solo posti in piedi, anche alle 22.30. C'è il solito manager sguardo fisso mentre ripassa il business plan prima di tornare a casa, ma anche l'operatore ecologico che ha finito il turno e l'uomo con la pettorina gialla fluorescente della Sta. Ma c'è anche chi inizia a lavorare. "Inizio il turno a mezzanotte - spiega con accento napoletano Nicola D.C., 37 anni, guardia giurata - potrei prendere l'auto, ma non è affidabile come la metro". Vagoni più vuoti solo verso il capolinea Battistini. Si torna indietro, ancora una corsa, verso Anagnina. Solo posti in piedi, anche alle 23. Alla fermata Flaminio il pienone. E' finita la partita e il vagone si riempie di romanisti. Nicola Michele, 27 anni, porta sulle spalle l'autografo di Totti. "La metro è comoda quando ci sono le partite - spiega - io devo arrivare fino a Giulio Agricola". Quasi ressa a Termini. Ancora fermate. Si scende ad Arco di Travertino. C'è ancora chi approfitta degli autobus. L'ultima corsa, quella delle 23.30 (in direzione Furio Camillo) si fa attendere dieci minuti. Ore 23.28 cessa anche la musica in sottofondo. Solo i rumori delle viscere di Roma. Mentre sui vagoni continua a salire gente. Come se fosse giorno. |
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Giovedì
05 Luglio 2007
13/12/2004, pag. 48 Baglioni, un piccolo grande concerto Lunedì sera al Classico di Testaccio si esibirà per i100 fan che hanno risolto un quiz di LAURA BOGLIOLO Imbraccerà la stratocaster nera, sotto un cielo di travi di legno tra luci soffuse e profumo d'incenso. Claudio Baglioni si esibirà il 16 febbraio in un concerto per pochi intimi al Classico Village, locale ricavato da una ex fabbrica di saponi, diventato tempio della musica dal vivo a pochi passi da Testaccio. I biglietti (solo 100) potranno essere conquistati rispondendo in modo esatto a domande sull'artista fatte durante la trasmissione I protagonisti, in onda dalle 21 alle 24 su Rtl 102.5, il network che organizza l'evento e che trasmetterà il concerto in diretta. Linee telefoniche bollenti, quindi, nel tentativo di accaparrarsi i biglietti per la prima serata romana di Claudio Baglioni, solo un anticipo delle tre tappe nella Capitale del "Crescendo Tour", l'infinito, o quasi, giro per stadi iniziato il 21 novembre a Torino che terminerà il 26 marzo a Padova. Alle prime due date romane (26 e 27 febbraio) è stata aggiunta una terza serata (28) per la quale sono già iniziate le prevendite. La notizia del concerto al Classico Village si è diffusa in modo sotterraneo, attraverso il tam tam che corre su Internet con segnalazioni quasi "clandestine" sui siti e le mailing-list (liste di discussioni online) dedicate al cantante romano. Perché è proprio sul Web che si incontrano i "rimbaglioniti", attraverso una fitta rete di amicizie che superano ogni confine geografico. Nella comunità del sito Una parola per te ( www.unaparolaperte.net) circolano informazioni "riservate" e in anteprima, mentre i fan romani cercano di dare "dritte" su dove alloggiare, quali mezzi pubblici prendere e dove, probabilmente verrà avvistato Baglioni tra i vicoli di Roma. Lampadaosram, soprannome usato da Anna Conte, di Cosenza, ha provato per ore a telefonare per vincere i biglietti della serata. "Ho trovato sempre occupato. Se avessi vinto avrei preso il treno senza pensarci un secondo". Anche "Non c'è mai fine al viaggio", Claudia Lapini, 18 anni di Firenze, ha provato a giocare al quiz. "Niente da fare, ma penso che partirò comunque per Roma pur di vedere Claudio entrare nel locale, anche per pochi secondi". Anche Claudio Baglioni, prossimo alla laurea in Architettura (probabilmente a marzo), si trasforma in "uomo virtuale" e rilascia la nuova versione del sito www.baglioni.it, una vera e propria cittadella virtuale chiamata Patapan, nome della canzone del suo ultimo cd dedicata al padre recentemente scomparso. Nel sito il menestrello di "51 Montesacro" si trasforma in un personaggio animato, mentre ripercorre, in un'ambientazione quasi alla Blade Runner i 35 anni di carriera, attraverso i luoghi del passato, proprio come nelle scenografie, ideate dallo stesso Baglioni, del Crescendo Tour dove il palco mutua la struttura di una casa, dalla cantina fino al tetto. Intanto, i "rimbaglioniti" dai polpastrelli consumati nel tentativo di prendere la linea, non si arrendono e si danno appuntamento il 25 febbraio, alla vigilia della prima data romana, al locale "Il Moro", per una serata baglionana. 25/06/2004 Pagina: 47 Baglioni si laurea con tanto di fan di LAURA BOGLIOLO "Ho il cuore gonfio, sono molto emozionato". Apre la cartellina nera, sfoglia e riordina i bozzetti dei palcoscenici dei concerti che lui stesso ha progettato, beve un bicchiere d'acqua e sospira profondamente. Claudio Baglioni ieri ha vissuto l'ansia dello studente a pochi minuti dalla laurea nella facoltà di Architettura di Valle Giulia e quando annunciano che è il suo turno, si alza e sorridendo esclama: "Si va in scena?". Non si tratta di un concerto, ma il pubblico c'è comunque. La voce dell'arrivo di Baglioni è rimbalzata tra i corridoi della facoltà tra lo stupore degli altri laureandi e di un centinaio di fan che dalle 8 di mattina aspettavano l'arrivo del cantante. "Sono di Cosenza - racconta Angela Cervo, 47 anni - e sono qui per stringere la mano a chi ha accompagnato 30 anni della mia vita con le sue canzoni". Non sanno se essere più felici per la tesi appena discussa o per la notizia Barbara e Monica Blasi, sorelle e da pochi minuti entrambe architetto. "Ma davvero anche Baglioni si laurea oggi?", esclamano. Tra flash, richieste d'autografi e abbracci Baglioni ha raggiunto l'aula 4 dove ha discusso la tesi sulla sistemazione dell'area che unisce il Gazometro al Tevere per il corso di laurea triennale in Restauro architettonico e riqualificazione urbana. Nell'aula c'è silenzio, tuona solo la voce di Baglioni che questa volta non racconta anime e sogni in note, ma descrive il progetto mostrando decine di tavole. In prima fila la compagna Rossella Barattolo e il figlio Giovanni. "Questa mattina era più emozionato di quando fa un concerto - racconta Giovanni - è strano vederlo nei panni di uno studente, di solito per me è un insegnante". La discussione della tesi termina dopo circa un'ora. Nuovo bagno di folla per Baglioni che raccoglie decine di mazzi di fiori. "Questo è bellissimo - esclama - lo porto mia madre". C'è tempo per riposarsi in attesa della consegna ufficiale della laurea. "Questa mattina - racconta Baglioni - ho fatto un tuffo nel passato, mi sono svegliato con l'ansia dell'esame, non ricordavo nulla. Mentre mi facevo la barba ho iniziato a fare vocalizzi come se dovessi fare un concerto, continuavo a chiedermi "da dove comincio?", qui non è come ai concerti, gioco fuori casa". "Ho voluto rispettare le regole della cerimonia, salendo le scale della facoltà che frequentavo negli anni '70 dove studiavo e piangevo - continua - per colpa dei lacrimogeni molto frequenti a quei tempi". E poi scherza con il figlio. "E tu - gli chiede - quando ti laurei? - e poi - ho voluto che Giovanni fosse presente perché non sono mai molte le occasioni per vantarsi con i propri figli". Alle 15 l'aula Magna è gremita. Formula di rito proclamata dal professore Stefano Garano e poi il voto: 108/110. Un boato d'applausi abbraccia il volto emozionato di Baglioni, mentre in molti speranzosi gridano: "canta! Cantaci qualcosa!". Ma ieri Baglioni era un architetto, solo un architetto. 30/01/2005, pag. 31 La
buona musica di Baglioni Baglioni
non finisce mai di stupire. La sua musica ha conquistato il passaporto
del tempo e regalato note a tre generazioni. Questa estate ha fatto un'altra
conquista: la laurea in Architettura. Ed ora, dopo quasi 5 anni ininterrotti
di concerti e tour, e l'ultimo successo di ”Sono io l'uomo della storia
accanto”, il menestrello della musica italiana è pronto a regalare altri
due appuntamenti per beneficenza. Lunedì alle 21, nell'aula Magna della
Facoltà di Architettura di Valle Giulia, Baglioni suonerà per la fondazione
Sue Ryder Onlus, associazione che offre assistenza ai malati terminali
(info tel. 06 22796525). Giovedì ”Notte di note” e ”Mille giorni di te
e di me” verranno intonate al cinema Adriano (piazza Cavour) a favore
della Fondazione Azzurra che finanzia borse di studio e progetti per studenti
bisognosi delle facoltà di giurisprudenza di tutta Italia (info tel. 06.8084053).
Centralini della facoltà e delle onlus in tilt vista la valanga di richieste
di partecipazione da parte dei fan del cantante che non mancano mai di
essere vicini al loro mago, soprattutto quando la chiamata avviene per
motivi di beneficenza. I fans temono inoltre che questi siano gli ultimi
appuntamenti prima della pausa che Baglioni aveva già annunciato da tempo.
«A volte - ha spiegato - c'è bisogno di fermarsi per continuare ad ascoltarsi».
4 novembre Strada
Facendo, con Baglioni dalla scalinata a via del Corso 8
novembre 2005 Archi, violini e la bacchetta del maestro Margherita Graczyk . Il silenzio assoluto non appena le luci si spengono, qualche striscione sventolato timidamente e l'emozione di un incontro tutto particolare tra la musica leggera di Claudio Baglioni , che ha tracciato le vite in quasi quarant'anni di storia, e gli arrangiamenti di un ensemble musicale travolgente, la prestigiosa Royal Philarmonic Orchestra. Notte di sorprese. La prima, una spettatrice d'eccezione: Franca Ciampi , arrivata con una sua amica. Tutto esaurito ieri sera all'Auditorium Conciliazione per il concerto di beneficenza a favore del Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, la principale fondazione no profit per la tutela, la salvaguardia e la cura del patrimonio artistico e naturalistico del nostro Paese. Il cantautore romano, che non ha mai nascosto la sua passione per la tutela dei beni artistici e dell'ambiente, ancora una volta sembra aver vinto una scommessa fatta con se stesso: far apprezzare i suoi grandi successi confezionati, questa volta, in versione sinfonica. Da Io sono qui , a Tutto in un abbraccio fino ad Avrai , scritta subito dopo la nascita del figlio Giovanni (presente in sala), le note dei 67 professori d'orchestra hanno accompagnato il poeta della musica leggera che non finisce mai di stupire. Giovedì notte ha indossato i panni del cantante di strada. Accompagnato solo dalla sua chitarra ha regalato un concerto a sorpresa di 45 minuti sulla scalinata di Trinità dei Monti e una passeggiata per il Centro fino al megastore Messaggerie Musicali dove ha autografato il suo nuovo triplo cd. Ieri sera Baglioni, in abito scuro, è stato il protagonista di un concerto a metà tra un'opera sinfonica e un'esibizione pop. Da menestrello che non dimentica le vie della periferia di Centocelle, dove è cresciuto, a musicista di grande livello, capace di coniugare il suo Cuore di aliante rock con i violini della musica classica. Milleottocento persone in sala. Ad applaudire Baglioni, Giulia Maria Mozzoni Crespi , presidente del Fai, Susanna Agnelli , da sempre impegnata nel sociale, Carla Fendi, presidente del gruppo omonimo, Fulvio Conti , amministratore delegato di Enel, il presidente della Regione Piero Marrazzo , Maurizio Gasparri, Luigi Abete , presidente della Bnl, e Giovanni Malagò . Non manca l'incursione divertente di Dario Ballantini nei panni di Gianni Morandi versione calciatore. Il ricavato della serata verrà utilizzato per sostenere la gestione dei beni posti sotto la tutela del Fai. Tra le sorprese più apprezzate e applaudite della serata le canzoni Via e Strada facendo riviste completamente in chiave sinfonica. Quasi un boato di applausi per la storica Poster , la romanticissima Mille giorni di te e di me e Tienimi con te e l'intramontabile La vita è adesso . I fans, gli affezionati di ogni età, non hanno mai smesso di sostenere il loro "mago" e di agitare lo striscione che riassume la passione di tre generazioni di appassionati: "Claudio, Tienici con te!". E anche dicembre vedrà Baglioni cantare: appuntamento il 3 per Natale in Vaticano - Concerto per le Missioni d'Oriente . 2 dicembre 2005 Che lezione alla Sapienza le note di Baglioni di
LAURA BOGLIOLO |
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| LA MORTE DEL PAPA | ||||||||||||||||||||||||||||
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Mercoledì
2 Febbraio 2005 (nazionale) |
Lo speciale sulla morte del Papa >> | |||||||||||||||||||||||||||
| 03.04.05 UN'ORA ESATTA DOPO LA MORTE IL TRISTE RITO DEI CAMPANARI di
LAURA BOGLIOLO |
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| 11.04.05 Sorpresa in parrocchia, i “papabili” dicono Messa Ogni cardinale è “abbinato” a una chiesa di Roma. Uno dei favoriti, Schonborn, a Marconi di LAURA BOGLIOLO ROMA - Emozionati, stupiti, finalmente accennano un sorriso. Ritrovano forza e si sentono sempre più protetti nelle loro parrocchie. Anche i più piccoli, seduti sulle gambe delle mamme, sembrano accorgersi che c'è qualcosa di diverso. Scrutano gli sguardi concentrati dei più grandi e con l'ingenuità dei 4 anni una bambina alza la manina verso l'altare, indica e sussurra alla mamma: «E' il Papa!». Perché si respira un'aria di solennità, una inconsueta atmosfera di gioia e nello stesso tempo di serenità in questi giorni in cui tante lacrime sono state versate. Così ieri, alla parrocchia di Gesù Divino Lavoratore di via Oderisi da Gubbio, i fedeli hanno accolto il cardinale Schönborn, Arcivescovo di Vienna, ordinario per i fedeli di rito bizantino in Austria. Sua eminenza Christoph Schönborn, originario della Repubblica ceca, è uno dei 115 cardinali del Conclave. Uno dei cardinali “papabili”. In questi giorni nella Roma prossima alle elezioni alcuni dei cardinali hanno deciso di far visita alle loro parrocchie. Ogni cardinale è infatti titolare di una chiesa a Roma. Alle 10 è il cardinale Schönborn a celebrare la messa, davanti a uno stuolo infinito di fedeli che riempiono la parrocchia in ogni suo angolo. L'omelia ricorda il Pontefice, la sua forza e la sua dolcezza. «Alzatevi e andiamo». Il cardinal Schönborn ripete le frasi di Papa Giovanni Paolo II, quelle stesse frasi che i fedeli hanno inciso nei ricordi dei loro cuori. L'importanza dell'evangelizzazione, del non aver paura di essere cristiani e di dimostrare la fede con i fatti. Le preghiere sembrano più solenni, le frasi ripetute con più fermezza. C'è di nuovo serenità nei volti di chi una settimana fa ha appreso la notizia della morte del Pontefice piangendo. «Crediamo nel Cristo Risorto» racconta Angela, 78 anni, da 40 parrocchiana, che anche ieri non è voluta mancare alla messa. Ancora preghiere, teste chine e mani congiunte per anziani, famiglie, ma soprattutto giovanissimi. L'amore che azzera le diversità, proprio come diceva Lui. C'è anche chi, preso dal trasporto delle parole del Cardinale fa delle previsioni. Marco Di Somma, 76 anni, ex maresciallo dei carabinieri si rivolge con chiarezza al Cardinale. «Ti vedo in bianco!» gli dice, mentre sua eminenza rimane in silenzio, fa un sorriso e tira su le spalle come per dire «chi lo sa...». «Ha un linguaggio molto simile al Pontefice - racconta Marco - fatto di forza e dolcezza, secondo me sarà lui il nuovo Papa». Ancora parole sul Pontefice e i ricordi di chi lo ha visto tante volte accanto a sé. Enrico Bonvecchi, 37 anni, da sette fa parte del coro della Diocesi di Roma diretto da Monsignor Frisina. «Il ricordo più bello - spiega quasi commovendosi - è stato a Tor Vergata durante le giornate della Gioventù, ho visto il Papa finalmente nella sua dimensione, in mezzo ai ragazzi la sua comunicazione era più chiara e incisiva». Stessi sorrisi e un lungo applauso alla fine dell'omelia nella parrocchia della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a via Gallia, a pochi passi da piazza San Giovanni. A celebrare la messa il cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo di Vilnius, in Lituania, anche lui membro del Conclave. I fedeli che prima pregavano per dare sostegno al Papa morente, adesso pregano perché il “loro” cardinale sia guidato dallo Spirito Santo nella scelta giusta. La voce della visita del cardinale si è sparsa con velocità tra i fedeli che sono accorsi in parrocchia. All'entrata le foto della visita nell'80 di Giovanni Paolo II che sembra ancora vegliare su tutti. Un po' per quelle immagini che lo ritraggono mentre regala abbracci, un po' per le parole del Cardinale che ripetono quello che potrebbe essere definito il motto del cuore del Pontefice: «Non abbiate paura». |
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| 11.04.05 A San Paolo il mosaico con il volto di Wojtyla rievoca antiche profezie di
LAURA BOGLIOLO |
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| Santa
Maria Consolatrice festeggia
il suo cardinale di LAURA BOGLIOLO Volti sorridenti e passi veloci verso la piazza dominata dalla parrocchia che tutti conoscono, che tutti hanno nel cuore. C'è grande festa a via di Casal Bertone. Il Cardinale del quartiere è diventato Papa. La notizia viene appresa proprio mentre nella Chiesa di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino viene celebrata la Messa delle 18. I fedeli si inginocchiano e rimangono in preghiera mentre le campane della chiesa di cui il Cardinale Ratzinger è stato titolare dal 1978 suonano a festa. Tutti nel quartiere ricordano quel nome e quel volto. Ognuno ha un ricordo particolare. «Giocava al circolo delle bocce della Parrocchia» racconta Alvaro Mattei, 78 anni. C'è poi chi ha un ricordo davvero particolare. Valentina Santangelo, 24 anni, studentessa: «Sono stata cresimata dal nuovo Papa. Non ci posso credere, è un'emozione immensa». Don Enrico Pomili, 74 anni, da 50 parroco della chiesa, continua ad abbracciare i suoi parrocchiani. «Siamo felici - racconta - La volontà del Signore è stata fatta». Suor Lucia Agnese, invece, mostra con orgoglio lo stemma affisso nell'atrio dell'oratorio di Santa Maria Consolatrice, che riporta il nome del cardinale. Stesse emozioni e tanta soddisfazione anche nelle due cattedrali laziali di cui Ratzinger era titolare: nelle chiese suburbicarie di Velletri-Segni, ai Castelli romani, e a Ostia Antica, a Sant'Aurea. «Che emozione forte», ha esclamato il vescovo della diocesi di Velletri-Segni monsignor Andrea Maria Erba. Ora a Velletri sperano tutti che il nuovo Papa faccia una delle sue prime visite proprio nella sua cattedrale. Anche il parroco della cattedrale, intitolata a San Clemente I Papa, monsignor Franco Risi, è visibilmente compiaciuto. È stato presso la parrocchia di Santa Aurea, lo scorso 19 novembre, uno degli ultimi bagni di folla da cardinale di Joseph Ratzinger. L'occasione fu la prima festa di Sant'Agostino come patrono del XIII Municipio, voluto da Papa Giovanni Paolo II. Per tradizione infatti la chiesa del borghetto medievale di Ostia Antica, una delle più antiche porte di accesso a Roma, viene definita prima diocesi suburbicaria di Roma, e viene affidata alle cure spirituali del rappresentante più anziano del collegio cardinalizio. E Ratzinger, appunto, in qualità di decano, si recò a Ostia accompagnando le reliquie di Sant'Agostino. L'emozione e la gioia per l'elezione del nuovo Papa ha contagiato tutte le parrocchie di Roma. Dalle basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, alle parrocchie del Centro e della periferia, l'annuncio è stato accolto con le campane a festa. A San Giovanni i turisti presenti all'interno e sul sagrato al rintocco delle campane hanno cominciato ad abbracciarsi. Stessa scena a Santa Maria in Trastevere e Santa Teresa del Bambino Gesù. Ovunque, la notizia dell'elezione è arrivata in tempo reale. «Già questa sera o al massimo domani - garantisce don Federico, nella chiesa di Sant'Antonio - organizzeremo una veglia di ringraziamento e di augurio per Benedetto XVI». |
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| E
il pronipote di BenedettoXV si chiama Benedetto come i Papi (21.04.2005) di LAURA BOGLIOLO «Io, pronipote di un Papa, adesso ho il nome del nuovo Pontefice». Da bambino e con l'ingenuità dei quattro anni guardava incuriosito un immenso quadro che dominava la casa del nonno a Viterbo, immagine che gli ispirava uno strano senso di mistero e solennità. Non aveva mai provato a chiedere chi fosse la persona ritratta. Finché un giorno, quando aveva 10 anni, il nonno gli svelò il perché di quel quadro. «E' il fratello del tuo trisnonno, Papa Benedetto XV». Benedetto Della Chiesa, 19 anni, vive a Roma, ma è di origini genovese e martedì sera è corso a piazza San Pietro per un incontro personalissimo con la Storia. Stava studiando nelle aule della facoltà di Economia e Commercio della Luiss quando è arrivata la notizia. «Fumata bianca!». Benedetto è corso in motorino fino a San Pietro accompagnato da tre suoi amici che facevano il 'tifo' per lui. E' arrivato appena in tempo. Ore 18.49. La finestra della loggia centrale si apre. Il nuovo Papa è il cardinale Joseph Ratzinger e il suo nome è « .. Benedicto XVI». Mille pensieri e una grande emozione per il giovane Benedetto che è l'ultimo discendente della casata genovese dei marchesi Della Chiesa che diede i natali a Papa Benedetto XV, nome che il nuovo Pontefice ha deciso di assumere. «Sono stato felice, ma poi ho sentito un forte senso di responsabilità». Benedetto sapeva che il suo nome era uno dei candidati. «Su Internet ho letto che 'Benedetto' era tra i più quotati». Ma fino a quel momento non aveva nessuna certezza. Studente, sorriso carismatico e grande voglia di vivere, Benedetto è uno sportivo. La sua grande passione è il rugby. «Faccio parte della squadra Union Rugby Capitolino» racconta con orgoglio. Ha frequentato il liceo classico Giuliana Falconieri ai Parioli e a scuola non ha mai svelato la storia di famiglia «finché - racconta - l'ultimo anno non abbiamo studiato la prima guerra mondiale e allora sono stato simpaticamente sovrastato dalla curiosità dei miei compagni». Benedetto conosce a memoria la famosa nota del 1° agosto 1917 nella quale il Papa-trisavolo descrisse il conflitto in corso come un''inutile strage' ed ha un ottimo rapporto con la religione. «Sono un cattolico praticante, ho sempre frequentato la parrocchia de La Storta anche se alcune volte salto la messa della domenica per le partite di rugby». «Amavo Karol Wojtyla, era il 'nostro' Papa per quelli della mia generazione». Ha le idee molto chiare sul suo futuro. Da grande vuole diventare imprenditore proprio come il papà e il nonno. «Abbiamo un'azienda agricola, produciamo di tutto, dall'erba medica al granturco. Mi piace molto il rapporto con la natura e vedere i prodotti nascere dalla terra». Il diciannovenne marchese Benedetto ama Internet, esce spesso con gli amici e qualche volta va a ballare. «Non molto spesso però, perché devo studiare». Insomma, Benedetto è e si sente un ragazzo normale. A parte il suo nome. |
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di LAURA
BOGLIOLO |
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22/08/2004,
PAGINA 3 (Primo Piano) «Gli abitanti di Najaf si sporgono dalle case, salutano, ci indicano la via verso il Mausoleo di Ali. Vediamo i primi armati vestiti di nero con la fascia verde sulla fronte». Cronache in diretta dall'Iraq. Sono queste le ultime parole di Enzo Baldoni, freelance disperso da giovedì a Najaf, che lasciava traccia di sé e delle sue avventure sul Web grazie al blog (diario online) www.bloghdad.splinder.com. L'ultimo messaggio è di domenica 15 agosto. Da giorni le pagine delle avventure di Enzo sono ferme. Ad animare il sito solo notizie riportate da colleghi e i messaggi degli amici virtuali che preoccupati aspettano con ansia e commentano la morte di Ghareeb, l'interprete di Enzo con il quale (raccontava) si sentiva al sicuro. Scrive Daniela di Como: «Mi sento come se fosse mancato uno di famiglia». Il tam tam corre veloce su Internet fino ad altre piazze virtuali sempre in diretta da Bagdad. Sul blog dell'inviato del Tg1 Pino Scaccia (www.pinoscaccia.rai.it) si spera, ma si fanno anche ipotesi sulla scomparsa del freelance. «Spero che Enzo - racconta Scaccia sul suo blog - adesso stia rintanato da qualche parte in attesa di quel sogno che ci scambiavamo spesso per gioco: Pensa se becchiamo al Sadr!». «Il problema - continua Scaccia - è che lui non ha il telefono e nessuno lo può raggiungere se non si fa vivo lui. Lo aspetto». Asserragliati dietro la finestra di un pc. In attesa di notizie senze filtri. Sfogliano le pagine del Web in attesa di rivelazioni. Gli amici virtuali sono a caccia di news in tempo reale e scelgono i blog come fonte, lo strumento che dal 2000, prima negli Usa e poi in Europa, rappresenta una finestra sul mondo. Perché per creare un diario digitale bastano solo cinque minuti, conoscenze di base del Web (non è richiesta nessuna tecnica speciale), e voglia di raccontare. Ha stupito, incuriosito e creato un vero “caso internazionale” il blog di Salam Pax (http://dear_raed.blogspot.com) il diario di un giovane di Bagdad che, attraverso Internet, ha raccontato la guerra in Iraq, eludendo lo spionaggio elettronico del Mukhabarat. Nessuno credeva a Salam Pax, si pensava a cronache costruite a tavolino, ma poi il quotidiano Guardian ha scoperto la vera identità del ragazzo. Salam ha 29 anni, è architetto, vive in una villetta a due piani in un quartiere residenziale di Bagdad, scrive il suo diario web da una camera da letto dove, racconta, vive tra un poster del film Matrix, una giungla di cavi e un monitor. Anche altri giornalisti hanno scelto i blog per raccontare teatri di guerra. E' il caso di Christopher Allbritton, reporter per l'Ap e il New York Daily, che scrive su www.back-to-iraq.com. Ma attenzione alle “imitazioni”. Mesi fa fece scandalo The Agonist che raccontava i particolari della guerra in modo minuzioso. La rivista telematica Wired scoprì invece che parte delle informazioni provenivano da una newsletter alla quale il blogger era abbonato. Guerra e non solo. Sul Web si trova anche la storia di una normale famiglia irachena che racconta, alternandoli ad abitutidini quotidiane (pulire la casa e stendere i panni), la paura e i rumori della guerra. Così una madre di famiglia lascia i propri racconti su afamilyinbaghdad.blogspot.com. Anche l'Afghanistan è sotto i riflettori dei blog. Marco Cafferati, medico volontario di Emergency descrive su www.medicoakabul.splinder.com i mesi trascorsi nella Capitale afgana e commenta così la tragica questione delle amputazioni dovute alle bombe: «Per molti di loro è meglio morire che perdere un arto. L'ho pregato a mani giunte sul lettino operatorio. Lui faceva no con la testa, senza dire altro». Intanto accanto al blog di Enzo Baldoni gli amici virtuali, dai nick (soprannomi) più diversi aspettano un nuovo post (messaggio) che segnerà la fine dell'avventura iniziata quasi con un grido: «Da un po' di tempo - si legge sul primo messaggio lasciato dal freelance sul blog - la solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva: "Bagdad! Bagdad! Bagdad!". Ho dovuto cedere». |
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03/05/2005, pagina 3 ''Copia
e incolla, così ho beffato i segreti'' |
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14/09/2004, PAGINA 39 Sul
web lettere alla famiglia: "Vi siamo vicini" |
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| TOTTI SPOSO | ||||||||||||||||||||||||||||
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16/05/2005,
pagina 53 di LAURA BOGLIOLO Che c'è di strano in una coppia che passeggia mano nella mano in uno dei centri commerciali della periferia con in tasca la lista dei desideri per le proprie nozze? Assolutamente niente. Se non fosse che a calcare i viali artificiali del centro I Granai due settimane fa sono stati Francesco Totti e Ilary Blasi. La passeggiata si è fermata al piano terra, davanti alle vetrine del negozio Anticoli & Di Nepi, specializzato in biancheria intima per la casa, dove la coppia ha lasciato la propria lista di nozze. Acquistare un regalo agli sposi è semplicissimo. Basta entrare, sorridere alla simpatica commessa alla quale basterà accennare «è qui la lista di nozze di...?». Inizierà il tour nel “morbido” e normale (quasi da non crederci) mondo di Francesco e Ilary. I regali vanno dai 20 ai 310 euro. Ci sono coppie di asciugamani da 20 euro o teli per la doccia da 35 (colori tinta unita, semplicissimi). Per le grandi firme basta Missoni: accappatoi (142 euro) o teli da mare (77 euro). Per il modello non c'è problema. «Ilary - spiega la commessa - si è raccomandata di far scegliere liberamente». Si passa poi ai completi da letto che vanno dai 110 ai 160 euro. Una delle trapunte scelte da Francesco è anche in vetrina: una cascata color cielo. Si conclude il tour nella futura casa Totti con i piumini d'oca (310 euro) o estivi (195 euro). Per i colori si può scegliere tra bordeaux, nero, pervinca, blu scuro e marrone. Niente giallo e rosso. Quello solo nel cuore.
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| SINDACO | ||||||||||||||||||||||||||||
| 08/05/2005,
pagina 50 Vicini di casa, compagni di festa Rinfresco a via Velletri con il sindaco che porta torta rustica e ciambellone di LAURA BOGLIOLO Molti, i più timidi, si sentiranno sollevati: via l'incubo dei 30 secondi interminabili in ascensore con l'inquilino sconosciuto al quale non si sa proprio che dire. La giornata di ieri rimarrà nella storia personale di ogni condomino. Pranzi nei cortili, mostre negli ascensori e Vip insieme a gente comune. Così la Festa dei vicini ha fatto incontrare i romani. Circa 500mila persone, secondo il Comune, hanno partecipato ai 300-400 eventi sparsi in tutta la città. Una vera festa fino a notte fonda. «Sono sorpreso, non pensavo che l'esordio romano di questa iniziativa potesse coinvolgere così tante persone - ha sottolineato Atanase Perifant, ideatore della festa dei vicini nata a Parigi nel '99, seduto alla tavolata di piazza Santa Cecilia a Trastevere. Il via tra i Vip con una riunione di condominio immersa nel verde del piccolo giardino sopra piazza del Popolo. «Fu una mia vicina - racconta Giulio Scarpati - a portarmi per la prima volta a teatro, ho iniziato a fare l'attore grazie lei». Giovanna Cau, consigliere comunale per la lista Veltroni, rimpiange i vicini di una volta «quando c'era molta più solidarietà, si vestivano i morti o si aiutava ad organizzare matrimoni». Ma a volte si era troppi vicini. Per lo sceneggiatore Ugo Pirro «condividere un appartamento con altri a largo Goldoni non era facile». Forse per questo Pirro per un film sui vicini vedrebbe bene il maestro Antonioni «perché rappresenta l'incomunicabilità». A Daniela Poggi («un'arma per combattere la solitudine») fa eco Simona Marchini («è un'esigenza sommersa»). Tanto che gli inquilini di via Tor S.Giovanni non hanno aspettato l'istituzione della festa: Alberto Grazioli già da 5 anni organizza la festa del buon vicinato. Per tanti è stata la prima volta. Anche in via Velletri dove nella terrazza condominiale vista villa Torlonia il sindaco Veltroni ha pranzato con i suoi vicini insieme alla moglie Flavia e alla figlia più piccola. Ognuno ha portato qualcosa. Alla famiglia Veltroni spettava un secondo (torta rustica) e un dolce (ciambellone). Entusiasti i condomini. «Non lo incontriamo mai, dovremmo farlo più spesso» ha detto Salvatorino Salomi. «Questa terrazza - ha detto scherzando Veltroni - dovremmo usarla la sera per un dancing». Un po' di chiacchiere con il vicino Roberto Russo sul basket, l'abbraccio all'ex assessore della giunta Petroselli Antonio Frajese e la carezza a Irene, la più piccola del condominio. E poi chiacchiere sottovoce. «Vivo nel palazzo accanto - racconta Alessandro De Giorgi - perché solo lo stabile del sindaco ha la fibra ottica per Internet e noi no?» Lì vicino Pamela Pantano, assessore alle Politiche per l'Infanzia ha annunciato che il 18 maggio sarà la festa del gioco. Nell'ascensore di via Pasquale Tola c'era una mostra organizzata da Lift Gallery, associazione diretta da Giuseppe Tabacco che ha esposto un collage di foto dei condomini. Incontro tra generazioni invece nella casa dell'ex assessore Daniela Valentini a via Vicinale dove l'inquilino più anziano, Sergio, 74 anni, ha conosciuto il più giovane, Alessandro, 1 mese. Festa anche a piazza Santa Maria Liberatrice dove Sant'Egidio ha consegnato il premio del buon vicinato ai portieri di via Amerigo Vespucci 42, Marcello e Gabriella Gobbi. «La festa - ha detto il sindaco - corrisponde a un bisogno reale, colma la solitudine, viviamo troppo di citofoni e diventerà come la Notte Bianca». «Nel mio condominio a Trastevere - ha aggiunto l'assessore Gramaglia - gli anziani hanno raccontato com'era il quartiere anni fa». Critica invece l'Anaci che l'ha bollata come «una festa inutile». «Avevamo portato avanti una serie di proposte al Comune per ridurre le conflittualità nei condomini - ha dichiarato il direttore degli studi dell'Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari, Carlo Parodi - è del tutto inutile improvvisare un'iniziativa così, hanno aderito solo i condomìni con meno conflittualità». Sarà così? La parola ai cittadini. |
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| 19/05/2005,
pagina 45 La giornata dei bambini di LAURA BOGLIOLO Molti, i più timidi, si sentiranno sollevati: via l'incubo dei 30 secondi interminabili in ascensore con l'inquilino sconosciuto al quale non si sa proprio che dire. La giornata di ieri rimarrà nella storia personale di ogni condomino. Pranzi nei cortili, mostre negli ascensori e Vip insieme a gente comune. Così la Festa dei vicini ha fatto incontrare i romani. Circa 500mila persone, secondo il Comune, hanno partecipato ai 300-400 eventi sparsi in tutta la città. Una vera festa fino a notte fonda. «Sono sorpreso, non pensavo che l'esordio romano di questa iniziativa potesse coinvolgere così tante persone - ha sottolineato Atanase Perifant, ideatore della festa dei vicini nata a Parigi nel '99, seduto alla tavolata di piazza Santa Cecilia a Trastevere. Il via tra i Vip con una riunione di condominio immersa nel verde del piccolo giardino sopra piazza del Popolo. «Fu una mia vicina - racconta Giulio Scarpati - a portarmi per la prima volta a teatro, ho iniziato a fare l'attore grazie lei». Giovanna Cau, consigliere comunale per la lista Veltroni, rimpiange i vicini di una volta «quando c'era molta più solidarietà, si vestivano i morti o si aiutava ad organizzare matrimoni». Ma a volte si era troppi vicini. Per lo sceneggiatore Ugo Pirro «condividere un appartamento con altri a largo Goldoni non era facile». Forse per questo Pirro per un film sui vicini vedrebbe bene il maestro Antonioni «perché rappresenta l'incomunicabilità». A Daniela Poggi («un'arma per combattere la solitudine») fa eco Simona Marchini («è un'esigenza sommersa»). Tanto che gli inquilini di via Tor S.Giovanni non hanno aspettato l'istituzione della festa: Alberto Grazioli già da 5 anni organizza la festa del buon vicinato. Per tanti è stata la prima volta. Anche in via Velletri dove nella terrazza condominiale vista villa Torlonia il sindaco Veltroni ha pranzato con i suoi vicini insieme alla moglie Flavia e alla figlia più piccola. Ognuno ha portato qualcosa. Alla famiglia Veltroni spettava un secondo (torta rustica) e un dolce (ciambellone). Entusiasti i condomini. «Non lo incontriamo mai, dovremmo farlo più spesso» ha detto Salvatorino Salomi. «Questa terrazza - ha detto scherzando Veltroni - dovremmo usarla la sera per un dancing». Un po' di chiacchiere con il vicino Roberto Russo sul basket, l'abbraccio all'ex assessore della giunta Petroselli Antonio Frajese e la carezza a Irene, la più piccola del condominio. E poi chiacchiere sottovoce. «Vivo nel palazzo accanto - racconta Alessandro De Giorgi - perché solo lo stabile del sindaco ha la fibra ottica per Internet e noi no?» Lì vicino Pamela Pantano, assessore alle Politiche per l'Infanzia ha annunciato che il 18 maggio sarà la festa del gioco. Nell'ascensore di via Pasquale Tola c'era una mostra organizzata da Lift Gallery, associazione diretta da Giuseppe Tabacco che ha esposto un collage di foto dei condomini. Incontro tra generazioni invece nella casa dell'ex assessore Daniela Valentini a via Vicinale dove l'inquilino più anziano, Sergio, 74 anni, ha conosciuto il più giovane, Alessandro, 1 mese. Festa anche a piazza Santa Maria Liberatrice dove Sant'Egidio ha consegnato il premio del buon vicinato ai portieri di via Amerigo Vespucci 42, Marcello e Gabriella Gobbi. «La festa - ha detto il sindaco - corrisponde a un bisogno reale, colma la solitudine, viviamo troppo di citofoni e diventerà come la Notte Bianca». «Nel mio condominio a Trastevere - ha aggiunto l'assessore Gramaglia - gli anziani hanno raccontato com'era il quartiere anni fa». Critica invece l'Anaci che l'ha bollata come «una festa inutile». «Avevamo portato avanti una serie di proposte al Comune per ridurre le conflittualità nei condomini - ha dichiarato il direttore degli studi dell'Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari, Carlo Parodi - è del tutto inutile improvvisare un'iniziativa così, hanno aderito solo i condomìni con meno conflittualità». Sarà così? La parola ai cittadini. |
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| STORIE E PERSONE | ||||||||||||||||||||||||||||
| Il
Messaggero 16 ottobre 2005 Pasolini nelle storie dei “suoi” ragazzi Gli ex borgatari, omai cresciuti, ricordano il Maestro nei “grattacieli” di Donna Olimpia di Laura Bogliolo C'era er Pecetto, capelli e occhi nerissimi, che amava tirare calci al pallone e alla polvere. Er Pera, già fruttivendolo a 13 anni, campione di zecchinetta. Er Cippichetto, che si faceva pagare per portare il pallone. C'erano e ci sono ancora i Ragazzi di vita, che ieri hanno ricordato Pier Paolo Pasolini a 50 anni dalla pubblicazione del suo libro più famoso. Si sono dati appuntamento a via di Donna Olimpia 30, in quel condominio chiamato anche nel libro «i grattacieli», quattro palazzoni costruiti sul fosso di Tiradiavoli negli anni 50, quando Monteverde era un deserto di campi sterrati e prati secchi. In mezzo ai calcinacci, sotto i panni stesi e tra le grida delle madri, i ragazzi di vita giocavano a pallone. Insieme a loro un uomo «gentile, con la faccia un po' da ladro come noi, ma se parlava capivi che era diverso». Era il «maestro lombardone» racconta er Pecetto, Silvio Parrello, 63 anni, citato nel primo capitolo del libro, oggi poeta, pittore e custode della memoria del quartiere. Somiglia in modo impressionante a Pasolini «come il cane somiglia al suo padrone» spiega Silvio che del suo maestro ricorda quando gli insegnava a parlare l'italiano o quando attraversavano insieme a nuoto il Tevere. Si tuffavano dai «pilastri» che poi divennero Ponte Marconi e raggiungevano l'orticello da dove rubavano grappoli d'uva. Er Pecetto amava andare in bici e a lui Pasolini dedicò il racconto Il biciclettone. Er Cippichetto, Alvaro e er Riccetto «facevano la lotta, ma vinceva sempre Pier Paolo» che abitava a via Fonteiana. Er Pera, Gino Capone, 65 anni, gli portava la spesa «in quella casa piena di carte, Olivetti e giornali». Sul pianerottolo la casa del poeta Attilio Bertolucci, animata dai piccoli Bernardo e Giuseppe. Così passavano i pomeriggi i ragazzi di vita davanti a quell'uomo che prendeva appunti e arrivava con la Fiat 600 regalata da Fellini. E con la stessa umanità ieri l'hanno ricordato insieme a Fabio Bellini, presidente del XVI Municipio, Maurizio Bartolucci consigliere comunale e Paolo Masini della Commissione Cultura. Dopo i racconti e la presentazione del libro Pasolini a Monteverde l'inaugurazione della targa dedicata all'artista ideata dallo scenografo Enzo De Camillis, affissa a via Abate Ugone dove c'è la scuola Giorgio Franceschi. Quella che crollò nel 51, quando era popolata da sfollati. Tra le macerie c'era anche la madre di Riccetto, il protagonista di Ragazzi di vita. |
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| 13/01/2004
pagina: 33 Il barbiere di Totò, con bottega al Quadraro Luigi Scarano aveva 7 anni quando iniziò a fare barba e capelli al grande comico di LAURA BOGLIOLO AVEVA i pantaloni corti, uno sgabello per arrampicarsi e che paura. Gli tremavano le mani, ma si fece forza e a sette anni fu battezzato da Totò. Studi De Paolis, 1945, quando l'Italia del dopoguerra rinasceva insieme all'arte di raccontare. Luigi Scarano, per gli amici Gino, ha iniziato così la sua carriera di maestro dell'acconciatura, con quelle mille lire che Totò gli mise in mano sussurrandogli: "Non farle vedere a papà, altrimenti te le prende". Da quel giorno il piccolo Gino aveva un appuntamento fisso con il Principe della risata e non si è più separato da quelle forbici d'oro e dal quel rasoio accuratamente affilato sulla coramella di cuoio. Sotto le sue mani sono passati i grandi del cinema italiano. Da Mastroianni a Manfredi, da Rossano Brazzi a Alberto Sordi. E le mura della sua bottega, in via dei Quintili, nel quartiere popolare del Quadraro, raccontano la storia del barbiere a domicilio. "La passione per l'arte d'acconciare l'ho ereditata da mio padre", racconta Gino, grandi occhi celesti e capelli argentati. Gli si illuminano gli occhi mentre racconta di Alberto Sordi. Bastava uno squillo e accorreva a casa sua, armato di pettine, rasoio e pennello. "Non è vero - precisa Gino - che Sordi era tirchio. Mi dava grosse mance e passare qualche ora con lui era uno spasso. Mi diceva sempre: ah Gi', oggi pranzo leggero: un piatto di fettuccine e tre involtini". Era un po' in ansia quando doveva affrontare l'enorme gatto nero che faceva da guardia alla casa di Anna Magnani. "Annare' - le dicevo sempre - un giorno di questi me prenderà un infarto". Più che un negozio quello di Gino sembra una casa, arredata con un comodo salotto dove i clienti amici passano i pomeriggi sorseggiando caffè. Il barbiere degli artisiti è una vera celebrità nel quartiere. Tutti conosco le sue ''gesta''. Gino è stato il più giovane Cavaliere della Repubblica. E per le nozze d'argento della sua professione ha ricevuto dal Papa la benedizione apostolica, affissa in una parete del suo negozio. |
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| 16/06/05,
pagina 22 Spadaro:<<Com'è bello a 90 anni fare il blogger> di LAURA BOGLIOLO L'ALGEBRA è arte, la letteratura è vita e Internet è l'ultimo approdo scoperto per stare in compagnia. La musica online è una rivelazione. L'e-mail quel piacevole mistero che gli consente di comunicare ogni giorno con la cugina che vive a Los Angeles. Non si trova bene con quelli della sua età perché «odiano il computer e sprecano tempo giocando a carte». Ma non sempre riesce a capire i giovanissimi che amano il web, quelli che scrivono “cosa” con la “k” e “baci” usando la “x” che per lui altro non è che la parte di un'equazione. Ha combattuto in Jugoslavia nella divisione Sassari, incontrato Italo Balbo, il principe Umberto di Savoia e sorseggiato con sospetto nel '43 quel liquido nero chiamato Coca Cola. Sebastiano Spadaro la vigilia di Natale del prossimo anno compirà novant'anni ed è un blogger. In Diario di un gentiluomo (www.diario-diario.splinder.com) e poi in Viva la matematica! (www.wlamatematica.splinder.com) propone e risolve equazioni, racconta del suo passato e spiega con ironia il suo presente. «Sono un ottuagenario - scrive - così come lo era Ippolito Nievo. Però non voglio fare la fine che gli toccò». In comune con lo scrittore nessun mare in burrasca e la sciagura del piroscafo Ercole, ma solo Le confessioni di un italiano specialissimo. «Le sei del mattino, è il momento d'ogni giorno in cui abbandono il letto e mi caccio nel mio studiolo. Accendo il computer e clicco su un sito americano che trasmette bellissima musica classica. E subito inforco la mia cyclette collocata proprio davanti al computer, e compio da 500 a 1.000 pedalate ascoltando con vero piacere». Pensionato bancario, nato a Messina, residente a Cogoleto (Genova), ha iniziato per gioco con il Commodore 64 ed ora ama i blog e quelle incognite chiamate e-mail. «Capisco la radio e la televisione che si risolve con le onde hertziane e le antenne che le captano, ma questo mio computer non ha nessuna antenna». Mandare una mail negli Usa «è semplice: scrivo il nome e aggiungo la conchiglietta. Ai miei tempi tutto ciò era inimmaginabile e si guardava Marconi come un grande sognatore». E poi un umano attimo di malinconia per l'età. «Mi ritengo come quei prigionieri nelle carceri americane che sono in attesa della sedia elettrica. Con questo blog vivo nella speranza di incontrare filosofi e matematici che mi sollevino il morale». Sebastiano ha tanti amici, ma nessuno di loro ama il computer. «Purtroppo devo confessare che i vecchi non mi piacciono. Barbe e chiome candide mi deprimono. Amo studiare matematica, divertirmi col computer». Con la sorella che vive a Napoli comunica così: «Stampo quello che scrivo sul blog e poi glielo spedisco per posta». Tra le ultime scoperte la musica online, i siti che ama definire “una specie di juke-box”. Sebastiano scopre il futuro, ma non dimentica il passato. «Porto i capelli neri perché tinti, i colleghi di banca che incontro per strada a Milano rimangono sorpresi affermando che sono mutato ben poco, mentre io stento a riconoscerli per le loro barbe e capelli candidi. E chiedo notizie degli altri che non incontro più e la risposta è sempre quella: infarto». Sebastiano usa Internet anche per sapere come sta la sua città. «C'è tra i lettori qualcuno di Messina che mi possa aggiornare? Penso che ci sarebbe Maria Grazia Cucinotta, se davvero mi leggesse». E poi quasi un appello: «Sono nato nei locali dell'Osservatorio Astronomico e il mio sogno è riuscire a visitarlo ancora una volta». Chissà se il web potrà aiutare un blogger e gentiluomo di quasi 90 anni. Anche solo con una webcam. |
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10/12/2004,
pagina 19 di LAURA
BOGLIOLO |
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24/07/2004, pagina 31 Balduina,
è festa per la suora amica |
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| 10/07/2003
Pagina: 25 Un romano di San Giovanni sfida gli orientali a Poitiers nella prima Coppa del mondo dei videogiochi "Cafone", aspirante campione di LAURA BOGLIOLO ROMA - Combatte contro le influenze demoniache della Burning Legion. I suoi compagni sono i Fanti, i Cavalieri e gli Elfi Chierici. E il suo regno si chiama Chaos. Un rombo profondo in lontananza accompagna le sue notti. Le sue armi sono una tastiera e un mouse. Il suo fortino una stanza illuminata solo dal riflesso dei pixel del video sulle pareti. Nel mondo virtuale dei videogiochi si fa chiamare "Cafone". Nella vita reale, quella consumata nel quartiere San Giovanni di Roma, lo conoscono come Andrea Stirparo. Diciannove anni, studente di ingegneria informatica nella Terza università di Roma, ha lasciato a casa i libri ed è partito per raggiungere Poitiers, in Francia dove, da due giorni, è impegnato nella prima Coppa del Mondo di videogiochi che si concluderà domenica. Andrea, unico italiano nella competizione, concorre nella specialità "Warcraft III", un gioco di "strategia in tempo reale", e cercherà di portare a casa il titolo di cyber atleta combattendo contro 400 ragazzi piombati in Francia da 37 paesi. Ad accoglierli il Futuroscope, una cittadella digitale, animata da schermi giganti che trasmettono i volti tirati, ma divertiti dei giovani impegnati nella gara, e altoparlanti che diffondono il battito cardiaco dei concorrenti. E ieri, il cuore di Andrea, è stata la colonna sonora della sfida contro un ragazzo svedese. La prima battaglia di Cafone è stata persa. Ma il ragazzo romano non si scoraggia e puntualizza: "Non sono stato però eliminato, rimango in gara". Una gara che Andrea si è guadagnato vincendo un torneo a Vicenza, tappa fondamentale di un'avventura iniziata tre anni fa, quando, l'incontro con i videogiochi, lo ha strappato da una quotidianità, fatta di studio, amici e spintoni in metropolitana per raggiungere l'università. In 12 mesi "Cafone" è diventato un campione e la realtà virtuale il luogo di vittorie e soddisfazioni. Perché se Andrea salirà sul podio, si porterà a casa non solo il ricordo delle pacche sulle spalle degli altri giocatori, ma 150.000 euro, il montepremi messo a disposizione dalla Ligarena, società francese di videogames che organizza l'evento. Ma gli scalini del podio non sono facili da raggiungere. Andrea teme soprattutto i nemici dagli occhi a mandorla, i giovani coreani, considerati i migliori al mondo nel settore. Il rivale più temuto da Cafone è Dafny, uno pseudonimo dietro al quale si nasconde un giovane coreano considerato il non plus ultra per "Warcraft III", che è una delle tre specialità della competizione. Le altre due riguardano "Unreal Tournament" e "Counter Strike", protagonisti indiscussi nel mondo dei videogiochi in grande fermento negli ultimi mesi. Dopo l'avvento del videogioco a comando vocale, con tanto di chipset, arriva Eye Toy, l'ultimo gioiello multimediale della Sony, che azzera il confine tra macchina e uomo. Si tratta, in pratica, della prima interfaccia di gioco su PlayStation 2 che usa i movimenti del corpo come metodo di controllo. Si usa una telecamera, e il giocatore non deve far altro che spostarsi, agitare le mani e "toccare" gli oggetti sullo schermo. Il futuro dei videogiochi, quindi, regalerà sempre di più un'immersione completa nella realtà virtuale, tanto da far invidia ai protagonisti di Matrix, il film di fantascienza, diventato la bibbia di ogni appassionato di cyber-spazio. E Andrea non delude neanche in questo. Tra le sue passioni non poteva non esserci la pellicola esplosiva dei fratelli Wachowski, tutta impostata sull'illusione dell'universo virtuale dominato da una sola domanda: cosa divide la realtà dall'illusione? Cafone, campione di videogame e di cyberspazio, ha già pronta la risposta e non si lascia allontanare di molto dalla realtà, perché se gli chiedi i suoi miti, dopo il protagonista di Matrix spara il nome della pornostar Rocco Siffredi. Abilità virtuali, ma sogni reali, quindi, per Andrea che probabilmente sarà rimasto deluso dalla scarsa partecipazione femminile alla competizione. Solo qualche decina di ragazze ad allietare i pomeriggi del campione romano. Ma carine e determinatissime. |
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| 19/09/2004,
cronaca pagina 37 E la turista scippò lo scippatore di LAURA BOGLIOLO TURISTA deruba borseggiatore. E' andata proprio così, senza possibilità d'appello per l'incauto ladro che si è trasformato nella vittima di un furto programmato da lui stesso. Lui: robusto, carnagione scura, grande cappello in testa, avrebbe voluto portarsi via una borsa poggiata in terra accanto a un tavolino di una pizzeria di via del Corallo. Lei: Elen Van Der Weerd, biondissima olandese, 55 anni, psicologa di Haarlem, fisico atletico e occhi celesti di ghiaccio, sta gustando un calzone filante di mozzarella insieme ad un'amica. Il match inizia alle 22 circa quando un grido fa sobbalzare Elen. «A ladro!». Qualcuno le sta rubando la borsa. Elen si gira, si alza di scatto. Petto in fuori e braccia veloci. Scavalca la sedia e strappa dalle mani del ladro la sua borsa. Spaesato, colto in flagrante, l'uomo continua a camminare con indifferenza. Ma Elen non demorde, la sua missione non è ancora finita. Giustizia per tutti. La bionda olandese vuole recuperare la refurtiva strappata anche ad altri. E allora rincorre il ladro, lo marca stretto e grida. In una manciata di secondi via del Corallo si trasforma in una location da film stile Totò. Sembra quasi che da un momento all'altro possa sbucare il brigadiere Lorenzo Bottoni (Aldo Fabrizi) intento ad inseguire il ladro Ferdinando Esposito (Totò). Ma questo non è un film. Il “Guardie e ladri” anno 2004 ha altri protagonisti. E ci pensa Elen a fare giustizia. La corsa continua su via del Governo Vecchio. I due scompaiono dietro l'angolo. Pezzi di pizza sospesi in bocca. I vicini di tavolo di Elen restano quasi immobili. «Ma che succede?» si sente urlare. Ma non c'è tempo per pensare. Perché dopo qualche secondo ecco riapparire Elen, sorridente, un po' affaticata mentre stringe in mano il trofeo: è riuscita a strappare al borseggiatore che si è volatilizzato il sacco che aveva in spalla. «Temevo l'avesse rubato a qualcuno» racconta Elen. Ma nel sacco non c'è nulla. Elen ha inaugurato così il suo primo giorno di vacanza a Roma. Ma non ha avuto paura? «No, l'ho guardato negli occhi e ho gridato: give me the bag! (dammi la borsa)». Dice che è stata una questione di basic instinct, un istinto naturale, quasi animale. Elen, appassionata di footing, decide di non esporre alcuna denuncia ai carabinieri. La sua borsa è salva. |
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